Una Fraternità da riscoprire

Una fraternità da riscoprire.

Dei tre famosi principi della Rivoluzione Francese , la “fraternità” è certo quello che ha avuto meno successo . Non che la “libertà” e “l’uguaglianza”godano ottima salute ma almeno se ne parla di più anche se non sempre a proposito . Ha quindi pienamente ragione Papa Francesco a metterla al centro del suo primo messaggio per la giornata mondiale della pace , il titolo è infatti : “ Fraternità , fondamento e via per la Pace “. Cercherò di mettere in evidenza quelli che a mio parere sono i concetti fondamentali del messaggio .
La fraternità è “ una dimensione essenziale dell’uomo “ , in ognuno di noi c’è “ un anelito insopprimibile alla fraternità che ci spinge verso la comunione con gli altri nei quali troviamo non nemici o concorrenti , ma fratelli da accogliere e abbracciare “ . La sorgente primaria da cui si attinge per la fraternità è la famiglia , questa è il fondamento e la via privilegiata per la pace. Purtroppo in un mondo caratterizzato dalla “ globalizzazione dell’indifferenza “ , la vocazione alla fraternità è contrastata e smentita nei fatti ; alle tragedie , alla violenza , alle ingiustizie si risponde con l’individualismo , con l’egocentrismo , il disprezzo nei confronti dei più deboli . Il racconto biblico di Caino e Abele è paradigmatico della realtà attuale e insegna che “ l’umanità porta inscritta in se la vocazione alla fraternità , ma anche la possibilità drammatica del suo tradimento .Lo testimonia l’egoismo quotidiano che è alla base di tante guerre e tante ingiustizie …” . Le radici della fraternità sono contenute nella paternità di Dio e nel suo amore straordinario per ciascun uomo , amore rigenerato da Cristo con la sua morte e resurrezione . La Croce quindi come luogo di fondazione della fraternità e la Resurrezione che ci costituisce come “Umanità nuova “ per la sua piena realizzazione. Nella “ famiglia di Dio , dove tutti sono figli di uno stesso padre …..non vi sono vite di scarto ,tutti godono di una uguale e intangibile dignità .Tutti sono amati da Dio ,tutti sono riscattati dal sangue di Cristo….”.
Papa Francesco poi si ricollega a documenti dei suoi predecessori e cita passi da la “Populorum Progressio “di Paolo VI° ,da la “ Sollicitudo rei socialis ” di Giovanni Paolo II° e da la “ Caritas in Veritate “ di Benedetto XVI° ; - di Paolo VI° ricorda l’enunciazione che “ lo sviluppo integrale dei popoli è il nuovo nome della pace “, quindi il dovere di solidarietà delle nazioni ricche verso quelle sottosviluppate ,il dovere di giustizia sociale e il dovere di carità universale che è la promozione di un mondo più umano per tutti ; - di Giovanni Paolo II° , la pace come “opus solidaritatis”, cioè non farsi guidare dalla brama di profitto e di potere , servire l’altro e non opprimerlo per il proprio tornaconto ; la solidarietà cristiana richiede che il prossimo sia amato non solo come essere umano , ma come “ viva immagine di Dio Padre” ; - di Benedetto XVI° come la mancanza di fraternità tra i popoli sia una causa importante della povertà ; partendo da questo concetto , il Papa , richiamando la dottrina della Chiesa , ricorda la così detta” ipoteca sociale” sull’uso dei beni . I successivi paragrafi del messaggio toccano : - La riscoperta della fraternità in economia , il succedersi delle crisi economiche e soprattutto l’attuale devono portare a ripensare i modelli di sviluppo e gli stili di vita per costruire e mantenere una società a misura della dignità umana .- La fraternità spegne la guerra , Papa Francesco ricordando i numerosi conflitti che si consumano tra l’indifferenza generale rivolge un forte appello ai responsabili delle violenze , un vero grido di dolore e un richiamo a riscoprire il senso della propria umanità : “ …. Fermate la vostra mano ;rinunciate alla via delle armi ,andate incontro all’altro con il dialogo, il perdono,la riconciliazione per ricostruire la giustizia ,la fiducia intorno a voi “ , continua facendo proprio l’appello dei predecessori contro la proliferazione degli armamenti e per il disarmo ma constata amaramente che gli accordi internazionali non sono sufficienti ad arginare i conflitti armati perché manca la conversione dei cuori che fa riconoscere nell’altro un fratello. - La corruzione e il crimine organizzato avversano la fraternità , l’egoismo si sviluppa nelle varie forme di corruzione , nel dramma della droga , nei traffici e nelle speculazioni finanziarie ,nella prostituzione, nel traffico degli esseri umani e negli abusi sui minori , nelle tragedie dei migranti , nelle schiavitù di ogni tipo , tutto questo viola in profondità la legalità e la giustizia e colpisce al cuore la dignità delle persone. Solo la fraternità genera pace sociale , crea equilibrio tra la libertà e la giustizia , tra responsabilità e solidarietà .