Spazio Lettori

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BEATI GLI OPERATORI DI PACE

La Pace è dono di Dio ; Gesù quando dice : “ Vi lascio la Pace , vi do la mia Pace , non come la dà il mondo , Io la do a voi “ , ci offre una profezia di Pace che è prima di tutto riconciliazione con Dio e quindi con il prossimo. Se siamo capaci di accoglierla , deve investire tutta la nostra esistenza, tutti i rapporti umani a partire da quelli familiari per arrivare a quelli che riguardano l'intera società civile . Se accogliamo la vera Pace , potremmo agire da Operatori di Pace .
Papa Francesco nella sua recente esortazione apostolica sulla chiamata alla santità : “Gaudete et Exsultate “ al capitolo III° parla delle Beatitudini ed ai paragrafi 87 – 88 – 89 in particolare di “Beati gli operatori di Pace perché saranno chiamati figli di Dio “ .Il Pontefice parte da tutto l'insieme di incomprensioni , di maldicenze che portano alla diffamazione e alla calunnia che vengono paragonate ad un atto terroristico per definire pacifici quelli che costruiscono pace ed amicizia sociale , che s'impegnano a seminarle ovunque ; a questi Gesù fa una meravigliosa promessa : “saranno chiamati figli di Dio “ ; il Papa continua ricordando che non è facile costruire la Pace evangelica , una Pace che non deve escludere nessuno , che richiede una grande apertura mentale e del cuore perché non si tratta di “ una effimera Pace per una minoranza felice ….” i conflitti non possono essere ignorati o dissimulati ma dobbiamo “ accettare di sopportare il conflitto , risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo ….....si tratta di essere artigiani della Pace , perché costruire la Pace è un' arte che richiede serenità , creatività, sensibilità e destrezza …..... seminare Pace intorno a noi , questo è santità “.
La Pace è indissolubilmente legata alla giustizia , se vuoi la Pace devi costruire una società più giusta , è l'esatto opposto della espressione latina : “ si vis pacem para bellum “ che è il motto dei poteri imperialistici e violenti di tutti i tempi . Un anno fa è venuto a mancare il Professor Antonio Papisca , uomo profondamente cristiano , che ho avuto la fortuna di conoscere in quanto cugino di mia moglie Giuseppina e del quale sono orgoglioso di avere goduto amicizia e stima . Antonio ha impiegato gran parte del suo insegnamento sui temi della Pace e dei Diritti dell' Uomo. Ha fondato presso l'Università di Padova un corso di studi in istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani e della Pace , divenuto in seguito laurea magistrale dove è stata formata una generazione di Operatori di Pace . Al suo funerale nel Duomo di Padova c'erano oltre parenti , amici un gran numero di suoi allievi e militanti per la Pace che hanno ricordato il suo impegno con parole veramente commosse , non banali o di circostanza , che esprimevano il dolore per questa grave perdita.
Operare per la Pace è un atto di Amore : recentemente ho avuto l'occasione di rileggere un bellissimo diario del tempo di guerra , scritto dal sacerdote Don Alfredo Braccagni , parroco di Ancaiano , frazione del Comune di Sovicille ; è stato pubblicato nel 1987 per le edizioni Cantagalli , dopo poco la sua morte con il significativo titolo : “ Tempo d'odio , risposta d'amore “ e con una bella e profonda introduzione del Prof. Enzo Balocchi , noto docente universitario e uomo politico senese , scomparso alcuni anni fa . Don Alfredo , appena ordinato sacerdote , fu nominato nel 1937 parroco di Ancaiano e fin dall'inizio cercò di rendere testimonianza alla verità verso il gregge a lui affidato , mettendolo in guardia dai seminatori di odio ; non esitò a condannare il nazismo e a criticare l'entrata in guerra dell'Italia , rischiando l'accusa di disfattismo ; dopo l'otto settembre 1943 scelse di stare dalla parte degli umili , dei poveri degli indifesi aiutando i perseguitati e chiunque fosse in pericolo - nascose degli ebrei e per questo è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni - . All'odio ed alla paura Don Alfredo risponde con la sua profonda fede cristiana , senza rancore , senza rabbia , è un “ ribelle per amore “ ( come sottolinea il prof. Balocchi nell' introduzione sopra citata) , la sua speranza è di poter salvare , convertire , come davanti all'inquisitore repubblichino della “ Casermetta “ con il quale agisce con fermezza , dignità , coraggio nel sostenere le sue convinzioni ma nello stesso tempo scavando nell'anima di quella persona sperando di far emergere un briciolo di umanità. La testimonianza di Pace di Don Braccagni in quel terribile periodo è sempre di attualità ed è necessario non perderne la memoria storica .
