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Anche per il 2017 tornano (sabato 21 e domenica 22 ottobre) le tanto attese Giornate AMEI, giunte alla quinta edizione. L’Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani continua a crescere e oggi può contare su una consistente rete di più di 220 musei con un patrimonio unico, molto attenta ai grandi cambiamenti che stanno interessando il settore museale italiano e il mondo della cultura in genere.

Il manto vigoroso esaltato dal colore blu, simbolo di misticismo, la vivacità del bambino in un atteggiamento di affettuosa intimità avvolto in un tessuto rosso, il movimento sinuoso e morbido della veste, il trono intarsiato di rara manifattura. La prima volta di Ambrogio Lorenzetti a Firenze è un'esperienza mariana di altissimo valore che si realizza attraverso la bellezza, naturalistica e contemplativa, dell'arte trecentesca e si riflette nell'opera più arcaica del pittore senese. È la «Madonna col Bambino» che risale al 1319, attribuita al maestro da Carlo Gamba al 1910 (Archivio Carocci). L'opera, la più antica nota a storici e critici, torna a splendere, ad acquisire luce, vivacità cromatica in tutte le sue parti originali, il trono, il volto della madonna, il corpo del bambino, grazie all'intervento di restauro conservativo realizzato da un team di restauratori Andrea e Lucia Dori, Roberto Buda e per le analisi e le indagini di diagnostiche Susanna Bracci e Barbara Salvadori dell’Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali Cnr. L’opera andrà ad arricchire la mostra dedicata alla figura e alla vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti a Santa Maria della Scala a Siena e, concluso l’evento, tornerà nel museo di casa a San Casciano Val di Pesa

La grande via dell’Appennino, che risale la Valle del Bisenzio e apre il percorso verso l’Emilia e Bologna, riesce a raccontare in modo sorprendente la lunga storia della comunità che la abita. Un’epopea che parte dalla preistoria e arriva alle porte dei nostri giorni è quella che viene narrata dalla mostra On the road, la via dell’Appennino, che verrà inaugurata sabato 21 ottobre, alle 15.30, nei suggestivi spazi della Villa del Mulinaccio, a Vaiano.

Un insegnante dell'Istituto Statale d'Istruzione Superiore Russel Newton di Scandicci, dopo aver visitato a Palazzo Strozzi la mostra sul Cinquecento fiorentino, mette in relazione alcune opere con le rivisitazioni di Bill Viola, l'artista statunitense protagonista della precedente esposizione nelle stessa sede dedicata al suo "Rinascimento elettronico". Un accostamento suggestivo e d'indubbio interesse, suscitato dal ricordo della tesina di una sua alunna di quinta scientifico.

Con l'arrivo dell'autunno, i Musei Civici Fiorentini e l’Associazione MUS.E - in collaborazione con il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno - presentano un nuovo ciclo di appuntamenti alla scoperta di Santa Maria Novella, della Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine, della Fondazione Romano e della basilica di Santo Spirito. Prenotazione obbligatoria.

Si apre agli Uffizi (Aula Magliabechiana) una grande mostra (3 ottobre-7gennaio 2108), la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese corrispondente al periodo italiano dal primo Rinascimento agli inizi del Seicento: si tratta di paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, molti dei quali tesori nazionali e proprietà culturali importanti e provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli affari culturali del Giappone. Le opere, su carta e perciò delicatissime, saranno esposte in tre rotazioni di 13 alla volta, al fine di garantirne la conservazione dall’esposizione alla luce.

La Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca presenta una grande retrospettiva antologica su Mario Nigro, in occasione dell’anniversario del primo centenario del pittore, nato a Pistoia nel 1917 e scomparso a Livorno nel 1992. Mario Nigro. Gli spazi del colore, curata da Paolo Bolpagni (direttore della Fondazione) e da Francesca Pola, è realizzata in collaborazione con l’Archivio Mario Nigro e si tiene alla Fondazione Ragghianti dal 29 settembre al 7 gennaio 2018.

Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017, dedica una mostra e un convegno al suo illustre cittadino Ippolito Desideri (Pistoia, 1684 – Roma, 1733), missionario gesuita che per primo rivelò il Tibet all’Occidente. Definito dall’attuale Dalai Lama «un autentico pioniere» del dialogo interreligioso e dell’incontro rispettoso e proficuo fra culture e tradizioni diverse, Ippolito Desideri anticipò di secoli gli specialisti del settore e fu l’antesignano di una fortunata stagione di esplorazioni italiane in Asia.