Pellegrini sulla via di san Paolo

Pochi giorni fa, leggendo gli atti degli Apostoli al capitolo 28, ho deciso di partire per visitare alcune delle tappe del viaggio verso Roma di s. Paolo Apostolo e s. Luca Evangelista che vi sono menzionate. Sono arrivata a Pozzuoli (NA) la sera del 28 maggio, senza sapere di essere capitata lì proprio durante gli ultimi preparativi della "Commemorazione della venuta di san Paolo a Pozzuoli", che ricorre il 30 maggio nella Diocesi locale. Così, senza averlo previsto, ho potuto partecipare al pellegrinaggio notturno dei giovani sui passi di san Paolo, guidato da don Mario Russo, responsabile della Pastorale Giovanile, e dall'archeologa Andreina Moio. Abbiamo camminato facendo varie tappe presso scavi archeologici di edifici pubblici e ville romane, così come presso luoghi di culto fondati in epoche successive. Il tratto di maggior interesse è stato quello della via Domiziana antica che conduce alla "Via Consularis Puteolis Capuam", che fu percorsa con ogni probabilità da s. Paolo e che conserva ancora la pavimentazione del tempo, con impressi i segni dei carri romani. Da Pozzuoli ho raggiunto le altre due tappe di cui l'evangelista Luca ci ha parlato: Foro Appio (oggi Borgo Fàiti - Sezze) e Tre Taverne, di cui rimangono resti archeologici nel Comune di Cisterna di Latina, per poi raggiungere Roma.
Racconto questa esperienza per parlare di località note a pochi e visitate ancor meno, pur essendo le uniche in Italia citate nelle Sacre scritture, insieme alle altre soste del viaggio di s. Paolo a Siracusa e Reggio Calabria. A causa della mancanza di interesse, alcuni luoghi si trovano in stato di abbandono, mentre alcune opere commemorative necessitano solo di un semplice restauro. Quest'ultimo è il caso delle maioliche sul porto di Pozzuoli, che rappresentano l'approdo dell'Apostolo delle genti e che necessitano una nuova smaltatura e un trattamento contro la salsedine, che ne ha cancellato i colori. Faccio un appello a chi legge e volesse contribuire a sostenere questo lavoro.
Un caso più complesso è quello degli scavi di Tre Taverne, che per mancanza di fondi sono stati ricoperti di terra, sulla quale è cresciuto un bel campo di avena, che è tutto ciò che si presenta alla vista. La direttrice dei lavori mi ha detto che molti privati se ne sono interessati, ma ancora nessun ente territoriale (Comune, Provincia, Regione), per questo bisognerebbe fare un appello alle relative Amministrazioni.

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