Nel 1963 San Giovanni XXIII° nella “Pacem in terris “ definì la guerra : “ alienum est a ratione “ , in parole semplici la guerra è cosa da pazzi , nelle traduzioni ufficiali la frase risulta più edulcorata , diplomatica ma in ogni caso la condanna c'è . A distanza di 55 anni , la definizione è purtroppo sempre attuale , i venti di guerra soffiano in tante parti del mondo e gli appalli accorati alla Pace e alla giustizia risuonano quasi quotidianamente da parte degli uomini di buona volontà e buon senso . Papa Francesco non si stanca mai di ripetere che “ mai l'uso della violenza porta alla pace , guerra chiama guerra, violenza chiama violenza “ ed invita le parti in causa e tutta la comunità internazionale a far prevalere il dialogo e la ricerca della giustizia . Recentemente , di fronte ai continui orrori in Siria affermava saggiamente :”non c'è una guerra buona e una cattiva , niente giustifica l'uso di strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi .Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano l'altra via , quella del negoziato , la sola che può portare ad una pace che non sia quella della morte e distruzione “. Nel suo messaggio Urbi et Orbi della Santa Pasqua 2018 , invocando la Resurrezione di Cristo unica e vera speranza del mondo rinnovava la richiesta di “ frutti di Pace e di riconciliazione “ per il mondo intero ed enumerava tutti i luoghi di conflitto . Nella preghiera del Venerdì Santo , di fronte ad un mondo diviso , divorato dall'egoismo , ambizioni , guerre , potere , gridava in faccia a tutti “VERGOGNA “ e addirittura “VERGOGNA DI AVER PERSO LA VERGOGNA “ e invocava il Signore di “ darci sempre la grazia del Santo pentimento “ . La pedagogia di Papa Francesco per una “ Chiesa in uscita “ e “ ospedale da campo per l'umanità “ è quindi pedagogia di Pace e passa dalla rivalutazione e dal proporre figure profetiche . Lo scorso anno la visita alle tombe di Don Primo Mazzolari a Bozzolo e di Don Lorenzo Milani a Barbiana , quest'anno alla tomba del Vescovo Don Tonino Bello , fautore della Chiesa dal grembiule e vero martire della Pace per aver partecipato ormai stremato dalla malattia alla marcia a Sarajevo assediata e bombardata crudelmente , poi poche settimane fa a Nomadelfia visitando la tomba di Don Zeno Saltini e quindi a Loppiano per ricordare Chiara Lubisch fondatrice del movimento dei Focolari : Nomadelfia e Loppiano sono vere cittadelle dell'amore e della Pace . Da tutti questi luoghi che ricordano persone che hanno messo al primo posto oltre la fede , la giustizia , la fratellanza ,l'amore per il prossimo , la sofferenza per la Chiesa e anche da parte della Chiesa che non sempre li ha compresi , arriva un messaggio di gioia e fiducia in Dio .
Vorrei concludere riportando una preghiera di Don Tonino Bello che ho trovato recentemente in una rivista Paolina e che è un bellissimo inno alla speranza e all'amore :
“Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. Che la fame, il razzismo, la droga sono il riporto di vecchie contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine, la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate come la brina dal sole della primavera” .

Rogani Carlo Giuseppe
Siena

Desideriamo condividere con gli amici di Toscana Oggi la memoria di nostro cugino Antonio , come senesi abbiamo sottolineato le occasioni della sua presenza nella nostra città ma con la sua attività e i suoi impegni era ben conosciuto nel resto della Toscana soprattutto a Firenze , negli ambienti sia universitari che nei movimenti e associazioni di operatori di pace e per i diritti umani .

