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Chiusdino, nasce il Museo d'arte sacra con tesori legati a San Galgano

Domenica 20 dicembre sarà inaugurato a Chiusdino un museo d’arte sacra, splendido gioiello realizzato grazie ad un lavoro di autentica collaborazione tra l’Arcidiocesi di Siena, il Comune di Chiusdino e la Soprintendenza. Ne parliamo con il sindaco Luciana Bartaletti.

L'Abbazia di San Galgano

«La vicenda del Museo - dice ,visibilmente contento, don Andrea Bechi, responsabile dei beni culturali della Diocesi- inizia nel 2009 con la volontà di valorizzare beni del territorio che hanno proprie peculiarità e trovano la loro identità nella figura di San Galgano. Per questo motivo, da quell’anno, è iniziata una campagna di restauri di opere provenienti dai vari centri della zona e, finalmente, il 28 ottobre 2015 è stata stilata la Convezione costitutiva del Museo civico d’Arte sacra di San Galgano tra Comune di Chiusdino e Arcidiocesi», i quali hanno lavorato affinché il percorso espositivo guidasse il visitatore alla scoperta di dipinti e suppellettili liturgiche, che sono anche meravigliose opere d’arte. In tal modo è così, ora, possibile cogliere il fascino della figura di San Galgano, particolarmente attuale perché è un cavaliere che conficca la spada nel terreno (in terram) per venerarla come croce, ma anche il fascino di altri piccoli borghi, (come il castello di Frosini) che, per la loro importanza strategica, hanno lasciato notevoli testimonianze del nostro passato.

«La qualità delle pale dipinte e delle oreficerie testimoniano la grande importanza assunta da Chiusdino nel XIII secolo e la nascita del museo vuole testimoniare la permanente vitalità di questo centro ,che può rinascere come polo turistico grazie all’attrattiva dell’Abbazia di San Galgano ma anche di questo museo». L’Arcidiocesi è orgogliosa di aver partecipato a questo progetto che permette di far conoscere la bellezza del messaggio evangelico attuale ancora dopo 11 secoli al tempo di San Galgano, ma attuale anche oggi.

Una particolarità del museo è la «sala sacra» dove si troveranno custodite le reliquie, che rimangono a tutti gli effetti oggetti di culto, in quanto resti dei corpi dei santi, che hanno ospitato in loro «lo spirito di Cristo», secondo la fede cattolica.

Anche Luciana Bartaletti, sindaco di Chiusdino è molto soddisfatta della nascita del Museo che rappresenta una grande novità, un grande evento.

Un museo d’arte sacra a Chiusdino. Da dove nasce questa idea? Chi sono i parterns?

«Negli ultimi quindici anni è stato costante l’impegno delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute per promuovere lo studio della figura storica di San Galgano, con attenzione particolare sia all’uomo che ai monumenti che lo ricordano (l’Eremo di Montesiepi e l’Abbazia senza tetto). L’idea del Museo nasce quindi dalla volontà di offrire una testimonianza permanente della vita e del culto di San Galgano che la comunità di Chiusdino potesse riconoscere come propria, raccogliendo le opere più insigni e rappresentative che nei secoli sono state dedicate al Santo. Hanno condiviso tale volontà e hanno collaborato con il Comune, rendendone così possibile la realizzazione, l’Arcidiocesi di Siena, la Parrocchia, la Soprintendenza. Il Museo sarà allestito nello storico Palazzo Taddei; la scelta di questo edificio, interamente ristrutturato a cura dell’Amministrazione, è stata determinata da due fattori: il Palazzo mantiene intatte le sue originarie caratteristiche architettoniche e conserva decorazioni pittoriche degli ambienti che permettono la migliore valorizzazione delle opere esposte; inoltre la peculiare collocazione nel centro del Comune recupererà l’attenzione per la parte più antica del capoluogo».

Nella nostra provincia e nella nostra Diocesi c’è ricchezza di musei; Chiusdino sembra relegata fuori dai grandi itinerari turistici, eccezion fatta per San Galgano. Ritiene che un nuovo museo possa essere una favorevole opportunità anche per incrementare il turismo?

«Il Comune promuove da tempo la cultura e il turismo nel proprio territorio; ne è dimostrazione prima di tutto la scelta di assumere la gestione dell’Abbazia di San Galgano, che accoglie più di 150 mila visitatori ogni anno, arrecando benefici alle attività economiche e in particolare alle strutture ricettive ed ai servizi connessi. L’apertura del museo qualificherà ulteriormente l’offerta culturale scoraggiando il turismo di passaggio e prolungando i tempi di soggiorno. La visita del Museo sarà collegata a quella dell’Abbazia con l’istituzione di un biglietto cumulativo, che incoraggerà i turisti a visitare il capoluogo e, con il Museo d’Arte sacra, i luoghi della vita del Santo».

Di quanti «pezzi» disporrà il Museo? Quali e di quale provenienza?

«Il Museo ospiterà dieci sali tematiche che raccoglieranno dipinti, sculture e oreficeria sacra dedicata al Santo. Tutte le opere, salvo eccezioni, provengono dalle chiese del territorio di Chiusdino e dall’Abbazia di San Galgano. Alcune sono di proprietà privata e sono state messe a disposizione del Comune per far parte della collezione del Museo».

 

Il Catalogo delle opere

Il catalogo completo delle opere, curato dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi e dall’esperta Laura Ponticelli che ha collaborato in questi mesi con Sovrintendenza e Comune per l’allestimento, sarà predisposto e reso pubblico dopo il 20 dicembre. Tra le più significative vanno segnalate le seguenti:

Bassorilievo di San Galgano «condotto a Montesiepi» (opera di Giovanni d’Agostino della prima metà del XIV secolo, proveniente dalla casa natale del Santo a Chiusdino)

San Galgano conficca la spada nella roccia (opera di Urbano da Cortona del 1446, proveniente dalla Chiesa della Compagnia di San Galgano in Chiusdino)

Madonna col Bambino (opera di Niccolò di Segna del 1336, proveniente dalla chiesa di S. Michele Arcangelo di Chiusdino)

Vetrata di San Sebastiano tra San Rocco e San Francesco (opera del XV secolo, proveniente dalla chiesa della Compagnia di San Galgano)

La Madonna appare a San Nicola e San Galgano (opera del XVII secolo proveniente dalla Compagnia del Santissimo Sacramento di Frosini)

San Michele Arcangelo appare a San Galgano (opera del XVII secolo proveniente dall’Eremo di Montesiepi.

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