Spazio Lettori

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Situato nel parcheggio del grande parco del Velodromo in via Giotto, detto anche Parco Sandro Pertini, dove è possibile fare passeggiate lunghissime seguendo i percorsi asfaltati o camminando sull'erba, il Car Boot attira acquirenti e venditori da ogni parte della città di Grosseto e dai territori limitrofi. Nell'attualità economica oggi le persone sono alla ricerca di oggetti pratici quali beni di consumo domestico, mobili, vestiti per tutte le età, giocattoli per bambini, articoli per la scuola materna, piante e fiori, merceria, porcellane e cristalleria, telefoni e accessori per il tempo libero - articoli di pesca, biciclette, dischi in vinile, libri e strumenti. Solo alcuni dei tanti articoli troppo numerosi da menzionare che possono essere trovati presso il nostro Car Boot. Tra cui anche arte e artigianato, articoli da collezione, oggetti d'antiquariato, foto, gioielli, candele e regali e molto altro ancora. Tutte le merci sono consentite purché conformi alle nostre Linee Guida, la cosa fantastica delle nostre vendite di Car Boot non sai mai cosa potresti trovare e il grande affare può sempre accadere.

Aperto: dal 8 DICEMRE 2017 (festa dell'Immacolata) dalle ore 8 al tramonto
Prenota subito: 347.3638993

Sabato 7 ottobre 2017 ore 15:00 -

L’Associazione a.s.d.p.s. Montagne di Legami organizza presso la propria Asineria "Il Paese dei Balocchi" via Carraia Sud ,150 Marciana di Cascina (PI)

Laboratorio di 3 ore aperto a tutti i bambini 7/12 anni

Tema: Il viaggio a piedi. Come si prepara un trekking, attrezzatura, abbigliamento, alimentazione e molto altro(necessaria iscrizione entro il 5 p.v. e pagamento piccolo contributo).

Nell'occasione presentazione del campo avventura del 21/22 Ottobre p.v. sui Monti Pisani accompagnati dagli Asini . L’esperienza che vivremo in cammino sarà incentrata sui boschi di castagno e sui suoi frutti che raccoglieremo per consumarli in ostello.

Durante l’incontro di sabato 7 saranno raccolte le iscrizioni per la partecipazione all'evento.

Per informazioni e prenotazioni contattare:

Renzo Rossi coadiutore degli Asini cell.3337119472

Nino Guidi , guida AIGAE. cell.3284671577

oppure tramite mail: info@montagnedilegami.com

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Desideriamo condividere con gli amici di Toscana Oggi la memoria di nostro cugino Antonio , come senesi abbiamo sottolineato le occasioni della sua presenza nella nostra città ma con la sua attività e i suoi impegni era ben conosciuto nel resto della Toscana soprattutto a Firenze , negli ambienti sia universitari che nei movimenti e associazioni di operatori di pace e per i diritti umani .