Perchè non si perda la memoria. L'ultimo viaggio di Antonio Papisca

Il sedici maggio u.s , è morto improvvisamente a Padova ( data la sua profonda fede cristiana sarebbe più giusto parlare di “ritorno alla Casa del Padre “ ), dove abitava e aveva insegnato , Antonio Papisca , professore Emerito presso quell'Ateneo . Era nato 81 anni fa nella frazione di Mariano di Pellegrino Parmense nell'appennino Emiliano , dove vivevano i genitori della madre , lì aveva frequentato le elementari , in seguito suo padre , militare di carriera , era stato trasferito a Siena ; nella nostra città Antonio aveva fatto alcuni anni del liceo classico e insieme la scuola di musica ( la musica altra sua grande passione dopo l'insegnamento) ; e' questo il motivo del profondo legame che univa lui e suo fratello Luigi ( che ha fatto la carriera militare fino al grado di Generale di Brigata) con i cugini di Siena in quanto con la sua famiglia aveva abitato nella stessa casa in Via Piccolomini ( davanti alla villa del Pavone). Successivamente il padre è stato trasferito nella città di origine Reggio di Calabria dove Antonio ha ultimato gli studi per poi laurearsi all'Università di Messina .In questo periodo Antonio ha militato nella Gioventù cattolica Internazionale dove ha ricoperto degli incarichi e dove aveva stretto amicizia con Mons. Ismaele Castellano , che non mancava di andare a trovare nelle sue visite a Siena. La sua lunga carriera universitaria inizia all'Università di Parma come assistente ordinario di Organizzazione internazionale , quindi libero docente di Diritto Internazionale ,poi professore incaricato alle Università di Parma e Catania per approdare definitivamente a Padova come professore ordinario . Tra il 1980 e il 1983 è preside della Facoltà di Scienze Politiche .Sviluppa insieme alle tematiche delle organizzazioni internazionali , delle Nazioni Unite e dell'Integrazione Europea , gli studi e l'impegno per la Pace e i Diritti dei popoli , fonda il Centro di Studi e di formazione sui diritti delle persone e dei popoli . La sua visione di “ umanesimo integrale “ aveva l'obiettivo di inserire nell'ordinamento universitario italiano l'insegnamento dei diritti umani , raggiunto nel 1988 ( 40° anniversario della Dichiarazione universale ) con la fondazione della Scuola di Specializzazione in istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani e della pace , diventata in seguito Laurea magistrale. Molti sono i riconoscimenti ricevuti , gli impegni svolti senza risparmiarsi fino si può dire alla vigilia della morte. La sua passione era l'insegnamento e la formazione di una nuova generazione di persone impegnate nella costruzione della pace e nella difesa dei diritti umani. Numerose le pubblicazioni , i saggi , gli articoli , la fondazione di una rivista : “ Pace ,diritti dell'uomo,diritti dei popoli “ in seguito divenuta : “ Pace ,diritti umani “.L'altra grande passione di Antonio , come già accennato ,è stata la musica , tra l'altro era un valente violinista e in questo senso aveva sviluppato iniziative come concerti anche in ambito universitario ( una volta almeno trenta anni fa anche a Siena al teatro dei Rozzi ) , la musica linguaggio universale si confaceva al suo spirito libero e cosmopolita. Il legame con la nostra città lo portava periodicamente a venire a Siena per visitare i cugini e la zia Anna Papisca , ma anche per iniziative connesse ai suoi incarichi e impegni : nel 1987 presentò un suo saggio “ Democrazia internazionale via di Pace “ al centro studi di Piazza dell'Abbadia promosso dal Circolo Giovanni XXIII° ; in occasione della marcia della Pace promossa da Pax Christi l'ultimo dell'anno 1999 a Siena , partecipò attivamente ; per i corsi della Fondazione Mons. Orlando Donati ha tenuto delle lezioni ( ricordo quella dell'ottobre 2006 su “ L'Europa , le radici cristiane e i diritti fondamentali “ ) . Come si può vedere in Internet , numerosi sono stati gli interventi di cordoglio per la sua morte , tra questi anche da parte della presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini , da parte della stampa locale di Padova e di Parma , oltre che da organizzazioni legate alla lotta per la pace e i diritti umani. Era una persona straordinaria e lo abbiamo visto alle sue esequie nel Duomo di Padova la mattina del 19 maggio 2017 , gremito di gente la Messa officiata da 13 sacerdoti ; niente di tutto quello che abbiamo ascoltato in Duomo è stato banale a partire dall'omelia di un celebrante che era stato suo allievo all'università , dalla preghiera dei fedeli espressa dai suoi tre figli piena di commozione , dagli interventi alla fine della celebrazione di suoi collaboratori e studenti .Sulla sua bara è stato posto il berretto di docente e la bandiera della Pace. Finite le esequie , il feretro è stato portato per la sepoltura , secondo le sue volontà , nel piccolo cimitero di Mariano di Pellegrino Parmense , luogo così di origine e conclusione della storia terrena di Antonio .
