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Badia a Passignano, il restauro fa risplendere l’antica Cappella dei Pesci

Domenica 14 giugno l’inaugurazione del restauro della cappella realizzata nel sedicesimo secolo e legata alla figura e alla vita di San Giovanni Gualberto. Anche un tour alle tre cappelle aperte in via straordinaria

Badia a Passignano, il restauro fa risplendere l’antica Cappella dei Pesci

Ancora una volta la storia di Badia a Passignano, custode millenaria di conoscenza e fede, si ritrova a dialogare con la contemporaneità. E’ nei tesori dell’architettura e nello stretto e atavico rapporto che lega l’uomo all’acqua e alle tradizioni religiose e popolari delle antiche sorgenti che trova lo spazio per raccontarsi, ‘tradita’ non di rado dai particolari che ancora oggi la rendono voce viva e narrante. Parlano come un libro aperto i mattoni disposti a squame di pesce sulla cupola della Cappella dei Pesci, quei dettagli significativi che nascondono la miscela di storia e leggenda che richiama alle origini del prestigioso edificio religioso.

Uno dei tre luoghi simbolo del patrimonio storico religioso di Badia a Passignano alla figura di San Giovanni Gualberto dove nel 1050, in occasione della visita di papa Leone X che decise di fermarsi nel monastero vallombrosano, avvenne il miracolo dei pesci. Il santo fondatore della Congregazione Vallombrosana ordinò ad alcuni fratelli conversi di andare a pescare alla fonte di Camugnana, a 2 Km dall’abbazia, in un luogo in cui non si era mai visto un pesce. Di pesci invece ne trovarono ben due, due grossi lucci, come racconta il biografo del santo Andrea di Parma, che i monaci poi servirono con soddisfazione al papa. Ma l’acqua di Badia non era nota solo per la sua fecondità. La fonte era miracolosa, guariva i malati, anche terminali. Fu uno di questi, Don Jacopo Mindria da Bibbiena, a testimoniare la sua guarigione e, a titolo di ringraziamento, fece costruire nel 1510 la Cappella dei Pesci.

A distanza di secoli la Cappella torna a far parlare di sé e del suo antico legame che la unisce alla vita e alla storia di San Giovanni Gualberto (1000 - 1073), patrono dei Forestali d’Italia, e ai monaci vallombrosani. Arte, fede e cultura si intrecciano nel progetto di valorizzazione, tutela e riscoperta dell’edificio religioso che fu ristrutturato nel 1798. Dal passato la Cappella si traghetta verso il presente proponendosi come inedito percorso di fede, inserito nel patrimonio naturalistico di Badia a Passignano, grazie all’intervento di restauro conservativo eseguito dai Lions Club Barberino Montelibertas in collaborazione con il Comune di Tavarnelle, don Lorenzo Russo e l’ordine dei monaci vallombrosani, la famiglia Fara proprietaria della cappella e ChiantiBanca. L’opera di restauro della ha previsto il consolidamento dell’edificio, oltre alla realizzazione di alcune opere di bonifica del terreno circostante e al ripristino del percorso della fonte che porta l’acqua all’antica vasca sotto l’altare.

“Con queste opere di risanamento e restauro – commenta Francesco Nesi, presidente di Lions Club Montelibertas - che abbiamo fatto coincidere con le celebrazioni del ventennale del nostro Lions, l’acqua è tornata a sgorgare dalla sorgente miracolosa; il service, con il quale si chiude l’anno, è importante non solo per il lavoro di restauro che ha interessato l’edificio e la sua area esterna ma anche perché la Cappella è stata restituita all’antica abbazia che potrà occuparsene ed aprirla alla fruizione di fedeli, pellegrini e turisti. Per questo ringraziamo di cuore la famiglia proprietaria e la signora Lucia Fara senza la cui generosità il progetto non avrebbe potuto compiersi”.

“L’intervento di restauro della cappella dei Pesci – spiega il sindaco David Baroncelli - e le opere connesse sono uno degli esempi più significativi dell’impegno condiviso nella valorizzazione dell’area di Badia per il quale siamo profondamente grati ai Lions. I nostri obiettivi convergono verso la riscoperta di una figura centrale della storia medievale: San Giovanni Gualberto, un santo che deve a Tavarnelle le sue origini e Tavarnelle ricambia portando traccia dei suoi ideali monastici, della sua presenza così profonda tra i boschi e i giardini naturali di Badia. Il santo è la figura sulla quale puntiamo per il rilancio culturale, religioso, ambientale di tutta l’area. E’ il nostro fiore all’occhiello, è la storia tutta tavarnellina che permette di investire sulle origini millenarie dell’Abbazia e di quella che ci apprestiamo ad inaugurare come area protetta per la quale il centro culturale e spirituale di Badia ha svolto un ruolo importante”.

“La Cappella - aggiunge il vicesindaco Davide Venturini - segna la vita, i luoghi e le tradizioni popolari di San Giovanni, in un’area di particolare pregio del nostro territorio in cui la memoria storica si fonde al patrimonio naturalistico e al ruolo intimamente culturale del Chianti. Ogni segno lasciato dalla mano del primo forestale d’Italia abita l’area che oggi si presenta particolarmente ricca e di interesse scientifico anche sotto il profilo della biodiversità. Il nostro obiettivo è quello di riscoprire l’intera area sotto il profilo turistico e ambientale e di renderla più aperta, accessibile, fruibile, valorizzata sia come bene culturale sia come risorsa fondamentale per il rilancio promozionale e turistico di Tavarnelle e del suo territorio attraverso l’arricchimento di una rete sentieristica attrezzata e corredata di pannelli informativi che descrivono e informano sulle peculiarità storiche e floro-faunistiche presenti lungo i vari siti dell’area protetta. Un ringraziamento particolare per l’opera di restauro al Lions Club Barberino Montelibertas che da anni contribuisce alla crescita culturale del nostro territorio promuovendo le finalità del Comune e i tesori del patrimonio culturale di Tavarnelle e dell’intera area del Chianti”.

Al santo è dedicata anche la riedizione del volume “Le cappelle di Badia a Passignano”, realizzata dai Lions Club Barberino Montelibertas. Il volume ripercorre la storia e illustra le caratteristiche architettoniche delle altre due cappelle legate a San Giovanni Gualberto: la Cappella di Sant’Andrea a Poggio al Vento e la Cappella dell’Abate.

Domenica 14 giugno, in occasione della presentazione pubblica dell’opera di restauro, sarà possibile effettuare una visita itinerante alle tre cappelle che saranno aperte in via straordinaria dalle ore 15. Alle 16 dal parcheggio pubblico di Badia si muoverà la Processione, con il reliquario di San Giovanni Gualberto, in direzione della Cappella dei Pesci dove sarà celebrata la Santa Messa alle ore 17. Seguirà alle ore 18,30 la presentazione dell’intervento di restauro nella sala conferenze della Foresteria di Badia a Passignano.

Fonte: Comunicato stampa
Badia a Passignano, il restauro fa risplendere l’antica Cappella dei Pesci
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