Perchè non si perda la memoria. L'ultimo viaggio di Antonio Papisca

Il sedici maggio u.s , è morto improvvisamente a Padova ( data la sua profonda fede cristiana sarebbe più giusto parlare di “ritorno alla Casa del Padre “ ), dove abitava e aveva insegnato , Antonio Papisca , professore Emerito presso quell'Ateneo . Era nato 81 anni fa nella frazione di Mariano di Pellegrino Parmense nell'appennino Emiliano , dove vivevano i genitori della madre , lì aveva frequentato le elementari , in seguito suo padre , militare di carriera , era stato trasferito a Siena ; nella nostra città Antonio aveva fatto alcuni anni del liceo classico e insieme la scuola di musica ( la musica altra sua grande passione dopo l'insegnamento) ; e' questo il motivo del profondo legame che univa lui e suo fratello Luigi ( che ha fatto la carriera militare fino al grado di Generale di Brigata) con i cugini di Siena in quanto con la sua famiglia aveva abitato nella stessa casa in Via Piccolomini ( davanti alla villa del Pavone). Successivamente il padre è stato trasferito nella città di origine Reggio di Calabria dove Antonio ha ultimato gli studi per poi laurearsi all'Università di Messina .In questo periodo Antonio ha militato nella Gioventù cattolica Internazionale dove ha ricoperto degli incarichi e dove aveva stretto amicizia con Mons. Ismaele Castellano , che non mancava di andare a trovare nelle sue visite a Siena. La sua lunga carriera universitaria inizia all'Università di Parma come assistente ordinario di Organizzazione internazionale , quindi libero docente di Diritto Internazionale ,poi professore incaricato alle Università di Parma e Catania per approdare definitivamente a Padova come professore ordinario . Tra il 1980 e il 1983 è preside della Facoltà di Scienze Politiche .Sviluppa insieme alle tematiche delle organizzazioni internazionali , delle Nazioni Unite e dell'Integrazione Europea , gli studi e l'impegno per la Pace e i Diritti dei popoli , fonda il Centro di Studi e di formazione sui diritti delle persone e dei popoli . La sua visione di “ umanesimo integrale “ aveva l'obiettivo di inserire nell'ordinamento universitario italiano l'insegnamento dei diritti umani , raggiunto nel 1988 ( 40° anniversario della Dichiarazione universale ) con la fondazione della Scuola di Specializzazione in istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani e della pace , diventata in seguito Laurea magistrale. Molti sono i riconoscimenti ricevuti , gli impegni svolti senza risparmiarsi fino si può dire alla vigilia della morte. La sua passione era l'insegnamento e la formazione di una nuova generazione di persone impegnate nella costruzione della pace e nella difesa dei diritti umani. Numerose le pubblicazioni , i saggi , gli articoli , la fondazione di una rivista : “ Pace ,diritti dell'uomo,diritti dei popoli “ in seguito divenuta : “ Pace ,diritti umani “.L'altra grande passione di Antonio , come già accennato ,è stata la musica , tra l'altro era un valente violinista e in questo senso aveva sviluppato iniziative come concerti anche in ambito universitario ( una volta almeno trenta anni fa anche a Siena al teatro dei Rozzi ) , la musica linguaggio universale si confaceva al suo spirito libero e cosmopolita. Il legame con la nostra città lo portava periodicamente a venire a Siena per visitare i cugini e la zia Anna Papisca , ma anche per iniziative connesse ai suoi incarichi e impegni : nel 1987 presentò un suo saggio “ Democrazia internazionale via di Pace “ al centro studi di Piazza dell'Abbadia promosso dal Circolo Giovanni XXIII° ; in occasione della marcia della Pace promossa da Pax Christi l'ultimo dell'anno 1999 a Siena , partecipò attivamente ; per i corsi della Fondazione Mons. Orlando Donati ha tenuto delle lezioni ( ricordo quella dell'ottobre 2006 su “ L'Europa , le radici cristiane e i diritti fondamentali “ ) . Come si può vedere in Internet , numerosi sono stati gli interventi di cordoglio per la sua morte , tra questi anche da parte della presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini , da parte della stampa locale di Padova e di Parma , oltre che da organizzazioni legate alla lotta per la pace e i diritti umani. Era una persona straordinaria e lo abbiamo visto alle sue esequie nel Duomo di Padova la mattina del 19 maggio 2017 , gremito di gente la Messa officiata da 13 sacerdoti ; niente di tutto quello che abbiamo ascoltato in Duomo è stato banale a partire dall'omelia di un celebrante che era stato suo allievo all'università , dalla preghiera dei fedeli espressa dai suoi tre figli piena di commozione , dagli interventi alla fine della celebrazione di suoi collaboratori e studenti .Sulla sua bara è stato posto il berretto di docente e la bandiera della Pace. Finite le esequie , il feretro è stato portato per la sepoltura , secondo le sue volontà , nel piccolo cimitero di Mariano di Pellegrino Parmense , luogo così di origine e conclusione della storia terrena di Antonio .
Cosa ci resta di Antonio oltre al profondo dolore per la sua perdita come familiari , parenti, amici estimatori …. ? Ci resta la sua lezione di umanità , semplicità, serenità , fede , ci resta il suo amore per gli altri che si esplicava nel suo insegnamento di pace e di dignità ,da uomo libero .

Giuseppina Manca ( cugina figlia di Anna Papisca e Mattia Manca ) in Rogani
Carlo Giuseppe Rogani

 