Cosa ci resta di Antonio oltre al profondo dolore per la sua perdita come familiari , parenti, amici estimatori …. ? Ci resta la sua lezione di umanità , semplicità, serenità , fede , ci resta il suo amore per gli altri che si esplicava nel suo insegnamento di pace e di dignità ,da uomo libero .

Giuseppina Manca ( cugina figlia di Anna Papisca e Mattia Manca ) in Rogani
Carlo Giuseppe Rogani

 

In questo tragico periodo di  " guerre a pezzi " , dominato dalla paura del terrorismo e dalle  migrazioni causate dalla fame e da ogni altra violenza ,  dalla rassegnazione alla logica degli armamenti  e dei mercanti di morte , dagli interventi militari sbandierati come operazioni di pace , dalle distruzioni e uccisioni di civili anche con armi chimiche , definite in modo asettico “ effetti collaterali”, ecco che in controtendenza Papa Francesco , nel suo messaggio del primo gennaio 2017 , per la Giornata della Pace , ci parla della " Non Violenza come stile di vita che si fa politica" , titolo che da solo è tutto un programma .
Parlare di non violenza potrebbe sembrare un esercizio di pura utopia, eppure leggendo il messaggio,riflettendo sulle parole profetiche che contiene si percepisce un lucido realismo , la convinzione che se si vuole un mondo diverso debba essere " la carità e  la non violenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, sociali e internazionali " . Quando le vittime della violenza sapranno resistere alla tentazione della vendetta, potranno essere i protagonisti più credibili dei processi di costruzione della pace. Rispondere alla violenza con la violenza porta a immani sofferenze con grandi risorse destinate alle armi e quindi sottratte alle necessità delle famiglie , dei giovani , dei poveri, dei malati ; tutto il messaggio Evangelico va in questa direzione e il discepolo di Gesù non può non aderire alla sua proposta di non violenza. Papa Francesco  sottolinea che il nucleo della " rivoluzione Cristiana " è l'amore per il nemico , è rispondere al male con il bene , non è resa , disimpegno , passività come hanno insegnato con il loro esempio  personaggi della tempra di Madre Teresa di Calcutta , di Martin Luther King , di Gandhi  ........e tante altre persone che con  l ' impegno non violento hanno saputo trovare " forme efficaci per rendere testimonianza alla verità " . Insieme alla Chiesa , questo impegno per la pace , è condiviso da altre tradizioni religiose per le quali " la compassione e la non violenza sono essenziali a indicare la via della vita " . Ancora una volta è risuonato il grido accorato del Papa : " nessuna religione è terrorista ... la violenza è una profanazione del nome di Dio ... solo la pace è santa non la guerra " .
