Cultura & Società
stampa

A Firenze torna «O Flos Colende», musica sacra in Cattedrale

Sei appuntamenti, cinque concerti e una santa messa celebrata dal Cardinale Arcivescovo Giuseppe Betori contrappuntata da musiche di Gounod e dell’antica tradizione sacra fiorentina, scandiscono il calendario 2015 di O flos colende (15 aprile – 8 Settembre), rassegna ormai diventata un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati e quest’anno giunta alla sua diciannovesima edizione.

Percorsi: Firenze - Musica
A Firenze torna «O Flos Colende», musica sacra in Cattedrale

Nata nel 1997 e fin da allora promossa dall’Opera di Santa Maria del Fiore, sostenuta dal favore del Presidente dell’Opera Franco Lucchesi e dall’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, O flos colende si è conquistata un sempre più crescente apprezzamento di pubblico e critica. Un successo raggiunto grazie alla suggestiva bellezza del Duomo di Firenze, location dei concerti (tutti a ingresso libero), alla particolarità delle proposte musicali e all’autorevolezza degli interpreti garantite, fin dalla prima edizione della manifestazione, dalle cure artistiche di Gabriele Giacomelli. A guidare O flos colende è anche l’intento di recuperare un patrimonio musicale dimenticato e di grande valore spirituale, non di rado legato alla storia culturale fiorentina, per dare così un significativo contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico (monumentale e archivistico) di competenza dell’Opera del Duomo.

Sono le superbe voci del S:t Jacobs Kammarkör di Stoccolma (nella foto) (noto a livello internazionale come St. Jacob’s Chamber Choir), guidate dal loro direttore stabile Gary Graden, ad avviare O flos colende con il concerto di Mercoledì 15 Aprile. Originale è il programma proposto, che trascolora dal Seicento ai giorni nostri, rivelando anche legami con la figura di Dante in occasione del 750mo anniversario della nascita, uno dei temi della programmazione di quest’anno. Alcuni brani conservati nel prezioso archivio dell’Opera di Santa Maria del Fiore (trascritti da Gabriele Giacomelli), fra i quali l’Ave Maria di Marco da Gagliano (per lunghi anni maestro di cappella del Duomo nella Firenze del Seicento) e Virgo prudentissima di Giovanni Maria Casini (che del Duomo fu organista), inaugurano la serata, lasciando poi spazio a composizioni contemporanee che creano un dialogo continuo fra la cultura musicala italiana e quella svedese. In programma, anche la prima esecuzione mondiale di Nuper rosarum flores scritto dal compositore aretino e noto maestro di cori Lorenzo Donati (proprio su commissione del S:t Jacobs Kammarkör), un brano che rende omaggio all’omonimo mottetto che Guillaume Dufay ideò per la consacrazione del Duomo di Firenze, nel 1436. Ma degni di essere conosciuti sono anche i brani di area scandinava, come il suggestivo … a riveder le stelle che il compositore svedese Ingvar Lidholm ha dedicato a Dante, e come il maestoso Te Deum di Sven-David Sandström. La spirituale dolcezza del Lied Lass dich nur nicht nich dauren (Non farti prendere dalle lacrime) di Brahms conclude un programma che non mancherà di far ammirare quella perfezione dell’intonazione e quella delicata espressività che hanno reso celebri in tutto il mondo le performances del S:t Jacobs Kammarkör.

