Il genocidio volutamente dimenticato

Il Genocidio volutamente dimenticato.
Certe verità ,anche se ormai evidenti storicamente,quando vengono ricordate,diventano politicamente scorrette. Lo si è visto quando nell'aprile scorso  Papa Francesco ha parlato,nel primo centenario,del genocidio Armeno , il primo  e purtroppo non l'ultimo del XXmo secolo. Le proteste del governo turco e le dichiarazioni imbarazzate dei paesi occidentali ( Italia compresa) che cercavano ,chiaramente per motivi diplomatici e non solo,di smorzare i toni, hanno dimostrato che quelle parole avevano colto nel segno. Di questa strage  se n'è sempre parlato poco , con la fine della prima guerra mondiale e la nuova Turchia di Ataturk ,prevalse l' oblio interessato. Se molti anni fa non avessi avuto l' opportunità di leggere il romanzo di Franz Werfel : " I quaranta giorni del Mussa Dag " ,probabilmente avrei sentito parlare di questa tragedia in periodi recenti. Il romanzo racconta un fatto realmente accaduto .Nel 1915 alcune comunità armene dell'Anatolia meridionale ,sulle coste del Mediterraneo ,compresero in tempo quello che i turchi stavano preparando , si procurarono delle armi e in numero di cinquemila si arroccarono su di un monte , il Mussa Dag , si difesero strenuamente per circa quaranta giorni e fortunatamente vennero salvati da navi da guerra francesi. Pochi anni fa uno straordinario contributo alla conoscenza del dramma armeno è venuto dal bel romanzo della scrittrice italiana di origine armena Antonia Arslan : “ La Masseria delle Allodolle” che attinge alla memoria della propria famiglia . I fratelli Taviani hanno tratto da questo racconto un film , a detta della critica ben riuscito ma che ha avuto scarsa diffusione , probabilmente sempre perché politicamente scomodo. Nell'aprile di quest'anno il Prof. Andrea Riccardi , storico e fondatore della Comunità di S.Egidio ha pubblicato nelle edizioni Laterza il saggio : “ La Strage dei Cristiani , Mardin , gli armeni e la fine di un mondo “ . Molto documentato , una approfondita ricerca storica , scorrevole , che unisce i dati generali del genocidio armeno con le vicende particolari della zona di Mardin , città posta nel Kurdistan turco vicino al confine con la Siria e l' Iraq , per intendersi presso i territori dove attualmernte è in corso la feroce guerra dell' Isis . I promotori dello sterminio , l'elite al potere in Turchia al tempo della grande guerra , conosciuta come i Giovani Turchi erano laici e violentemente nazionalisti , sfruttarono il movente religioso per mobilitare la popolazione musulmana contro i cristiani , oggetto delle persecuzioni furono soprattutto gli armeni ma anche le altre confessioni cristiane come le chiese assire , caldee etc. ( cattoliche, ortodosse e nestoriane) molto presenti appunto nella città di Mardin.
L' Anatolia che agli inizi del secolo scorso contava la presenza di cristiani che in alcune zone rappresentavano anche il 30% della popolazione , ha visto in pochi anni attuata una vera e propria pulizia etnico-religiosa , infatti dopo la fine della guerra e l'avvento di Ataturk furono espulsi anche tutti i greci che rappresentavano un gruppo consistente . A cento anni di distanza in paesi come la Siria e l' Iraq che allora dettero rifugio ai cristiani perseguitati , si stanno attuando violenze ed espulsioni nei confronti delle varie chiese cristiane e non solo ( Jazidi). La tragedia presente , ha quindi un duplice aspetto : primo quello della persecuzione diretta (uccisioni,emarginazioni,conversioni forzate all'Islam ) , il secondo , in prospettiva peggiore , quello della fuga , dell'esodo da territori che hanno visto la nascita di comunità sorte agli albori del Cristianesimo con conseguente impoverimento oltre che religioso anche culturale e sociale.
Carlo Giuseppe Rogani
Siena

Genocidio (4), Armeni (15), persecuzioni (3)

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