In questo tragico periodo di  " guerre a pezzi " , dominato dalla paura del terrorismo e dalle  migrazioni causate dalla fame e da ogni altra violenza ,  dalla rassegnazione alla logica degli armamenti  e dei mercanti di morte , dagli interventi militari sbandierati come operazioni di pace , dalle distruzioni e uccisioni di civili anche con armi chimiche , definite in modo asettico “ effetti collaterali”, ecco che in controtendenza Papa Francesco , nel suo messaggio del primo gennaio 2017 , per la Giornata della Pace , ci parla della " Non Violenza come stile di vita che si fa politica" , titolo che da solo è tutto un programma .
Parlare di non violenza potrebbe sembrare un esercizio di pura utopia, eppure leggendo il messaggio,riflettendo sulle parole profetiche che contiene si percepisce un lucido realismo , la convinzione che se si vuole un mondo diverso debba essere " la carità e  la non violenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, sociali e internazionali " . Quando le vittime della violenza sapranno resistere alla tentazione della vendetta, potranno essere i protagonisti più credibili dei processi di costruzione della pace. Rispondere alla violenza con la violenza porta a immani sofferenze con grandi risorse destinate alle armi e quindi sottratte alle necessità delle famiglie , dei giovani , dei poveri, dei malati ; tutto il messaggio Evangelico va in questa direzione e il discepolo di Gesù non può non aderire alla sua proposta di non violenza. Papa Francesco  sottolinea che il nucleo della " rivoluzione Cristiana " è l'amore per il nemico , è rispondere al male con il bene , non è resa , disimpegno , passività come hanno insegnato con il loro esempio  personaggi della tempra di Madre Teresa di Calcutta , di Martin Luther King , di Gandhi  ........e tante altre persone che con  l ' impegno non violento hanno saputo trovare " forme efficaci per rendere testimonianza alla verità " . Insieme alla Chiesa , questo impegno per la pace , è condiviso da altre tradizioni religiose per le quali " la compassione e la non violenza sono essenziali a indicare la via della vita " . Ancora una volta è risuonato il grido accorato del Papa : " nessuna religione è terrorista ... la violenza è una profanazione del nome di Dio ... solo la pace è santa non la guerra " .
Non poteva mancare il riferimento alla famiglia : è al suo interno che inizia l' esercizio della non violenza che dai rapporti personali  " si propaga nel mondo e s' irradia in tutta la società " . Quindi il ricordo del Giubileo della Misericordia , recentemente concluso , che è stato un invito a guardare nel nostro cuore è a lasciarvi entrare la misericordia Divina  ed a prendere coscienza dell' indifferenza , delle ingiustizie , della violenza che affliggono tanti nostri fratelli ; infine  Papa Francesco ci sottolinea che  Gesù  , la costruzione della strategia della pace , la propone attraverso le “ Beatitudini “ ;  è nello stile degli " Operatori di Pace " accettare la sfida a costruire la società , la comunità che dia prova di misericordia , che rifiuti  " di scartare le persone , danneggiare l ' ambiente e voler vincere ad ogni costo ". L' appello conclusivo , rivolto a tutti quelli che desiderano la pace , lo riporto per intero : " nel 2017 impegniamoci con la preghiera e con  l 'azione a diventare persone che hanno bandito dal loro cuore , dalle loro parole e dai loro gesti la violenza e a costruire comunità non violente che si prendono cura della casa comune. Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera. Tutti possono essere artigiani di pace " .
Il tema della pace e della non violenza  come è espresso nelle parole di Papa Francesco dovrebbe avere piena cittadinanza nella Chiesa , ma se osserviamo la storia della Chiesa Italiana nella seconda metà del secolo scorso , vediamo che non è stato facile parlarne nonostante il Papa  San Giovanni XXIII nel 1963 con la sua enciclica "Pacem in Terris" né avesse diciamo sdoganato il dibattito e nel 1967 Papa Paolo VI nella " Populorum Progressio "  nel paragrafo " Lo sviluppo è il nome nuovo della pace"  ricorda che la pace non è semplice assenza di guerra ma " si costruisce giorno dopo giorno, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini" .
Quest'anno ricorrono gli anniversari della morte di alcuni protagonisti del cattolicesimo italiano e anche toscano, che hanno fatto della pedagogia della pace( e non solo) il centro della loro missione , ritengo che sia importante ricordarli :
Cinquanta anni fa , nel giugno del 1967 , moriva Don Lorenzo Milani , sacerdote , educatore , straordinaria figura di prete obbediente  alla logica del Vangelo e di cittadino- insegnante obbediente alla Costituzione della Repubblica Italiana , persona fuori dagli schemi , non inquadrabile nelle  tradizionali categorie politico - religiose e soprattutto un cristiano scomodo ; c'è voluto Papa Francesco perché fosse definitivamente riconosciuto il suo ruolo di educatore e di prete e perché al suo importante saggio " Esperienze Pastorali" fosse tolta la censura ecclesiastica.