Non poteva mancare il riferimento alla famiglia : è al suo interno che inizia l' esercizio della non violenza che dai rapporti personali  " si propaga nel mondo e s' irradia in tutta la società " . Quindi il ricordo del Giubileo della Misericordia , recentemente concluso , che è stato un invito a guardare nel nostro cuore è a lasciarvi entrare la misericordia Divina  ed a prendere coscienza dell' indifferenza , delle ingiustizie , della violenza che affliggono tanti nostri fratelli ; infine  Papa Francesco ci sottolinea che  Gesù  , la costruzione della strategia della pace , la propone attraverso le “ Beatitudini “ ;  è nello stile degli " Operatori di Pace " accettare la sfida a costruire la società , la comunità che dia prova di misericordia , che rifiuti  " di scartare le persone , danneggiare l ' ambiente e voler vincere ad ogni costo ". L' appello conclusivo , rivolto a tutti quelli che desiderano la pace , lo riporto per intero : " nel 2017 impegniamoci con la preghiera e con  l 'azione a diventare persone che hanno bandito dal loro cuore , dalle loro parole e dai loro gesti la violenza e a costruire comunità non violente che si prendono cura della casa comune. Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera. Tutti possono essere artigiani di pace " .
Il tema della pace e della non violenza  come è espresso nelle parole di Papa Francesco dovrebbe avere piena cittadinanza nella Chiesa , ma se osserviamo la storia della Chiesa Italiana nella seconda metà del secolo scorso , vediamo che non è stato facile parlarne nonostante il Papa  San Giovanni XXIII nel 1963 con la sua enciclica "Pacem in Terris" né avesse diciamo sdoganato il dibattito e nel 1967 Papa Paolo VI nella " Populorum Progressio "  nel paragrafo " Lo sviluppo è il nome nuovo della pace"  ricorda che la pace non è semplice assenza di guerra ma " si costruisce giorno dopo giorno, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini" .
Quest'anno ricorrono gli anniversari della morte di alcuni protagonisti del cattolicesimo italiano e anche toscano, che hanno fatto della pedagogia della pace( e non solo) il centro della loro missione , ritengo che sia importante ricordarli :
Cinquanta anni fa , nel giugno del 1967 , moriva Don Lorenzo Milani , sacerdote , educatore , straordinaria figura di prete obbediente  alla logica del Vangelo e di cittadino- insegnante obbediente alla Costituzione della Repubblica Italiana , persona fuori dagli schemi , non inquadrabile nelle  tradizionali categorie politico - religiose e soprattutto un cristiano scomodo ; c'è voluto Papa Francesco perché fosse definitivamente riconosciuto il suo ruolo di educatore e di prete e perché al suo importante saggio " Esperienze Pastorali" fosse tolta la censura ecclesiastica.
Dunque uomo amato e ammirato ma anche odiato da chi  riteneva mettesse in crisi l' ordine costituito sia civile che religioso ; non è facile tracciarne un profilo , ritengo più corretto rimandare a due delle ultime pubblicazioni che a mio parere aiutano a capire la complessità del personaggio  :  di Mario Lancisi , edizioni Laterza " Processo all' obbedienza - La vera storia di Don Milani"  ; Il Lancisi , giornalista e biografo del Priore di Barbiana , prende in esame soprattutto la vicenda della " lettera ai cappellani militari "  che insieme alla "  lettera ai giudici  " costituirà con il titolo scelto espressamente dallo stesso don Milani   " L' obbedienza non è più una virtù " , la inquadra storicamente nella società di quel periodo ,  con i fermenti che c'erano , con le risonanze , le reazioni, le contraddizioni che  provocò nella stampa , nella Chiesa locale e nazionale , nella società civile. Il secondo libro è di Michele Gesualdi , Edizioni San Paolo dal titolo : " Don Lorenzo Milani , L' esilio di Barbiana " . È' un testo fondamentale  perché l'autore è uno dei ragazzi della scuola di Barbiana e insieme al fratello ha vissuto per molti anni nella canonica insieme al Priore ; la narrazione abbraccia tutta la vita di sacerdote di don Milani, dal seminario fino alla morte e si basa su fonti e testimonianze dirette . Gesualdi ci mostra la reale personalità di don Lorenzo , la sua spigolosita' , la sua umanità , la severità  piena di amore, la coerenza , la fede profonda  ma soprattutto l'affetto " paterno " verso i suoi ragazzi che lo porterà a  scrivere nel testamento di aver voluto più bene a loro che a Dio e di sperare che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia iscritto tutto a suo favore .
