Lo Statuto Cral Toscana

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Lo Statuto della Consulta Regionale delle Aggregazioni laicali della Toscana

Capitolo Primo: IDENTITÀ: NATURA E FINI

Art. 1
La Consulta Regionale delle Aggregazioni Laicali (CRAL), promossa dalla Conferenza Episcopale Toscana, è l'espressione delle Aggregazioni laicali di apostolato e lo strumento per valorizzare la comunione e la collaborazione reciproca.
La CRAL è il luogo nel quale esse vivono in forma unitaria il rapporto con le Chiese particolari, offrendo la ricchezza delle loro possibilità apostoliche e accogliendo fattivamente i programmi e le indicazioni pastorali dell'Episcopato.

Art.2
Possono far parte della CRAL:
- Le Consulte Diocesane;
- Le Aggregazioni laicali riconosciute o erette dalla CEI o dalla Santa Sede, presenti nella Regione;
- Le Aggregazioni che rispondono ai seguenti requisiti:
a) sono state, a livello diocesano, riconosciute come private o erette come pubbliche;
b )si propongono le finalità proprie dell'apostolato dei fedeli laici nelle sue molteplici forme, operano entro questo specifico ambito (cf. cann. 215, 298, 327), e rispondono ai criteri di ecclesialità indicati dall'Esortazione Apostolica Christifideles Laici (cf. n. 30; cf. anche la Nota Pastorale della CEI "Le Aggregazioni Laicali nella Chiesa", n. 15);
c) si sono diffuse oltre il livello locale, raggiungendo una presenza significativa nell'ambito di più Diocesi.
La domanda dell'Aggregazione viene presentata al Segretario Generale (vedi art.9) della CRAL che ne propone l'accoglimento alla CET. L'accoglimento della domanda comporta l'inserimento nella CRAL e l'impegno alla partecipazione con i rispettivi diritti e doveri.
Pur essendo nel diritto di ogni Aggregazione, riconosciuta a livello nazionale o regionale, e delle Consulte diocesane di far parte della CRAL, si richiede a ciascuna Aggregazione o Consulta, ai fini di una effettiva e valida partecipazione, di manifestare annualmente la propria adesione.

Art. 3
La CRAL, nel rispetto delle identità e dei compiti delle singole Consulte Diocesane e Aggregazioni laicali, si propone di:
- valorizzare la forma associata e coordinata dell'apostolato dei fedeli laici, richiamando costantemente il suo significato nel quadro di una comunità ecclesiale partecipata e corresponsabile;
- svolgere compiti di informazione volti a promuovere la reciproca conoscenza e stima;
- far crescere uno stile ed una prassi di laicato maturo e responsabile in uno spirito di comunione missionaria;
- elaborare proposte in ordine agli orientamenti e alle linee pastorali della CET;
- assumere gli orientamenti pastorali generali e le eventuali indicazioni specifiche della CET, sollecitando e sostenendo la mediazione delle singole Aggregazioni;
- promuovere la collaborazione tra le Consulte Diocesane e fra le Aggregazioni ecclesiali dei'fedeli laici in vista degli obiettivi pastorali fissati a livello regionale.

Art. 4
La CRAL mantiene stabili rapporti con la CET in ordine al perseguimento delle finalità di cui agli artt. 1 e 3. Per favorirne la realizzazione il Vescovo delegato per il laicato partecipa alla vita e all'attività della CRAL.

Art. 5
La CRAL cura i rapporti con:
- la Consulta Nazionale e con le altre Consulte Regionali sulla base di quanto previsto dai rispettivi statuti;
- le Commissioni regionali istituite dalla CET;
- le istituzioni culturali e sociali che operano nell'ambito ecclesiale;
- gli organismi di collegamento e di coordinamento fra le realtà ecclesiali presenti in Toscana.
La CRAL favorisce e sviluppa il rapporto di conoscenza e di collaborazione del laicato cattolico organizzato con le altre Chiese e comunità cristiane presenti territorio.
La CRAL, per il perseguimento dei propri fini di cui agli artt. 1 e 3 del presente Statuto, cura i rapporti con gli enti civili e le istituzioni culturali, sociali, economiche, presenti sul territorio regionale.

