Spazio Lettori

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Il 24 aprile è il giorno della memoria per il popolo Armeno ,in quella data ho letto  in un " quotidiano   " l'articolo della scrittrice italiana di origine armena  Antonia Arslan dal titolo : " noi figli del genocidio ,il grande dolore armeno " . Lo scopo , ricordare la tragedia di 101 anni fa che purtroppo resta ancora sconosciuta ai più; fu uno sterminio avvenuto durante la prima guerra mondiale , freddamente programmato ed eseguito dal governo dei Giovani Turchi che era al potere nell' Impero  Ottomano, portò in meno di un anno all'assassinio di circa un milione e mezzo di armeni oltre ad altre migliaia di cristiani ortodossi,nestoriani e cattolici che vivevano nella parte meridionale dell'Anatolia . Fu il primo genocidio perpetrato nel secolo scorso ed è accertato che servì da modello ai nazisti . La scrittrice Arslan ha pubblicato molto su questo tema , prendendo spunto da ricordi familiari , celebre è molto bello è il romanzo " La masseria delle allodole " , un libro che meriterebbe una maggiore diffusione proprio per far conoscere di più quella tragedia che grossi interessi politici ed economici vorrebbero lasciare nell'oblio . Come è noto la Turchia rifiuta di riconoscere le stragi del 1915/16 e protesta ed attacca con veemenza chiunque le ricordi . È' accaduto pochi mesi fa al Parlamento della Germania che aveva votato per il riconoscimento del genocidio  , inoltre Papa  Francesco ne aveva parlato già l'anno scorso per il centenario e poi nel giugno di quest'anno durante la sua visita in Armenia  ed è stato subito accusato di essere animato da spirito di crociata. Cento anni possono sembrare tanti , eppure è necessario ricordare quello che è accaduto  e non solo per il Popolo Armeno che ha diritto alla memoria , ma anche per tutti i cristiani  ancora perseguitati e per tutta l' umanità calpestata e discriminata nei suoi diritti fondamentali , solo la memoria può aiutare  ad evitare gli obbrobri ed a tenere alta la guardia ; infatti , non molto lontano dai luoghi dove cento anni fa si consumò il genocidio , in Siria e in Iraq si sta attuando la pulizia etnico - religiosa delle comunità cristiane ( e non solo se si pensa a quello che subiscono gli Jaziti ) ; le persecuzioni dell'Isis sono la punta dell' iceberg , in realtà è l'intera situazione di guerra totale che spinge i cristiani ad abbandonare la regione dopo quasi duemila anni   di permanenza  , rappresentando oltre alla tragedia umana un impoverimento sociale e culturale del territorio ; se , come auspicabile, i conflitti cesseranno ,sarà difficilissimo purtroppo ricreare convivenza e fiducia tra comunità religiose .
L'aggravarsi del conflitto tra Islam sunnita ( Arabia Saudita , Emirati del golfo ) e  sciita (Iran ) con l'aggiunta della Turchia ormai guidata da un regime autoritario oltre agli sciagurati interventi occidentali di pochi anni fa in Afghanistan in Iraq e in Libia e che per certi aspetti continuano con l'aggiunta della Russia , ha  accentuato la presenza di un Islam fondamentalista  e intollerante e a farne le spese sono le minoranze religiose  : le comunità cristiane nelle varie confessioni, gli Yazidi e anche i musulmani moderati .
Il fondamentalismo islamico finanziato dall'Arabia si è diffuso in molti paesi creando situazioni di discriminazione e di aperta persecuzione , il Pakistan ne è un esempio abbastanza noto , la storia di Asia Bibi è esemplare : in carcere da alcuni anni condannata a morte con l'accusa pretestuosa  di blasfemia . Il Pakistan dove pochi anni fa è stato assassinato Shabaz Bhatti , cattolico e ministro per le minoranze  ,proprio per aver difeso la Bibi , uomo profondamente cristiano è vero martire moderno. 
Pochi mesi fa , in Francia ,  la testimonianza di amore del vecchio sacerdote  Padre Jacques Hamel ucciso in Normandia vicino a Rouen ai piedi dell'altare della sua chiesa  ; questo fatto ha un po' smosso l' opinione pubblica  probabilmente perché accaduto in Europa , nel nostro mondo occidentale ; è triste ammetterlo ma le migliaia di martiri dell'Asia e dell'Africa  godono al massimo una piccola citazione nei quotidiani ( ad eccezione naturalmente di giornali e periodici d'ispirazione cristiana) , è il caso ad esempio delle  quattro suore missionarie della carità che vivevano nello Yemen , uccise da estremisti nella casa per anziani dove operavano al servizio dei poveri , probabilmente il fatto che le suore erano una indiana e tre africane  non rendeva la notizia interessante ed è bastato un breve trafiletto. Con questo naturalmente non voglio sminuire  il martirio di padre Hamel che come ha detto Papa Francesco " è già beato " . Hanno calcolato che attualmente più di cento milioni di cristiani vivono in paesi dove subiscono discriminazioni e limitazioni alla libertà religiosa e nel 2015 almeno settemila di loro sono stati uccisi per non aver rinnegato la propria fede. Il terzo millennio è iniziato purtroppo con persecuzioni e martiri maggiori dei secoli passati. Che aiuto possiamo dare a questi nostri fratelli nella fede in costante pericolo ?  Naturalmente con la preghiera e il sostegno materiale , ma anche denunciando all'opinione pubblica di tutte le comunità civili quello che accade , le violenze e le sofferenze che subiscono e ricordando a questa nostra società occidentale ,laica ,pluralista che fa della libertà  e dei diritti civili il suo fine  , ma anche un po' distratta , che il diritto di esercitare senza ostacoli la propria fede religiosa è una della libertà fondamentali sancita nella " Dichiarazione universale dei diritti dell' uomo " . Inoltre  rifiutando quelle posizioni che parlano di " scontro di civiltà " , potrà sembrare contraddittorio ma chi le promuove anche se parla di difesa di una presunta" civiltà cristiana " cerca soprattutto il proprio tornaconto politico/ elettorale ; le crociate di ogni tipo oltre ad essere contrarie allo spirito Evangelico , sono contrarie al buon senso perché causerebbero ulteriori persecuzioni ai cristiani che vivendo in certi paesi , sono considerati a torto alleati dell'occidente. Qualsiasi iniziativa di dialogo , di collaborazione tra religioni diverse sono l' unico antidoto al fondamentalismo , gli incontri di Assisi iniziati  da S.Giovanni Paolo II , proseguiti dalla Comunità di S.Egidio fino a quello recente con la presenza di Papa Francesco sono la risposta reale e sensata ai profeti di sventura.