- La fraternità aiuta a custodire e a coltivare la natura , la natura è a nostra disposizione e siamo chiamati ad amministrarla responsabilmente , invece siamo spesso guidati dall’avidità nello sfruttamento , nella manipolazione e non ci preoccupiamo delle future generazioni senza contare che per il settore agricolo , vediamo che il persistere della fame nel mondo dovrebbe farci ripensare l’uso di queste risorse alla luce della dottrina sociale della Chiesa .
Nella conclusione il Papa sottolinea che solo l’amore donato da Dio consente di vivere pienamente la fraternità , la dimensione trascendente dell’uomo è necessaria perché l’impegno politico ed economico non si riduca a puro tecnicismo senza idealità. Dio ha mandato il figlio per salvare il mondo non per condannarlo e lo fa senza costrizioni invitando chi è il più grande , chi governa ad essere come colui che serve , “ il servizio è l’anima di quella fraternità che edifica la Pace “ .
Una straordinaria appendice al messaggio per la giornata della pace , Papa Francesco ce la fornisce con la sua riflessione bella e piena di commozione che è il messaggio Urbi et Orbi del giorno di Natale dove invita ognuno di noi a riscoprire la tenerezza di Dio : “ le carezze di Dio non fanno ferite,le carezze di Dio ci danno pace e forza “e poi la frase finale “ Dio è pace , chiediamogli che ci aiuti a costruirla ogni giorno ,nella nostra vita ,nelle nostre famiglie ,nelle nostre città e nazioni , nel mondo intero .Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio “. Sembrerebbe la ricetta , non dico della felicità ma almeno per una società migliore . Molti diranno che sono solo parole , belle parole senza dubbio , ma che la realtà è diversa , un'altra cosa e che vagheggiare una umanità pacificata può sembrare pura “Utopia”. Ricordo che Padre Ernesto Balducci , che aveva messo la Pace al centro delle sue riflessioni , la definiva “ realismo di una Utopia” e vorrei aggiungere che di realismo sono pieni i cimiteri di guerra , che il realismo ha riempito e riempie ancora il mondo di macerie materiali e morali ; in nome del realismo si convive con la malavita organizzata e il degrado ambientale ,la corruzione e l’evasione fiscale, si accettano leggi disumane nei confronti di persone che fuggono da miseria , guerre e feroci dittature ; il realismo crea i disoccupati, i cassaintegrati, gli esodati e tutti i nuovi poveri mascherati da dati statistici e percentuali ma si tratta di esseri umani ,di famiglie ,di giovani,di pensionati colpiti da una situazione di violenza ; realismo è la finanza speculativa che affama , realismo è il commercio degli strumenti di morte , il realismo aiuta a rimuovere frettolosamente dalla coscienza i suicidi per disperazione . Siamo tutti responsabili , bene ha detto Papa Francesco a Lampedusa. Si parla tanto di “ valori non negoziabili “, ma il diritto alla Pace con tutto quello che ne consegue rientra tra quei valori ? Intendiamoci la politica è il terreno della mediazione per eccellenza , non è praticabile e neanche auspicabile trasferire nel campo legislativo principi evangelici , sarebbe una contraddizione , l’amore non può essere imposto è libertà. Resta il fatto che molte scelte politiche di questi ultimi anni , umanamente e cristianamente discutibili come certe leggi sull’immigrazione , sul commercio delle armi , sulle spese militari etc , portano la firma anche di politici dichiaratamente cattolici . Forse le comunità cristiane dovrebbero essere più accorte e far sentire più spesso la loro voce .Se il mondo cattolico italiano si vuole ricompattare sui valori, lo faccia in dialogo con tutti i cittadini di buona volontà , credenti e non credenti , a partire proprio dalla difesa del bene primario della pace in ogni sua dimensione, ricercando e realizzando per quanto possibile momenti di vera fraternità .

Carlo Giuseppe Rogani
Siena

Pace (327), Papa Francesco (10)

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