Apprezzatissima dal pubblico, torna anche quest’anno la maratona organistica di O flos colende: una vera e propria non-stop di capolavori e rarità che si terrà Mercoledì 27 Maggio (a partire dalle 20.30, per una durata di circa tre ore), per valorizzare quel formidabile e potente strumento che è il grande organo Mascioni del Duomo di Firenze. Alle sue tastiere si siederanno, l’uno dopo l’altro, ben tre celebri organisti di tre diverse nazionalità, ciascuno impegnato in un autentico tour de force di bravura e virtuosismo. Apre la maratona Enrico Viccardi, con un programma che include il noto Prélude, Fugue et Variation di César Franck e l’Alleluyas di Simon Preston, celebre organista e compositore britannico dei nostri giorni. La sudamericana Cristina García Banegas, presenta per lo più brani legati alla sua terra d’origine, fra i quali il suggestivo Gioia nei cieli, proveniente dalla tradizione barocca, ed un suo Tiento (omaggio ad un’antica forma organistica iberica), composto nel 2001. Del programma fa parte anche una trascrizione di una pagina celeberrima come la Danza ritual del fuego dall’Amor brujo di Manuel de Falla. Roger Sayer, organista e direttore del coro presso l’antica Temple Church di Londra, affronta invece un programma incentrato sulla scuola organistica francese fra Otto e Novecento e che punta ad esaltare la sontuosità di colori davvero orchestrali dell’organo Mascioni: un percorso che tocca i nomi di Charles Marie Widor (l’Allegro dalla spettacolare Symphonie n.6), Camille Saint-Saëns (la piacevole Fantaisie), Louis Vierne (una selezione dall’intrigante Symphonie n.4), Maurice Duruflé (il delicato Scherzo) e Cesar Franck (il celebre Corale n.3).

Giovedì 11 Giugno si tiene il secondo dei due appuntamenti previsti quest’anno per far ammirare ancora una volta lo spettacolare, grande organo Mascioni del Duomo fiorentino, con le sua voce spiccatamente sinfonica e la sua potenza sonora di ben settemila canne, tornato a suonare con pieno successo grazie proprio a O flos colende. Nella galleria dei grandi organisti fino ad oggi ospitati da O flos colende, si aggiunge così il nome di un altro maestro, capace di esaltare le qualità sonore che fanno del Mascioni uno strumento unico in Italia e fra i pochissimi del genere al mondo: quello del francese Thierry Escaich, figura di grande carisma e pressoché unica nel panorama musicale contemporaneo per la caleidoscopica vitalità che lo fa essere allo stesso tempo noto come compositore, organista e improvvisatore. Autore assai prolifico di musica organistica e sacra, ma anche di balletti e opere (Claude, il suo primo lavoro del genere, è andato in scena all’Opéra de Lyon nel 2013), è organista della basilica di St. Etienne du Mont a Parigi e insegna improvvisazione al Conservatoire national supérieur de musique et de danse della stessa città. Grande appassionato di cinema, ha dimostrato la sua formidabile maestria improvvisando, al pianoforte come all’organo, il commento musicale per celebri pellicole mute come Le fantome de l’Opéra e Metropolis. E proprio col nome di un noto improvvisatore di fine Ottocento, Charles Tournemire (Improvvisation sur le Te Deum), si apre il programma, che poi prosegue con Franck (Choral n.2), Messiaen (gli onorici Alléluias sereins da L’Ascension), Dupré (il virtuosistico Prélude et Fugue), ma che è pure contrappuntato da libere improvvisazioni ad opera dello stesso Escaich: brani nati sul momento che Escaich imbastirà su temi musicali proposti direttamente dal pubblico, con quell’estro e quella maestria virtuosistica che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

Mercoledì 24 Giugno, in occasione della Festa del patrono di Firenze San Giovanni Battista, l’Opera di Santa Maria del Fiore con la sua rassegna O flos colende torna a collaborare con l’Opera di Firenze/Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e il suo Festival per un appuntamento denso di significati musicali e religiosi: il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo metropolita di Firenze, celebrerà una santa messa le cui sezioni saranno intercalate dall’esecuzione della Messe à deux voix égales di Gounod, rara pagina dalla soave religiosità, e di alcuni brani dell’antica tradizione sacra fiorentina, mottetti scritti da maestri di cappella e organisti di Santa Maria del Fiore per lo più dedicati proprio alla festa per la natività di San Giovanni. Le sezioni musicali della Messa di Gounod (il Credo non fu previsto dall’autore e qui è integrato con quello della sua Messe Chorale) sono così inframmezzate da pagine come Elizabeth Zachariae di Marco da Gagliano, Johannes est nomen ejus di Francesco Bagnoli e O sacrum convivium di Giovanni Maria Casini. Il tutto a ricreare una suggestiva liturgia che nell’esecuzione musicale coinvolge il neonato Coro delle Voci Bianche del Maggio Musicale Fiorentino, guidato dal direttore del Coro del Maggio Lorenzo Fratini, e la Cappella Musicale di Santa Maria del Fiore guidata dal suo maestro Michele Manganelli.

