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La Via del Volto Santo adesso ha la sua guida

La variante alla Francigena attraverso la Garfagnana nella descrizione della guida ambientale Nino Guidi e dell’appassionato di storia e archeologia Oreste Verrini

Volto Santo di Lucca

C'è un antico labirinto scolpito sulla pietra all’interno della chiesa di San Pietro a Pontremoli. Un altro, analogo, lo si può ammirare sul pilastro aderente al campanile della cattedrale di Lucca, dov’è conservato uno dei più noti e maestosi crocifissi medievali con l’immagine del Christus triumphans. Simboli del pellegrinaggio e, al tempo stesso, della complessità del cammino alla ricerca della Verità, sembrano contrassegnare anche i luoghi di partenza e di arrivo di una delle più suggestive e interessanti varianti della Francigena, la via dedicata appunto al Volto Santo.

Di questo itinerario in nove tappe hanno recentemente scritto Nino Guidi (guida ambientale che ha percorso il cammino di Nikulas di Munkathvera dall’Islanda a Roma, di cui abbiamo già parlato in passato) e Oreste Verrini (appassionato di storia e archeologia), realizzando per i tipi della casa editrice «Le Lettere» una guida dalla veste spartana (con foto in bianco e nero e cartografia schematica), ma ricchissima di preziose indicazioni per il cammino e di tantissime curiosità sugli antichi luoghi attraversati.

La Via del Volto Santo, utilizzata in passato anche per evitare le zone malariche della costa, anziché percorrere la via litoranea attraverso Sarzana, Pietrasanta e Camaiore si dirige verso est ed entra in Garfagnana attraverso il Passo della Tea presso l’altipiano dell’Argegna, dove si trovano i ruderi dell’ospitale di San Nicolao. Comincia quindi a discendere la valle del Serchio fino a raggiungere la città e quindi lo stesso Volto Santo, meta ideale del pellegrinaggio.

Complessivamente, si tratta di un tracciato che non presenta difficoltà e che si svolge prevalentemente su mulattiere, sentieri e strade bianche, con qualche inevitabile passaggio su asfalto, in tratti caratterizzati da un bassissimo transito veicolare o tali comunque da garantire una buona sicurezza. Le tappe più impegnative sono la prima e l’ultima; l’ospitalità è garantita sia da strutture spartane che più confortevoli, indicate dettagliatamente al termine della scheda tecnica del percorso. Un’esperienza, quindi, da consigliare a tutti gli appassionati di cammini, senza necessariamente attendere la primavera: proprio l’autunno infatti, con i suoi colori e, perché no, i suoi sapori potrebbe essere la stagione ideale per provarla.

Nino Guidi - Oreste Verrini, La Via del Volto Santo - A piedi in Lunigiana e Garfagnana, Le Lettere, pp. 160, euro 14,50, disponibile anche in inglese.

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