Dunque uomo amato e ammirato ma anche odiato da chi  riteneva mettesse in crisi l' ordine costituito sia civile che religioso ; non è facile tracciarne un profilo , ritengo più corretto rimandare a due delle ultime pubblicazioni che a mio parere aiutano a capire la complessità del personaggio  :  di Mario Lancisi , edizioni Laterza " Processo all' obbedienza - La vera storia di Don Milani"  ; Il Lancisi , giornalista e biografo del Priore di Barbiana , prende in esame soprattutto la vicenda della " lettera ai cappellani militari "  che insieme alla "  lettera ai giudici  " costituirà con il titolo scelto espressamente dallo stesso don Milani   " L' obbedienza non è più una virtù " , la inquadra storicamente nella società di quel periodo ,  con i fermenti che c'erano , con le risonanze , le reazioni, le contraddizioni che  provocò nella stampa , nella Chiesa locale e nazionale , nella società civile. Il secondo libro è di Michele Gesualdi , Edizioni San Paolo dal titolo : " Don Lorenzo Milani , L' esilio di Barbiana " . È' un testo fondamentale  perché l'autore è uno dei ragazzi della scuola di Barbiana e insieme al fratello ha vissuto per molti anni nella canonica insieme al Priore ; la narrazione abbraccia tutta la vita di sacerdote di don Milani, dal seminario fino alla morte e si basa su fonti e testimonianze dirette . Gesualdi ci mostra la reale personalità di don Lorenzo , la sua spigolosita' , la sua umanità , la severità  piena di amore, la coerenza , la fede profonda  ma soprattutto l'affetto " paterno " verso i suoi ragazzi che lo porterà a  scrivere nel testamento di aver voluto più bene a loro che a Dio e di sperare che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia iscritto tutto a suo favore .
Altro anniversario , nel 1977 moriva il Prof. Giorgio La Pira , altra personalità fondamentale per la storia della Chiesa Italiana e per il cattolicesimo politico ; è in corso  il processo per la sua beatificazione ed è sperabile che si concluda positivamente in tempi brevi . Fu terziario Domenicano e dal suo arrivo a Firenze fino alla morte fu ospite in una cella del Convento domenicano di San Marco . Molto legato  alla figura di Santa Caterina da Siena e a questo proposito cito con piacere un Quaderno Cateriniano  dal titolo " Caterina da Siena e Giorgio la Pira al servizio dell'uomo come operatori di Pace " dove l'autore il Padre Lorenzo Fatichi O.P ( che vive presso il Convento Domenicano di Siena ) fa  un interessante ed intelligente parallelismo tra l'impegno della Santa è quello del La Pira.  IL Prof. LA Pira è stato un cristiano integrale , proprio in questa veste  dobbiamo analizzare il suo impegno politico e di operatore di pace . Padre costituente , Sindaco di Firenze impegnato nella ricostruzione del dopo guerra, nella difesa dei posti di lavoro , per la casa , per i poveri e disagiati in genere ; è stato promotore di iniziative per la pace organizzando convegni  e incontri tra personalità di varie nazioni ( i convegni della pace e della civiltà cristiana , i colloqui del Mediterraneo , riunioni di sindaci delle capitali del mondo  ...... ) seguendo quello da lui definito il " sentiero d'Isaia " e agendo  " spes contra spem "  ;  da parte di certi avversari venne definito un ingenuo  utopista , in realtà aveva una lucida visione politica  come dimostrano le sue iniziative ,  ad esempio il viaggio  nel novembre 1965 ad Hanoi in Viet Nam per incontrare Ho Chi Minh e discutere per una proposta di cessazione della guerra in quel paese. Il piano falli' per la miopia  americana , prevalse la logica dei falchi ; quando alcuni anni dopo si aprirono le trattative per la pace , le proposte  alla base dei negoziati delle parti furono molto simili a quelle ottenute da La Pira , purtroppo con centinaia di migliaia di morti in più e immani distruzioni . La vicenda causò divisioni e reazioni nel mondo politico italiano e buona parte della stampa nazionale si scagliò contro il Prof.La Pira con toni che raggiunsero in certi casi  " i limiti dell' infamia " , mettendo a dura prova la sua grande fede e causandogli infinita sofferenza. Accompagnò La Pira  ad Hanoi , il suo , allora giovane , collaboratore Prof. Mario Primicerio che recentemente ha pubblicato per le Edizioni Polistampa  il diario di quel  viaggio : " Con La Pira in Viet Nam " ; il saggio è completato da una  approfondita introduzione a quel periodo storico. Questo libro è stato presentato anche a Siena nel gennaio del 2016 a cura della ACLI , all' auditorium  di S.Stefano ; tra i vari e qualificati oratori era presente l'autore , nel suo intervento ha parlato dello spirito che animava i giovani di allora , pensavano di cambiare il mondo , oggi purtroppo  non c'è speranza  , solo rassegnazione . Forse sarebbe il tempo di recuperare un po' di quella carica giovanile riflettendo  sulla straordinaria attualità di uomini come Don Lorenzo Milani e Giorgio La Pira  ; in una società  violenta e ingiusta , il loro insegnamento ci può aiutare a divenire veri operatori di pace . È probabile che questi anniversari siano ricordati con iniziative , celebrazioni etc ,attenzione  c'è il rischio di trasformare dei personaggi scomodi in "santini" , anestetizzando la loro testimonianza relegandola al passato , sarebbe il peggior servizio reso alla loro memoria .
Carlo Giuseppe Rogani