Altro anniversario , nel 1977 moriva il Prof. Giorgio La Pira , altra personalità fondamentale per la storia della Chiesa Italiana e per il cattolicesimo politico ; è in corso  il processo per la sua beatificazione ed è sperabile che si concluda positivamente in tempi brevi . Fu terziario Domenicano e dal suo arrivo a Firenze fino alla morte fu ospite in una cella del Convento domenicano di San Marco . Molto legato  alla figura di Santa Caterina da Siena e a questo proposito cito con piacere un Quaderno Cateriniano  dal titolo " Caterina da Siena e Giorgio la Pira al servizio dell'uomo come operatori di Pace " dove l'autore il Padre Lorenzo Fatichi O.P ( che vive presso il Convento Domenicano di Siena ) fa  un interessante ed intelligente parallelismo tra l'impegno della Santa è quello del La Pira.  IL Prof. LA Pira è stato un cristiano integrale , proprio in questa veste  dobbiamo analizzare il suo impegno politico e di operatore di pace . Padre costituente , Sindaco di Firenze impegnato nella ricostruzione del dopo guerra, nella difesa dei posti di lavoro , per la casa , per i poveri e disagiati in genere ; è stato promotore di iniziative per la pace organizzando convegni  e incontri tra personalità di varie nazioni ( i convegni della pace e della civiltà cristiana , i colloqui del Mediterraneo , riunioni di sindaci delle capitali del mondo  ...... ) seguendo quello da lui definito il " sentiero d'Isaia " e agendo  " spes contra spem "  ;  da parte di certi avversari venne definito un ingenuo  utopista , in realtà aveva una lucida visione politica  come dimostrano le sue iniziative ,  ad esempio il viaggio  nel novembre 1965 ad Hanoi in Viet Nam per incontrare Ho Chi Minh e discutere per una proposta di cessazione della guerra in quel paese. Il piano falli' per la miopia  americana , prevalse la logica dei falchi ; quando alcuni anni dopo si aprirono le trattative per la pace , le proposte  alla base dei negoziati delle parti furono molto simili a quelle ottenute da La Pira , purtroppo con centinaia di migliaia di morti in più e immani distruzioni . La vicenda causò divisioni e reazioni nel mondo politico italiano e buona parte della stampa nazionale si scagliò contro il Prof.La Pira con toni che raggiunsero in certi casi  " i limiti dell' infamia " , mettendo a dura prova la sua grande fede e causandogli infinita sofferenza. Accompagnò La Pira  ad Hanoi , il suo , allora giovane , collaboratore Prof. Mario Primicerio che recentemente ha pubblicato per le Edizioni Polistampa  il diario di quel  viaggio : " Con La Pira in Viet Nam " ; il saggio è completato da una  approfondita introduzione a quel periodo storico. Questo libro è stato presentato anche a Siena nel gennaio del 2016 a cura della ACLI , all' auditorium  di S.Stefano ; tra i vari e qualificati oratori era presente l'autore , nel suo intervento ha parlato dello spirito che animava i giovani di allora , pensavano di cambiare il mondo , oggi purtroppo  non c'è speranza  , solo rassegnazione . Forse sarebbe il tempo di recuperare un po' di quella carica giovanile riflettendo  sulla straordinaria attualità di uomini come Don Lorenzo Milani e Giorgio La Pira  ; in una società  violenta e ingiusta , il loro insegnamento ci può aiutare a divenire veri operatori di pace . È probabile che questi anniversari siano ricordati con iniziative , celebrazioni etc ,attenzione  c'è il rischio di trasformare dei personaggi scomodi in "santini" , anestetizzando la loro testimonianza relegandola al passato , sarebbe il peggior servizio reso alla loro memoria .
Carlo Giuseppe Rogani

Una fraternità da riscoprire.

Dei tre famosi principi della Rivoluzione Francese , la “fraternità” è certo quello che ha avuto meno successo . Non che la “libertà” e “l’uguaglianza”godano ottima salute ma almeno se ne parla di più anche se non sempre a proposito . Ha quindi pienamente ragione Papa Francesco a metterla al centro del suo primo messaggio per la giornata mondiale della pace , il titolo è infatti : “ Fraternità , fondamento e via per la Pace “. Cercherò di mettere in evidenza quelli che a mio parere sono i concetti fondamentali del messaggio .