Le guerre di religione , in realtà mascherano altri interessi, a chi tira le fila non importa della religione ma si serve del fanatismo per i suoi fini e allora si uccide in nome di Dio che è la cosa più oscena  e assurda , la vera bestemmia contro lo Spirito . Sappiamo dal Vangelo che il volto di Dio è un volto di pace , di amore, misericordia , carità ,riconciliazione , è il Dio della Vita ; non è facile riuscire sempre a vederlo  questo Volto ma non c'è altra strada se si vuole realizzare un mondo un po' più umano.
Carlo Giuseppe Rogani

Il Genocidio volutamente dimenticato.
Certe verità ,anche se ormai evidenti storicamente,quando vengono ricordate,diventano politicamente scorrette. Lo si è visto quando nell'aprile scorso  Papa Francesco ha parlato,nel primo centenario,del genocidio Armeno , il primo  e purtroppo non l'ultimo del XXmo secolo. Le proteste del governo turco e le dichiarazioni imbarazzate dei paesi occidentali ( Italia compresa) che cercavano ,chiaramente per motivi diplomatici e non solo,di smorzare i toni, hanno dimostrato che quelle parole avevano colto nel segno. Di questa strage  se n'è sempre parlato poco , con la fine della prima guerra mondiale e la nuova Turchia di Ataturk ,prevalse l' oblio interessato. Se molti anni fa non avessi avuto l' opportunità di leggere il romanzo di Franz Werfel : " I quaranta giorni del Mussa Dag " ,probabilmente avrei sentito parlare di questa tragedia in periodi recenti. Il romanzo racconta un fatto realmente accaduto .Nel 1915 alcune comunità armene dell'Anatolia meridionale ,sulle coste del Mediterraneo ,compresero in tempo quello che i turchi stavano preparando , si procurarono delle armi e in numero di cinquemila si arroccarono su di un monte , il Mussa Dag , si difesero strenuamente per circa quaranta giorni e fortunatamente vennero salvati da navi da guerra francesi. Pochi anni fa uno straordinario contributo alla conoscenza del dramma armeno è venuto dal bel romanzo della scrittrice italiana di origine armena Antonia Arslan : “ La Masseria delle Allodolle” che attinge alla memoria della propria famiglia . I fratelli Taviani hanno tratto da questo racconto un film , a detta della critica ben riuscito ma che ha avuto scarsa diffusione , probabilmente sempre perché politicamente scomodo. Nell'aprile di quest'anno il Prof. Andrea Riccardi , storico e fondatore della Comunità di S.Egidio ha pubblicato nelle edizioni Laterza il saggio : “ La Strage dei Cristiani , Mardin , gli armeni e la fine di un mondo “ . Molto documentato , una approfondita ricerca storica , scorrevole , che unisce i dati generali del genocidio armeno con le vicende particolari della zona di Mardin , città posta nel Kurdistan turco vicino al confine con la Siria e l' Iraq , per intendersi presso i territori dove attualmernte è in corso la feroce guerra dell' Isis . I promotori dello sterminio , l'elite al potere in Turchia al tempo della grande guerra , conosciuta come i Giovani Turchi erano laici e violentemente nazionalisti , sfruttarono il movente religioso per mobilitare la popolazione musulmana contro i cristiani , oggetto delle persecuzioni furono soprattutto gli armeni ma anche le altre confessioni cristiane come le chiese assire , caldee etc. ( cattoliche, ortodosse e nestoriane) molto presenti appunto nella città di Mardin.
L' Anatolia che agli inizi del secolo scorso contava la presenza di cristiani che in alcune zone rappresentavano anche il 30% della popolazione , ha visto in pochi anni attuata una vera e propria pulizia etnico-religiosa , infatti dopo la fine della guerra e l'avvento di Ataturk furono espulsi anche tutti i greci che rappresentavano un gruppo consistente . A cento anni di distanza in paesi come la Siria e l' Iraq che allora dettero rifugio ai cristiani perseguitati , si stanno attuando violenze ed espulsioni nei confronti delle varie chiese cristiane e non solo ( Jazidi). La tragedia presente , ha quindi un duplice aspetto : primo quello della persecuzione diretta (uccisioni,emarginazioni,conversioni forzate all'Islam ) , il secondo , in prospettiva peggiore , quello della fuga , dell'esodo da territori che hanno visto la nascita di comunità sorte agli albori del Cristianesimo con conseguente impoverimento oltre che religioso anche culturale e sociale.
Carlo Giuseppe Rogani
Siena