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Fondazione Zancan: «Il 56% dei 15enni vittima di bullismo negli ultimi 6 mesi»

A quindici anni, un ragazzo su due (56%) dichiara di aver subìto almeno una forma di bullismo negli ultimi sei mesi mentre il 51% ammette di averne compiute. Le forme più comuni sono di tipo verbale. Inoltre, il 16% è stato infastidito attraverso il computer o il cellulare (cyberbullismo). È quanto emerge dalla quarta annualità dello studio longitudinale «Crescere» curato dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova i cui dati sono stati presentati oggi.

Computer e smartphone (Foto Sir)

Dall’indagine, effettuata coinvolgendo mille ragazzi residenti tra le provincie di Padova e Rovigo, emerge che per quanto riguarda la scuola, a più di un ragazzo su due piace «abbastanza», al 21% piace «molto». Per il 19% dei ragazzi invece, il giudizio è negativo («non piace tanto/per niente»). Per alcuni studenti la scuola è fonte di stress: il 10% si sente molto stressato per il lavoro che fa a scuola, il 39% «abbastanza», soprattutto come «utilità per trovare lavoro» (indicato nel 62% dei casi), ma anche per «avere un buon futuro», per «essere informato», per «non farsi prendere in giro», per «non farsi mettere i piedi in testa». Altri due aspetti presi in considerazione nello studio sono lo sport e la salute. Si evidenzia un calo della pratica sportiva con il progressivo innalzamento dell’età dei ragazzi. Con il crescere dell’età, poi, sempre meno ragazzi si dedicano allo sport agonistico: dagli 11 ai 15 anni si passa dal 59% al 46% con una perdita di 13 punti percentuali. Se si prendono in esame le categorie, lo sport è meno praticato tra le ragazze (67% contro il 74% dei maschi), tra gli stranieri (54%, rispetto al 74% dei ragazzi italiani) e tra gli studenti degli istituti professionali (57% contro l’81% dei liceali).

Dall'indagine emerge anche che quindicenni sono «sempre immersi nel virtuale, ma con un bisogno immenso di relazioni» e che il 70% guarda la tv ogni giorno, il 98% possiede uno smartphone; il 93% si collega a internet tutti i giorni, il 37% lo fa senza limiti di tempo o restrizioni di sorta da parte dei genitori. Per comunicare in rete usano Whatsapp (96%) e Instagram (72%) più di Facebook (50%). Inoltre, il 9% per cento gioca online a giochi in cui realmente si vincono o perdono soldi. E se «il 15% ci gioca, ma solo con monete virtuali» invece «uno su quattro ha provato qualche altro gioco d’azzardo (gratta e vinci, lotto, slot machine, totocalcio, scommesse sportive)». Per quanto riguarda il rapporto con la famiglia, 7 ragazzi su 10 dicono di ricevere l’aiuto morale e il sostegno di cui hanno bisogno; 8 su 10 sono convinti che la famiglia tenti realmente di aiutarli nelle difficoltà. «L’aspetto più critico – prosegue la nota – è però quello del dialogo: il 57% sa di poter parlare dei propri problemi in famiglia, un quarto è incerto (‘a volte sì a volte no’) e il 18% invece non è d’accordo». Complicato soprattutto il dialogo con il padre: per quasi metà dei ragazzi risulta «difficile/molto difficile» parlare con il padre di cose che preoccupano veramente. Invece, il legame con la madre è più forte perché «c’è meno imbarazzo a parlare dei propri problemi, perché cerca di essere comprensiva, aiuta a conoscersi meglio, si interessa maggiormente dei problemi». Sono comunque le relazioni, innanzitutto gli amici (40%) e poi in famiglia (20%), «la cosa più importante per essere felici».

Fonte: Sir
Fondazione Zancan: «Il 56% dei 15enni vittima di bullismo negli ultimi 6 mesi»
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