La fraternità è “ una dimensione essenziale dell’uomo “ , in ognuno di noi c’è “ un anelito insopprimibile alla fraternità che ci spinge verso la comunione con gli altri nei quali troviamo non nemici o concorrenti , ma fratelli da accogliere e abbracciare “ . La sorgente primaria da cui si attinge per la fraternità è la famiglia , questa è il fondamento e la via privilegiata per la pace. Purtroppo in un mondo caratterizzato dalla “ globalizzazione dell’indifferenza “ , la vocazione alla fraternità è contrastata e smentita nei fatti ; alle tragedie , alla violenza , alle ingiustizie si risponde con l’individualismo , con l’egocentrismo , il disprezzo nei confronti dei più deboli . Il racconto biblico di Caino e Abele è paradigmatico della realtà attuale e insegna che “ l’umanità porta inscritta in se la vocazione alla fraternità , ma anche la possibilità drammatica del suo tradimento .Lo testimonia l’egoismo quotidiano che è alla base di tante guerre e tante ingiustizie …” . Le radici della fraternità sono contenute nella paternità di Dio e nel suo amore straordinario per ciascun uomo , amore rigenerato da Cristo con la sua morte e resurrezione . La Croce quindi come luogo di fondazione della fraternità e la Resurrezione che ci costituisce come “Umanità nuova “ per la sua piena realizzazione. Nella “ famiglia di Dio , dove tutti sono figli di uno stesso padre …..non vi sono vite di scarto ,tutti godono di una uguale e intangibile dignità .Tutti sono amati da Dio ,tutti sono riscattati dal sangue di Cristo….”.
Papa Francesco poi si ricollega a documenti dei suoi predecessori e cita passi da la “Populorum Progressio “di Paolo VI° ,da la “ Sollicitudo rei socialis ” di Giovanni Paolo II° e da la “ Caritas in Veritate “ di Benedetto XVI° ; - di Paolo VI° ricorda l’enunciazione che “ lo sviluppo integrale dei popoli è il nuovo nome della pace “, quindi il dovere di solidarietà delle nazioni ricche verso quelle sottosviluppate ,il dovere di giustizia sociale e il dovere di carità universale che è la promozione di un mondo più umano per tutti ; - di Giovanni Paolo II° , la pace come “opus solidaritatis”, cioè non farsi guidare dalla brama di profitto e di potere , servire l’altro e non opprimerlo per il proprio tornaconto ; la solidarietà cristiana richiede che il prossimo sia amato non solo come essere umano , ma come “ viva immagine di Dio Padre” ; - di Benedetto XVI° come la mancanza di fraternità tra i popoli sia una causa importante della povertà ; partendo da questo concetto , il Papa , richiamando la dottrina della Chiesa , ricorda la così detta” ipoteca sociale” sull’uso dei beni . I successivi paragrafi del messaggio toccano : - La riscoperta della fraternità in economia , il succedersi delle crisi economiche e soprattutto l’attuale devono portare a ripensare i modelli di sviluppo e gli stili di vita per costruire e mantenere una società a misura della dignità umana .- La fraternità spegne la guerra , Papa Francesco ricordando i numerosi conflitti che si consumano tra l’indifferenza generale rivolge un forte appello ai responsabili delle violenze , un vero grido di dolore e un richiamo a riscoprire il senso della propria umanità : “ …. Fermate la vostra mano ;rinunciate alla via delle armi ,andate incontro all’altro con il dialogo, il perdono,la riconciliazione per ricostruire la giustizia ,la fiducia intorno a voi “ , continua facendo proprio l’appello dei predecessori contro la proliferazione degli armamenti e per il disarmo ma constata amaramente che gli accordi internazionali non sono sufficienti ad arginare i conflitti armati perché manca la conversione dei cuori che fa riconoscere nell’altro un fratello. - La corruzione e il crimine organizzato avversano la fraternità , l’egoismo si sviluppa nelle varie forme di corruzione , nel dramma della droga , nei traffici e nelle speculazioni finanziarie ,nella prostituzione, nel traffico degli esseri umani e negli abusi sui minori , nelle tragedie dei migranti , nelle schiavitù di ogni tipo , tutto questo viola in profondità la legalità e la giustizia e colpisce al cuore la dignità delle persone. Solo la fraternità genera pace sociale , crea equilibrio tra la libertà e la giustizia , tra responsabilità e solidarietà .- La fraternità aiuta a custodire e a coltivare la natura , la natura è a nostra disposizione e siamo chiamati ad amministrarla responsabilmente , invece siamo spesso guidati dall’avidità nello sfruttamento , nella manipolazione e non ci preoccupiamo delle future generazioni senza contare che per il settore agricolo , vediamo che il persistere della fame nel mondo dovrebbe farci ripensare l’uso di queste risorse alla luce della dottrina sociale della Chiesa .