Capitolo secondo: ORGANI

Art. 6

Art. 7
L'Assemblea
a) Composizione
L'Assemblea è costituita dai Delegati o Rappresentanti delle Consulte diocesane e dai Responsabili o Delegati delle Aggregazioni che riconfermano annualmente l'adesione.
All'Assemblea possono partecipare, senza diritto di voto, gli Assistenti ed i Consulenti ecclesiastici delle Aggregazioni che fanno parte della Consulta.
b) Compiti
L'Assemblea delibera gli orientamenti e il programma di attività della CRAL e ne verifica l'esecuzione;
- approva il costo di previsione e di rendiconto annuale della CRAL;
- fissa le quote annuali di partecipazione alle spese per l'attività;
- delibera le modifiche del presente Statuto, che entrano in vigore dopo l'approvazione della CET.
L'Assemblea elegge al suo interno, per la Presidenza, tre Presidenti, di cui uno fra i rappresentanti delle Consulte Diocesane, ed il Segretario Generale.
Le candidature a Segretario Generale, sottoscritte dagli interessati e presentate da almeno 3 membri elettori della CRAL (Consulte e/o Aggregazioni), devono essere presentate alla Presidenza dell'Assemblea all'apertura dei lavori.
Nella votazione ciascuno esprime la propria preferenza fra i nomi indicati nella lista delle candidature. La persona così eletta verrà indicata alla CET per la conferma della nomina.
Per la prima Assemblea, dopo l'entrata in vigore del presente Statuto, se non fossero pervenute, nei tempi previsti, candidature per la carica di Segretario Generale, si procederà alla designazione dei candidati direttamente durante i lavori assembleari.
c) Convocazione
L'Assemblea è convocata dalla Presidenza e si riunisce almeno 2 volte all'anno. Inoltre può essere convocata su richiesta di almeno un terzo dei membri della CRAL, su un unico ordine del giorno.
L'Assemblea è validamente costituita con la presenza della metà più uno dei membri aventi diritto di voto.
Trascorsa un'ora, in seconda convocazione l'Assemblea è valida con la presenza di un terzo degli aventi diritto.
La presidenza dell'Assemblea spetta a turno ad uno dei tre Presidenti che fanno parte della Presidenza.
d) Deliberazioni
L'Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei presenti aventi diritto. Per quanto riguarda le modifiche delle norme statutarie e l'adozione e le modifiche del regolamento, la maggioranza deve essere di almeno due terzi dei membri presenti aventi diritto di voto.

Art. 8

Art. 9

Art. 10
Comunicazione
Nelle forme e secondo i mezzi che saranno via via individuati, la CRAL pubblica periodicamente un resoconto sulle proprie attività e promuove strumenti di comunicazione tra le diverse Consulte diocesane e Aggregazioni laicali.
La Presidenza provvede inoltre a fornire adeguate informazioni ai mass-media, in primo luogo a quelli diocesani, con i quali può eventualmente dar vita ad inserti, numeri speciali, e programmi periodici.

Art. 11
Finanziamento
Al finanziamento della CRAL si provvede mediante le quote annuali versate dalle Consulte e dalle Aggregazioni e i contributi della CET. Potranno inoltre essere raccolti contributi liberi di privati e di istituzioni pubbliche.
Ogni incarico svolto in nome e per conto della Consulta dai membri dell'Assemblea e della Presidenza si intende volontario e senza alcun compenso.

Capitolo terzo: NORME TRANSITORIE

Art. 12
La prima Assemblea della CRAL sarà convocata dalla Consulta Regionale dell'Apostolato dei Laici attualmente operante in Toscana.
Nel corso di tale Assemblea, d'accordo con il Vescovo delegato della CET, verrà approvato lo Statuto della nuova Consulta. L'Assemblea potrà varare un regolamento di attuazione dello Statuto.
Tale regolamento dovrà essere approvato a maggioranza dell'Assemblea, e potrà essere modificato dalla stessa come da art. 7 d.
Fino a quando non saranno eletti la Presidenza e il Segretario Generale, organi della CRAL secondo l'art. 6, saranno da considerarsi Assemblea, Presidenza e Segretario Generale, quelli stessi dell'attuale Consulta Regionale dell'Apostolato dei Laici.

N.B. Il testo del presente Statuto, integrato con le modifiche portate nell'Assemblea della CRAL che si è tenuta nella parrocchia del Galluzzo a Firenze il 27.9.2003, è stato approvato  dall'Assemblea della Conferenza Episcopale Toscana del 13-14 ottobre 2003.