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Biblioteca Vaticana, accordo per digitalizzare i manoscritti

«Una vera opera a favore della conservazione e della divulgazione della conoscenza, a servizio della cultura per tutto il mondo». Così monsignor Cesare Pasini, prefetto della Biblioteca apostolica vaticana, ha definito l'accordo tra quest'ultima e la «Ntt Data» per la digitalizzazione, per ora, di tremila manoscritti.

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«Digitalizzare gli 82mila manoscritti della Biblioteca apostolica vaticana è un compito che ci siamo assunti ormai da anni», ha ricordato il prefetto, definendo quello attuale «Un progetto d'insieme per l'intera, immensa mole dei nostri manoscritti, che potrà giungere a digitalizzare 40 milioni di pagine e 43 peta byte. Con i tremila manoscritti previsti nella prima fase di collaborazione con Ntt, potremo raggiungere, fra quattro anni, la cifra di 15mila manoscritti complessivamente digitalizzati». La novità dell'accordo, ha spiegato mons. Pasini, sta nel fatto che Ntt «ha colto e condiviso l'impostazione del progetto, le sue scelte di fondo, sia per quanto riguarda il formato di conservazione, sia per le tecnologie scelte e per i dispositivi di acquisizione, sia per le severe linee guida adottate nei processi di acquisizione, sia per la formazione del personale coinvolto».

Il questa fase iniziale - ha precisato mons. Pasini andando nel dettaglio - l'accordo prevede la digitalizzazione di tremila manoscritti in un periodo di quattro anni, per un totale di circa un milione e mezzo di pagine e per una capienza di 2.3 peta byte di archiviazione, utilizzando fino a cinque scanner contemporaneamente. Il personale di Ntt sarà sotto la supervisione di personale specializzato della Biblioteca Vaticana, a cui competerà anche «la vigile certificazione della qualità di conservazione dei dati acquisiti nonché della formazione necessaria a ogni operatore». Ntt Data, ha proseguito il prefetto, si occuperà anche della pubblicazione via web dei manoscritti digitalizzati, «rendendoli visibili gratuitamente a una risoluzione accettabile in tutto il mondo». Al termine di quattro anni, ha concluso mons. Pasini, il progetto prevede «una ulteriore, impegnativa fase» che potrà riguardare l'intera realtà degli 82mila manoscritti conservati nella Biblioteca, fondata a metà del Quattrocento da Papa Niccolò V.

Fonte: Sir
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