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Castelnuovo Berardenga: la Prima Guerra Mondiale raccontata dal grande cinema

Quattro grandi autori del cinema italiano ed europeo: Mario Monicelli, Francesco Rosi, Ermanno Olmi e Jean-Pierre Jeunet, raccontano la Prima Guerra Mondiale e lo spazio geografico e ideale rappresentato da tutti quei territori di trincea che nella nostra memoria sono la testimonianza viva del terribile tributo di sangue e fango all’origine della nascita dell’Europa moderna.

Percorsi: Cinema
Castelnuovo Berardenga: la Prima Guerra Mondiale raccontata dal grande cinema

Quattro proiezioni - ad ingresso gratuito - che danno vita alla rassegna «Paesaggi di Confine. La prima guerra mondiale nel cinema europeo», curata dall’Associazione Visionaria con il Comune di Castelnuovo Berardenga (SI) in collaborazione con Fondazione Musei Senesi e Museo del paesaggio di Castelnuovo Berardenga, che apre i battenti domani, giovedì 21 maggio, alle 21.30 all’Auditorium di Villa Chigi per proseguire poi con altri appuntamenti il 23, 28 e 30 maggio.

«Il paesaggio di confine per come lo immaginiamo noi figli del Novecento è sempre un paesaggio lacerato o abbandonato di fretta - spiega Giuseppe Gori Savellini che cura la rassegna per Visionaria - Un tempo non era così, il Chianti era territorio di confine tra due ricche potenze toscane (Siena e Firenze) e questo gli ha permesso di prosperare ed arrivare a noi oggi come uno dei luoghi più belli e celebrati del mondo. Pur essendo al centro del Chianti storico, a Castelnuovo Berardenga, non è di questo “territorio di confine” che vogliamo parlare, ma del confine conteso un secolo fa. Un confine che si spostava di chilometri in pochi mesi e dove ogni metro conquistato o perduto era disseminato di morte».

Le pellicole scelte per la rassegna che non a caso arriva a cento anni di distanza dall’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale, sono capolavori assoluti, stelle luminose nell’universo cinematografico. «La Grande Guerra» del maestro Mario Monicelli in programma domani è un film che non invecchia, vincitore del Leone d’Oro al festival di Venezia ad ex aequo con il grande Rossellini; «Uomini contro» di Francesco Rosi (scomparso pochi mesi fa), un film che è un atto d’accusa sull’uso del potere e dei rapporti di forza, in programma sabato 23 maggio. «Una lunga domenica di passioni» di Jean-Pierre Jeunet, il kolossal francese in programma giovedì 28 maggio, che ci mostra l’assurdità della guerra tra realismo e oniricità. Gran finale con «Torneranno i prati», l’ultima fatica poetica e dolorosamente realista di Ermanno Olmi la cui proiezione è prevista sabato 30 maggio con una bel antipasto alle ore 18,30 al Museo del Paesaggio con «Memorie e lettere della Grande Guerra», letture sceniche a cura di Silvia Priscilla Bruni. «Questi film - conclude Gori Savellini - hanno saputo raccontare quanto sangue, quanto fango e quante lacrime, ma anche quante risate, speranza e visionarietà ci siano in una terra di confine».

PROGRAMMA 

Giovedì 21 Maggio, ore 21,30

La grande guerra di Mario Monicelli

1959, 135', con Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Silvana Mangano

Il romano Oreste Jacovacci e il milanese Giovanni Busacca si conoscono durante la chiamata alle armi della prima guerra mondiale. Oreste in quell'occasione promette a Giovanni di farlo riformare in cambio di denaro, ma lo inganna. I due si rincontrano sul treno per il fronte: dopo l'ira iniziale di Giovanni, finiscono per simpatizzare e per divenire amici. Seppure di carattere completamente diverso sono uniti dalla mancanza di qualsiasi ideale e dalla volontà di evitare ogni pericolo e uscire indenni dalla guerra.

 

Sabato 23 Maggio, ore 21,30

Uomini contro di Francesco Rosi

1970, 105', con Gian Maria Volontè

Altopiano di Asiago tra il 1916 e il 1917. Un giovane tenente interventista partecipa al primo conflitto mondiale e, a poco a poco, assistendo alle follie di un generale e agli inutili macelli, comprende l'assurdità della guerra. Finirà fucilato per aver coperto i suoi uomini, responsabili d'ammutinamento. Tratto dal libro «Un anno sull'altipiano» (1938) di Emilio Lussu (1890-1975). 

 

Giovedì 28 Maggio, ore 21,30

Una lunga domenica di passioni di Jean-Pierre Jeunet

2004, 134' con Dominique Pinon e Audrey Tautou

La vicenda è quella della sognatrice Mathilde che non si rassegna alla condanna a morte del fidanzato ucciso dai commilitoni – durante la prima guerra mondiale – e in maniera ossessiva cerca gli indizi che la conducano a ritrovarlo. Si sposterà dal suo paesino alla scoperta di una Parigi favolosa, con i colori vivaci di Place de l'Opéra e del Trocadero, tra preti che conoscono mezze verità, prostitute vendicative e avvocati che faticano ad essere avidi; tornerà al suo paese in preda allo sconforto, scoprirà un altro indizio e ripartirà per Parigi. 

 

Sabato 30 Maggio

ore 18,30 al Museo del Paesaggio

Memorie e lettere della Grande Guerra, letture sceniche a cura di Silvia Priscilla Bruni

con aperitivo e ristoro

 

ore 21,30 all'Auditorium di Villa Chigi

Torneranno i prati di Ermanno Olmi

2014, 80', con Claudio Santamaria

In un avamposto d'alta quota, verso la fine della prima guerra mondiale, un gruppo di militari combatte a pochi metri di distanza dalla trincea austriaca, «così vicina che pare di udire il loro respiro». Intorno, solo neve e silenzio. Dentro, il freddo, la paura, la stanchezza, la rassegnazione. E gli ordini insensati che arrivano da qualche scrivania  lontana, al caldo. Ordini telefonati che mandano i soldati a farsi impallinare come tordi.

Fonte: Comunicato stampa
Castelnuovo Berardenga: la Prima Guerra Mondiale raccontata dal grande cinema
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