Uno straordinario evento Ecumenico

Uno straordinario evento Ecumenico

In occasione della sua visita pastorale a Torino il 21 e il 22 giugno di quest'anno , per l' ostensione della Santa Sindone,Papa Francesco ha compiuto un gesto di grande significato ecumenico  cui i media a mio parere non hanno dato il giusto risalto; mi riferisco alla visita al tempio Valdese. I Valdesi , come è noto sono l' unica chiesa riformata  che si è sviluppata in Italia , la fondazione della stessa nel XII° secolo ad opera di un mercante di Lione : Pietro Valdo che si convertì alla povertà evangelica , successivamente i valdesi si stabilirono in alcune valli piemontesi ; nel 1500 aderirono alla riforma protestante , subirono crudeli persecuzioni da parte cattolica e bisogna arrivare al 1848 perché potessero godere della libertà di esercitare la loro fede per concessione di re Carlo Alberto. Durante il regime fascista ,insieme ad altre comunità protestanti , anche a causa del concordato subirono delle limitazioni alla loro libertà religiosa , nel dopo guerra fino agli anni 50 del secolo scorso continuarono ad avere dei problemi nonostante la Costituzione della Repubblica Italiana sancisca la piena libertà religiosa per ogni fede. Ricordiamoci che bisogna arrivare al Concilio Vaticano II° perché la Chiesa Cattolica accetti la libertà religiosa  passando dalle poco caritatevoli definizioni di eretici e scismatici a quella di Fratelli Separati.
Papa Francesco nel corso di questa visita ha avuto espressioni di grande sensibilità, umiltà e lucidità . Mi hanno particolarmente colpito le sue affermazioni  sulla riscoperta della fraternità come frutto principale del movimento ecumenico , fraternità che ci fa cogliere il profondo legame che ci unisce malgrado le differenze .A questo proposito ha parlato di una " Comunione  ancora in cammino " di una unità che si fa in cammino. Ha poi espresso un concetto per certi aspetti dirompente e cioè che in ogni futura attività ecumenica si dovrà tenere conto che " l' unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità " , mi viene da dire unità nella diversità e infatti aggiunge che quando i fratelli non accettano le loro diversità finiscono per farsi la guerra ,fare violenza ed allora è necessario sapersi perdonare . A questo punto altra parte forte del discorso del Papa : " da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono . Vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani persino non umani che nella storia abbiamo avuto contro di voi. In nome di Gesù Cristo , perdonateci”. " .
Ogni commento sul coraggio  e l' onestà di tale affermazione è superfluo.
Continua parlando di quello che è stato fatto insieme e delle possibilità che si aprono di collaborazione al servizio dell'umanità che soffre, dei poveri, dei migranti ,degli ultimi.... Ha concluso ribadendo che le differenze su importanti questioni antropologiche ed etiche che dividono cattolici e valdesi non impediscano di trovare forme di collaborazione in questi campi ed altri , " se camminiamo insieme ,il Signore ci aiuta a vivere quella comunione che precede ogni contrasto " .
Ritengo necessario fare un cenno al saluto , ed ai concetti in esso espressi ,  che il moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini ha rivolto al Papa quando è arrivato al tempio . Non ha nascosto una sintonia con i concetti ecumenici espressi nell'Evangelium Gaudium  ( unità come diversità riconciliata  , raccogliere quello che lo Spirito ha seminato in loro come un dono anche per noi ) , ed ha ribadito che l' ecumenismo segna la fine dell'autosufficienza della chiese " non si può essere cristiani da soli" . Ha poi posto due questioni fondamentali da affrontare insieme , la prima : nel Concilio Vaticano  II° si parla delle Chiese evangeliche come" comunità ecclesiali" e non di Chiese ,questione a suo parere da superare , la seconda ,tema molto delicato : l'ospitalità Eucaristica ,e ha aggiunto : "tra le cose che abbiamo in comune ci sono il pane e il vino della Cena e le parole che Gesù ha pronunciato in quell'occasione. Le interpretazioni di quelle parole sono diverse tra le chiese e all'interno di ciascuna di esse. Ma ciò che unisce i cristiani raccolti intorno alla mensa di Gesù sono il pane e il vino che Egli ci offre e le sue parole, non le nostre interpretazioni che non fanno parte dell'Evangelo " . Questo discorso ci interpella tutti , ci mette di fronte allo scandalo della divisione , ci dovrebbe mettere in crisi . Le parole del pastore Bernardini come quelle di Papa Francesco ci dicono che L'Unità si fa camminando insieme,collaborando nella carità, smorzando le rigidità dottrinali di fronte al comune riferimento Evangelico . Non è un processo facile , ci sono resistenze , opposizioni  proprio in ambito cattolico . Le polemiche nate dalla richiesta di perdono che secondo alcuni sarebbe stata respinta  è un sintomo di questo malessere che porta a travisare la realtà. Il moderatore valdese Bernardini ha voluto fare chiarezza dicendo che la richiesta non poteva non essere accolta ,che Papa Francesco ha compiuto quello che nessun Papa aveva fatto fino ad ora è cioè dire che ai Valdesi sono stati fatti torti non solo anticristiani ma disumani . Ha rilevato però che solo chi ha subito materialmente il torto può in senso pieno perdonare. Ciò che è accaduto rimane nella memoria ed è giusto che sia così perché la memoria se coltivata evita il ripetersi di certe situazioni. Penso che niente si possa eccepire a questa dichiarazione piena di dignità, solo chi è in mala fede può trarne conclusioni contrarie al dialogo,all'amicizia , alla collaborazione fraterna.

Carlo Giuseppe Rogani

Siena.
30.11.2015

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