L’ecosistema marino è il più vasto ambiente della terra. Negli oceani la luce solare penetra soltanto fino a 200 metri e qui si concentra la maggior parte degli organismi marini che conosciamo.
Procedendo verso il basso, la temperatura dell’acqua tende a diminuire, la pressione invece aumenta di una atmosfera ogni dieci metri. Il mare profondo è dunque un ambiente estremo, abitato da pochi organismi per la maggior parte ancora
sconosciuti.
La mostra, che si terrà dal 3 dicembre 2016 al 19 maggio 2017 presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, vuole far conoscere le meraviglie e le incredibili forme di vita che si trovano negli abissi più profondi. Queste specie sono plasmate dalla pressione dal buio assoluto e dal gelo profondo, hanno forme incredibili, sembrano appar tenere ad un mondo alieno e quasi immaginario. Ma il buio non è mai assoluto, e le profondità abissali si accendono ad intermittenza delle luci chimiche dei suoi abitanti.
La mostra si svolge nella semi oscurità, dove luci a led e piccoli faretti illuminano gli oltre 100 rarissimi esemplari visibili nell’esposizione. I protagonisti sono gli esemplari di dimensioni maggiori, come il calamaro gigante di 13 metri o lo squalo capo piatto di 4 metri.

Il 24 aprile è il giorno della memoria per il popolo Armeno ,in quella data ho letto  in un " quotidiano   " l'articolo della scrittrice italiana di origine armena  Antonia Arslan dal titolo : " noi figli del genocidio ,il grande dolore armeno " . Lo scopo , ricordare la tragedia di 101 anni fa che purtroppo resta ancora sconosciuta ai più; fu uno sterminio avvenuto durante la prima guerra mondiale , freddamente programmato ed eseguito dal governo dei Giovani Turchi che era al potere nell' Impero  Ottomano, portò in meno di un anno all'assassinio di circa un milione e mezzo di armeni oltre ad altre migliaia di cristiani ortodossi,nestoriani e cattolici che vivevano nella parte meridionale dell'Anatolia . Fu il primo genocidio perpetrato nel secolo scorso ed è accertato che servì da modello ai nazisti . La scrittrice Arslan ha pubblicato molto su questo tema , prendendo spunto da ricordi familiari , celebre è molto bello è il romanzo " La masseria delle allodole " , un libro che meriterebbe una maggiore diffusione proprio per far conoscere di più quella tragedia che grossi interessi politici ed economici vorrebbero lasciare nell'oblio . Come è noto la Turchia rifiuta di riconoscere le stragi del 1915/16 e protesta ed attacca con veemenza chiunque le ricordi . È' accaduto pochi mesi fa al Parlamento della Germania che aveva votato per il riconoscimento del genocidio  , inoltre Papa  Francesco ne aveva parlato già l'anno scorso per il centenario e poi nel giugno di quest'anno durante la sua visita in Armenia  ed è stato subito accusato di essere animato da spirito di crociata. Cento anni possono sembrare tanti , eppure è necessario ricordare quello che è accaduto  e non solo per il Popolo Armeno che ha diritto alla memoria , ma anche per tutti i cristiani  ancora perseguitati e per tutta l' umanità calpestata e discriminata nei suoi diritti fondamentali , solo la memoria può aiutare  ad evitare gli obbrobri ed a tenere alta la guardia ; infatti , non molto lontano dai luoghi dove cento anni fa si consumò il genocidio , in Siria e in Iraq si sta attuando la pulizia etnico - religiosa delle comunità cristiane ( e non solo se si pensa a quello che subiscono gli Jaziti ) ; le persecuzioni dell'Isis sono la punta dell' iceberg , in realtà è l'intera situazione di guerra totale che spinge i cristiani ad abbandonare la regione dopo quasi duemila anni   di permanenza  , rappresentando oltre alla tragedia umana un impoverimento sociale e culturale del territorio ; se , come auspicabile, i conflitti cesseranno ,sarà difficilissimo purtroppo ricreare convivenza e fiducia tra comunità religiose .
L'aggravarsi del conflitto tra Islam sunnita ( Arabia Saudita , Emirati del golfo ) e  sciita (Iran ) con l'aggiunta della Turchia ormai guidata da un regime autoritario oltre agli sciagurati interventi occidentali di pochi anni fa in Afghanistan in Iraq e in Libia e che per certi aspetti continuano con l'aggiunta della Russia , ha  accentuato la presenza di un Islam fondamentalista  e intollerante e a farne le spese sono le minoranze religiose  : le comunità cristiane nelle varie confessioni, gli Yazidi e anche i musulmani moderati .
Il fondamentalismo islamico finanziato dall'Arabia si è diffuso in molti paesi creando situazioni di discriminazione e di aperta persecuzione , il Pakistan ne è un esempio abbastanza noto , la storia di Asia Bibi è esemplare : in carcere da alcuni anni condannata a morte con l'accusa pretestuosa  di blasfemia . Il Pakistan dove pochi anni fa è stato assassinato Shabaz Bhatti , cattolico e ministro per le minoranze  ,proprio per aver difeso la Bibi , uomo profondamente cristiano è vero martire moderno. 
Pochi mesi fa , in Francia ,  la testimonianza di amore del vecchio sacerdote  Padre Jacques Hamel ucciso in Normandia vicino a Rouen ai piedi dell'altare della sua chiesa  ; questo fatto ha un po' smosso l' opinione pubblica  probabilmente perché accaduto in Europa , nel nostro mondo occidentale ; è triste ammetterlo ma le migliaia di martiri dell'Asia e dell'Africa  godono al massimo una piccola citazione nei quotidiani ( ad eccezione naturalmente di giornali e periodici d'ispirazione cristiana) , è il caso ad esempio delle  quattro suore missionarie della carità che vivevano nello Yemen , uccise da estremisti nella casa per anziani dove operavano al servizio dei poveri , probabilmente il fatto che le suore erano una indiana e tre africane  non rendeva la notizia interessante ed è bastato un breve trafiletto. Con questo naturalmente non voglio sminuire  il martirio di padre Hamel che come ha detto Papa Francesco " è già beato " . Hanno calcolato che attualmente più di cento milioni di cristiani vivono in paesi dove subiscono discriminazioni e limitazioni alla libertà religiosa e nel 2015 almeno settemila di loro sono stati uccisi per non aver rinnegato la propria fede. Il terzo millennio è iniziato purtroppo con persecuzioni e martiri maggiori dei secoli passati. Che aiuto possiamo dare a questi nostri fratelli nella fede in costante pericolo ?  Naturalmente con la preghiera e il sostegno materiale , ma anche denunciando all'opinione pubblica di tutte le comunità civili quello che accade , le violenze e le sofferenze che subiscono e ricordando a questa nostra società occidentale ,laica ,pluralista che fa della libertà  e dei diritti civili il suo fine  , ma anche un po' distratta , che il diritto di esercitare senza ostacoli la propria fede religiosa è una della libertà fondamentali sancita nella " Dichiarazione universale dei diritti dell' uomo " . Inoltre  rifiutando quelle posizioni che parlano di " scontro di civiltà " , potrà sembrare contraddittorio ma chi le promuove anche se parla di difesa di una presunta" civiltà cristiana " cerca soprattutto il proprio tornaconto politico/ elettorale ; le crociate di ogni tipo oltre ad essere contrarie allo spirito Evangelico , sono contrarie al buon senso perché causerebbero ulteriori persecuzioni ai cristiani che vivendo in certi paesi , sono considerati a torto alleati dell'occidente. Qualsiasi iniziativa di dialogo , di collaborazione tra religioni diverse sono l' unico antidoto al fondamentalismo , gli incontri di Assisi iniziati  da S.Giovanni Paolo II , proseguiti dalla Comunità di S.Egidio fino a quello recente con la presenza di Papa Francesco sono la risposta reale e sensata ai profeti di sventura.
Le guerre di religione , in realtà mascherano altri interessi, a chi tira le fila non importa della religione ma si serve del fanatismo per i suoi fini e allora si uccide in nome di Dio che è la cosa più oscena  e assurda , la vera bestemmia contro lo Spirito . Sappiamo dal Vangelo che il volto di Dio è un volto di pace , di amore, misericordia , carità ,riconciliazione , è il Dio della Vita ; non è facile riuscire sempre a vederlo  questo Volto ma non c'è altra strada se si vuole realizzare un mondo un po' più umano.
Carlo Giuseppe Rogani