L’appuntamento di Mercoledì 22 Luglio vede il ritorno delle formidabili voci maschili del Coro del Patriarcato Ortodosso di Mosca diretto dal suo fondatore Anatolij Grindenko, autorevolissimi interpreti del repertorio musicale sacro russo (sono proprio loro ad accompagnare le funzioni liturgiche celebrate dal Patriarca Cirillo I). Un omaggio al canto corale della grande tradizione russa, sollecitato dalla sacra presenza, nell’altare della Tribuna della Croce in Santa Maria del Fiore, di importanti reliquie di S. Giovanni Crisostomo, veneratissimo in tutta l’ortodossia russa. A Firenze, nello spirito di un vero e proprio ecumenismo musicale, risuoneranno così le melodie arcane e profonde tratte dalla Liturgia di S. Giovanni Crisostomo (una delle forme ufficiali in cui si articola la messa ortodossa russa), affiancate a una serie di suggestive pagine di autori dell’epoca tardoromantica che a quella tradizione diedero nuovo vigore: fra queste, O figlio unigenito di Cajkovskij, il Te Deum di Dmitrij Bortnianskij, il Cantico di Simeone di Rachmaninov.

Nasce da un’inedita coproduzione fra l’Opera di Santa Maria del Fiore e la Fondazione Teatro della Pergola di Firenze l’appuntamento conclusivo di O flos colende, Martedì 8 Settembre, data che come di consueto festeggia congiuntamente la Natività di Maria e la fondazione dell’Opera di Santa Maria del Fiore. E sarà eccezionalmente il sagrato del Duomo di Firenze a far da palcoscenico a La musica nella commedia dantesca: un percorso che unisce musica e recitazione, attraverso quelle musiche cui Dante fa riferimento nella Divina Commedia; lo spettacolo è parte di un progetto didattico ideato da suor Julia Bolton Holloway, esperta di letteratura italiana medievale e attuale custode del Cimitero degli Inglesi di Firenze. Dall’Inferno al Paradiso, il panorama musicale dantesco è ricomposto seguendo precise tracce testuali, attingendo al repertorio gregoriano, alle polifonie dell’Ars Nova, alle Laudi, alle Cantigas de Santa Maria di Alfonso X, e comunque a tutti quegli autori e a quei brani appartenenti al periodo storico in cui è vissuto Dante. A condurci per mano in questo excursus, sollecitato dall’occasione dei 750 anni dalla nascita di Dante, sarà l’Ensemble San Felice, gruppo strumentale e corale guidato dal suo fondatore Federico Bardazzi, che affiancherà l’esecuzione dei brani (con la partecipazione delle voci bianche dei Pueri Cantores della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Sarzana) alla recitazione dei versi danteschi affidata ad un attore, mentre le didascalie esplicative saranno lette dall’attrice e autrice di teatro Cristina Borgogni. Una vera e propria coreografia di immagini farà poi da cornice allo spettacolo, grazie ad alcuni maxischermi allestiti in piazza San Giovanni dove saranno proiettate immagini legate alla Divina Commedia e ai luoghi (fra i quali il Battistero), che hanno ispirato Dante.

Fonte: Comunicato stampa
A Firenze torna «O Flos Colende», musica sacra in Cattedrale
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento