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Firenze, alle Cappelle Medicee arriva l’ascensore per Michelangelo

Con il progetto dal titolo simbolico «Un ascensore per Michelangelo», il Museo delle Cappelle Medicee vive un momento di trasformazione architettonica e impiantistica che ha lo scopo di valorizzarlo ulteriormente, ma soprattutto di renderlo accessibile a visitatori diversamente abili. 

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Infatti da lunedì scorso è a disposizione un ascensore che collega il piano d’ingresso, quello della cripta, al primo piano dove si trovano la Sagrestia Nuova, capolavoro assoluto di architettura e scrigno dei capolavori michelangioleschi, e la Cappella dei Principi, mausoleo a pianta centrale per i granduchi Medici, interamente rivestito di rari marmi policromi e pietre dure. Inoltre è stata approntata una pedana elevatore che permette l’accesso alla Sagrestia Nuova dal corridoio e viceversa, superando una barriera architettonica, impossibile da eliminare, di alcuni gradini posti in obliquo nello spessore murario.
Questo è stato il primo di una serie di lavori impegnativi e complessi che hanno come finalità l’adeguamento dell’accesso al Museo delle Cappelle Medicee con il totale abbattimento delle barriere architettoniche e migliorarne così le prestazioni in ordine all’accoglienza del pubblico.

I lavori previsti porteranno alla realizzazione di una nuova uscita nel Canto de’ Nelli, percorribile anche dai portatori di disabilità, indispensabile per un corretto deflusso dei visitatori: il Museo delle Cappelle Medicee è uno dei più visitati del Polo Museale fiorentino con i suoi 300.000 visitatori di media l’anno. Saranno inoltre creati nuovi servizi per il museo come uffici, spogliatoi, magazzini ecc., adeguati servizi per il pubblico (servizi igienici, bookshop, aula didattica), e saranno recuperati nuovi spazi museali da adibire all’esposizione dei molti reperti archeologici affiorati nel corso degli scavi avvenuti nell’ampia porzione tergale della Basilica, compresa fra il Canto de’ Nelli, le Cappelle Medicee e l’ala michelangiolesca del complesso laurenziano. Scavi che hanno portato alla luce anche reperti risalenti al primo periodo imperiale romano fra i quali il lacerto di una pavimentazione a mosaico bianco e nero, attualmente in restauro all’Opificio delle Pietre Dure.

Al momento il progetto è stato sostenuto dalla Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale con 225mila euro, 300mila sono stati stanziati dal Polo museale fiorentino e 500mila dalla Cassa di Risparmio di Firenze. Per il completamento dell’intervento è stata stimata un’ulteriore spesa di un milione di euro.

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