Sul quotidiano La Nazione di Domenica 31 luglio 2016 è apparsa una intervista al noto politologo statunitense Edward Luttwak , il tema è quello dei rapporti con l' Islam dopo i fatti di Nizza, della Germania e dell' assassinio del vecchio sacerdote francese. I toni di Luttwak sono molto duri ,contrari ad ogni cedevolezza e dialogo , direi che sia molto in linea con il candidato repubblicano alla presidenza Trump .
SI può essere o meno d'accordo con le sue posizioni , nella peggiore delle ipotesi si rientrerà nella categoria di quelli che il politologo definisce " anime belle " o " buonisti , definizione ormai di moda adoperata generalmente a sproposito e che serve a bollare chiunque abbia una visione aperta al dialogo e contraria ad opzioni di tipo militare. Detto questo scorrendo l'articolo sono rimasto strabiliato per il suo livore nei confronti di Papa Francesco. Avevo capito che non avesse molta simpatia per le parole e la persona del Papa ma che arrivasse ad usare epiteti e giudizi ,contrari ad ogni buonsenso ,al buon gusto , senza quel minimo rispetto che dovrebbe essere dovuto in un sistema democratico a chiunque abbia opinioni diverse e opposte . Secondo Luttwak , Papa Bergoglio " segue un determinismo marxista da due soldi " ..... " proviene dagli ambienti intellettualoidi di Buenos Aires che sostenevano la teologia della liberazione di Padre Torres" ....." Nessuno avrebbe immaginato di vedere un altro Papà che ritorna dall' America Latina con il crocefisso falce e martello regalatogli da Morales " ... concludendo con " la teologia della liberazione era un misto di cattolicesimo e leninismo praticato con il kalashnikov " . Ogni commento mi pare superfluo , si tratta di vera mistificazione . Naturalmente non ho la pretesa di fare l'avvocato difensore del Papa , vi è chi lo sa fare molto meglio di me e d'altra parte Papa Francesco si sa difendere benissimo anche da solo , volevo solo fare una annotazione conclusiva : il sig. Luttwak anche se non lo dice chiaramente rimpiange i tempi in cui la CIA faceva il bello è cattivo tempo in centro e Sud America , sosteneva i peggiori dittatori , addestrava dei criminali per torturare e far sparire gli oppositori in barba ai più elementari diritti umani e tutto in nome di una presunta civiltà occidentale fondata sui principi dell'economia liberista.
Carlo Giuseppe Rogani
Siena