Nella conclusione il Papa sottolinea che solo l’amore donato da Dio consente di vivere pienamente la fraternità , la dimensione trascendente dell’uomo è necessaria perché l’impegno politico ed economico non si riduca a puro tecnicismo senza idealità. Dio ha mandato il figlio per salvare il mondo non per condannarlo e lo fa senza costrizioni invitando chi è il più grande , chi governa ad essere come colui che serve , “ il servizio è l’anima di quella fraternità che edifica la Pace “ .
Una straordinaria appendice al messaggio per la giornata della pace , Papa Francesco ce la fornisce con la sua riflessione bella e piena di commozione che è il messaggio Urbi et Orbi del giorno di Natale dove invita ognuno di noi a riscoprire la tenerezza di Dio : “ le carezze di Dio non fanno ferite,le carezze di Dio ci danno pace e forza “e poi la frase finale “ Dio è pace , chiediamogli che ci aiuti a costruirla ogni giorno ,nella nostra vita ,nelle nostre famiglie ,nelle nostre città e nazioni , nel mondo intero .Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio “. Sembrerebbe la ricetta , non dico della felicità ma almeno per una società migliore . Molti diranno che sono solo parole , belle parole senza dubbio , ma che la realtà è diversa , un'altra cosa e che vagheggiare una umanità pacificata può sembrare pura “Utopia”. Ricordo che Padre Ernesto Balducci , che aveva messo la Pace al centro delle sue riflessioni , la definiva “ realismo di una Utopia” e vorrei aggiungere che di realismo sono pieni i cimiteri di guerra , che il realismo ha riempito e riempie ancora il mondo di macerie materiali e morali ; in nome del realismo si convive con la malavita organizzata e il degrado ambientale ,la corruzione e l’evasione fiscale, si accettano leggi disumane nei confronti di persone che fuggono da miseria , guerre e feroci dittature ; il realismo crea i disoccupati, i cassaintegrati, gli esodati e tutti i nuovi poveri mascherati da dati statistici e percentuali ma si tratta di esseri umani ,di famiglie ,di giovani,di pensionati colpiti da una situazione di violenza ; realismo è la finanza speculativa che affama , realismo è il commercio degli strumenti di morte , il realismo aiuta a rimuovere frettolosamente dalla coscienza i suicidi per disperazione . Siamo tutti responsabili , bene ha detto Papa Francesco a Lampedusa. Si parla tanto di “ valori non negoziabili “, ma il diritto alla Pace con tutto quello che ne consegue rientra tra quei valori ? Intendiamoci la politica è il terreno della mediazione per eccellenza , non è praticabile e neanche auspicabile trasferire nel campo legislativo principi evangelici , sarebbe una contraddizione , l’amore non può essere imposto è libertà. Resta il fatto che molte scelte politiche di questi ultimi anni , umanamente e cristianamente discutibili come certe leggi sull’immigrazione , sul commercio delle armi , sulle spese militari etc , portano la firma anche di politici dichiaratamente cattolici . Forse le comunità cristiane dovrebbero essere più accorte e far sentire più spesso la loro voce .Se il mondo cattolico italiano si vuole ricompattare sui valori, lo faccia in dialogo con tutti i cittadini di buona volontà , credenti e non credenti , a partire proprio dalla difesa del bene primario della pace in ogni sua dimensione, ricercando e realizzando per quanto possibile momenti di vera fraternità .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena