Debre Libanos ed altri orrori

Bene  ha fatto la redazione diocesana di Siena,Colle e Montalcino di Toscana Oggi a riportare nella rubrica " Il Sagrato" del 29 maggio 2016 un pezzo tratto da un servizio di TV 2000 intitolato : " Debre Libanos , il più grande massacro di cristiani in Africa "  che racconta delle criminali stragi perpetrate dall'esercito italiano in Etiopia nel 1937 a seguito dell'attentato al Generale Graziani , stragi che coinvolsero sia la popolazione di Addis Abeba che il clero  copto e i seminaristi del Monastero di Debre Libanos.
Di queste stragi in Italia si è parlato poco, la maggior parte dei nostri connazionali non le conoscono, c' e' stata una sorta di rimozione. È' accaduto anche per altri episodi di guerra , lo stesso Generale Graziani primo responsabile dell' eccidio prima citato si era macchiato di analoghi fatti , pochi anni prima in Libia  , con uccisioni indiscriminate e deportazioni di intere tribù.Durante l' ultima guerra mondiale ,nell' uccupazione della Iugoslavia e della Grecia, i metodi degli italiani contro i partigiani non furono molto dissimili da quelli dell'esercito tedesco : rastrellamenti, distruzione di villaggi ,fucilazioni di ostaggi presi tra i civili , rappresaglie anche verso donne e bambini . I responsabili di tutto questo , per la maggior parte , dopo la guerra si sono salvati grazie anche alla "guerra fredda" , la logica dei blocchi contrapposti ha coperto i crimini  militari . D' altra parte è accaduto come è noto anche per le stragi accadute sul suolo italiano contro il nostro popolo , la vicenda del così detto armadio della vergogna  aperto dopo tanti anni , troppi, da quelle tragedie è illuminante.Una considerazione viene spontanea : cade il mito degli " italiani brava gente "  , in realtà non siamo stati diversi da qualsiasi altra potenza coloniale e in genere da qualsiasi belligerante in qualsiasi conflitto; la guerra se si fa , si fa per vincerla, quindi tutto è lecito  e le distruzioni morali e materiali come  le uccisioni di civili e di ogni altra persona innocente ,non sono altro che effetti collaterali.
L'articolo su Debre Libanos sottolinea che si è trattato del più grande massacro di cristiani in Africa , aggiungerei che anche gli autori del massacro si professavano cristiani con tanto di cappellani militari per " l'assistenza spirituale". Ma questa in che consisteva ? Forse nell'accettare e giustificare l'obbedienza di fronte agli ordini di uccisioni indiscriminate ? Quei preti con le stellette hanno avuto orrore di quello che accadeva ? Hanno tentato di opporsi in qualche modo? Spero che qualche storico studi le carte di quel periodo nei vari archivi  compreso quelli Vaticani e dia una risposta a questi interrogativi. Sappiamo che Papa Pio XI era contrario alla guerra di Etiopia , al contrario la maggioranza della Chiesa Italiana fu favorevole e in alcuni casi addirittura entusiasta ,alcuni cappellani militari come Padre Reginaldo Giuliani  - cappellano degli arditi nella grande guerra, legionario Fiumano , marcia su Roma e infine caduto in combattimenti in Abissinia - furono esaltati come eroi e martiri e strumentalizzati dalla propaganda del regime fascista .
Vorrei concludere con alcune considerazioni  : il secolo scorso definito " il secolo breve" è stato denso di " inutili stragi" ; due guerre mondiali e innumerevoli altre più circoscritte ma ugualmente micidiali ,genocidi , pulizie etniche , razzismo ,dittature sanguinarie e ideologie disumane , ingiustizie sociali ricorrenti etc ; il nuovo secolo purtroppo non sembra molto diverso , altre guerre , terrorismo , persecuzioni religiose ,rigurgiti di xenofobia e razzismo ,oppressioni ed altre aberrazioni , prevale  l'ingiustizia ed il più grande disprezzo della vita umana.
I grandi poteri economico - finanziari dominano la vita dell' intera comunità mondiale, favoriscono le divisioni e i conflitti e ci speculano sopra .
L' unica voce veramente lucida ,libera , disinteressata , umana è quella di Papà Francesco  che denuncia costantemente i meccanismi che generano la violenza. Se vogliamo veramente che le vie della pace prevalgano , dobbiamo rifarci alle sue parole e mettere i detentori del potere di fronte alle loro responsabilità. È difficilissimo ma se non ci proviamo non ci sarà la minima speranza di cambiamento e naturalmente di pace e non c'è pace senza giustizia .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena

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