Bene  ha fatto la redazione diocesana di Siena,Colle e Montalcino di Toscana Oggi a riportare nella rubrica " Il Sagrato" del 29 maggio 2016 un pezzo tratto da un servizio di TV 2000 intitolato : " Debre Libanos , il più grande massacro di cristiani in Africa "  che racconta delle criminali stragi perpetrate dall'esercito italiano in Etiopia nel 1937 a seguito dell'attentato al Generale Graziani , stragi che coinvolsero sia la popolazione di Addis Abeba che il clero  copto e i seminaristi del Monastero di Debre Libanos.
Di queste stragi in Italia si è parlato poco, la maggior parte dei nostri connazionali non le conoscono, c' e' stata una sorta di rimozione. È' accaduto anche per altri episodi di guerra , lo stesso Generale Graziani primo responsabile dell' eccidio prima citato si era macchiato di analoghi fatti , pochi anni prima in Libia  , con uccisioni indiscriminate e deportazioni di intere tribù.Durante l' ultima guerra mondiale ,nell' uccupazione della Iugoslavia e della Grecia, i metodi degli italiani contro i partigiani non furono molto dissimili da quelli dell'esercito tedesco : rastrellamenti, distruzione di villaggi ,fucilazioni di ostaggi presi tra i civili , rappresaglie anche verso donne e bambini . I responsabili di tutto questo , per la maggior parte , dopo la guerra si sono salvati grazie anche alla "guerra fredda" , la logica dei blocchi contrapposti ha coperto i crimini  militari . D' altra parte è accaduto come è noto anche per le stragi accadute sul suolo italiano contro il nostro popolo , la vicenda del così detto armadio della vergogna  aperto dopo tanti anni , troppi, da quelle tragedie è illuminante.Una considerazione viene spontanea : cade il mito degli " italiani brava gente "  , in realtà non siamo stati diversi da qualsiasi altra potenza coloniale e in genere da qualsiasi belligerante in qualsiasi conflitto; la guerra se si fa , si fa per vincerla, quindi tutto è lecito  e le distruzioni morali e materiali come  le uccisioni di civili e di ogni altra persona innocente ,non sono altro che effetti collaterali.
L'articolo su Debre Libanos sottolinea che si è trattato del più grande massacro di cristiani in Africa , aggiungerei che anche gli autori del massacro si professavano cristiani con tanto di cappellani militari per " l'assistenza spirituale". Ma questa in che consisteva ? Forse nell'accettare e giustificare l'obbedienza di fronte agli ordini di uccisioni indiscriminate ? Quei preti con le stellette hanno avuto orrore di quello che accadeva ? Hanno tentato di opporsi in qualche modo? Spero che qualche storico studi le carte di quel periodo nei vari archivi  compreso quelli Vaticani e dia una risposta a questi interrogativi. Sappiamo che Papa Pio XI era contrario alla guerra di Etiopia , al contrario la maggioranza della Chiesa Italiana fu favorevole e in alcuni casi addirittura entusiasta ,alcuni cappellani militari come Padre Reginaldo Giuliani  - cappellano degli arditi nella grande guerra, legionario Fiumano , marcia su Roma e infine caduto in combattimenti in Abissinia - furono esaltati come eroi e martiri e strumentalizzati dalla propaganda del regime fascista .
Vorrei concludere con alcune considerazioni  : il secolo scorso definito " il secolo breve" è stato denso di " inutili stragi" ; due guerre mondiali e innumerevoli altre più circoscritte ma ugualmente micidiali ,genocidi , pulizie etniche , razzismo ,dittature sanguinarie e ideologie disumane , ingiustizie sociali ricorrenti etc ; il nuovo secolo purtroppo non sembra molto diverso , altre guerre , terrorismo , persecuzioni religiose ,rigurgiti di xenofobia e razzismo ,oppressioni ed altre aberrazioni , prevale  l'ingiustizia ed il più grande disprezzo della vita umana.
I grandi poteri economico - finanziari dominano la vita dell' intera comunità mondiale, favoriscono le divisioni e i conflitti e ci speculano sopra .
L' unica voce veramente lucida ,libera , disinteressata , umana è quella di Papà Francesco  che denuncia costantemente i meccanismi che generano la violenza. Se vogliamo veramente che le vie della pace prevalgano , dobbiamo rifarci alle sue parole e mettere i detentori del potere di fronte alle loro responsabilità. È difficilissimo ma se non ci proviamo non ci sarà la minima speranza di cambiamento e naturalmente di pace e non c'è pace senza giustizia .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena

SALVE A TUTTI, apro questo Blog per capire e/o condividere quale sia la Missione di una Persona che diventata "Diacono" all'interno dei suoi famigliari, questo perché mi ha portato ad essere coinvolto in modi di vivere che si sono modificati da alcuni anni a causa di questa persona che prendendo i voti si da' a tutto l'esterno azzerandosi all'interno della sua famiglia creando gravi tensioni.
la storia è molto lunga ma per ora vorrei capire se qualcuno sa quali sono i Doveri ( sempre che ci siano ) del Diacono verso i suoi figli, nipoti e genero/i che in una certa misura convivono con lui e se ha il compito o il dovere di tutelare il nucleo famigliare in senso spirituale e come metterlo in atto concretamente.
la storia che vi raccontero', non ora per questioni di lavoro, ma presto, secondo il mio modesto parere questa esperienza mette a rischio i voti ricevuti.

il Diacono, anche cavaliere del Santo sepolcro ha circa 65 anni, sposato, ha due figli, un maschio di 40 anni ed una femmina di circa 43 anni sposata con il sottoscritto di 55 anni, abbiamo 2 bambini gemelli di 10 anni, viviamo tutti nella stessa casa, noi al piano terra ed i genitori al piano primo.
conviviamo nella stessa villa da oltre 12 anni.