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La «voce del cuore» del tenore con il saio

Appartiene all’Ordine dei Frati minori di Assisi, risiede alla Porziuncola, indossa gli stessi panni dei suoi confratelli, ma la voce no, quella è unica, che lo distingue da tutti gli altri. E proprio lui, il trentaquattrenne Alessandro Brustenghi, tenore, alias «La Voce di Assisi» dal titolo del suo primo cd, il prossimo 5 aprile terrà un concerto, molto atteso, al Teatro Verdi di Firenze. (video intervista)

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Frate Alessandro nell'intervista a Toscana Oggi

Alessandro, sei stato definito «il tenore per conto di Dio», ma in che modo la tua vita si è intrecciata con la musica e con la scelta di farti frate?

«Fa parte proprio della nostra missione. Francesco voleva che i frati andassero due a due in giro per il mondo a predicare il Vangelo ognuno con il proprio talento e le proprie capacità. E questo è quello che ci viene domandato. Quando mi hanno chiesto di registrare il cd “La voce di Assisi” con la conseguente promozione, i viaggi ecc., un po’ mi sono sentito scombussolato, ma ho pensato anche alla missione. Questa è missione, ecco come si conciliano le cose, in realtà la musica non è contrastante con la mia vocazione ma la realizza ulteriormente».

Tu hai alle spalle una storia incredibile, di ricerca interiore e sofferenza. C’è stato anche un momento in cui avevi deciso di smettere di cantare e chiedesti un segno a cui fu data subito risposta...

«Sì, avevo deciso di smettere perché non vedevo sbocchi, volevo una vita molto più semplice, per me il canto era un problema perché rappresentava un peso, un talento che era quasi una responsabilità. Volevo dedicarmi più alla preghiera, al lavoro manuale, per questo avevo deciso di smettere. Ma proprio dopo aver cantato per quella che consideravo l’ultima volta durante una preghiera in Porziuncola un uomo mi prese da una parte e mi disse: “Quando hai aperto bocca ho sentito un brivido in tutto il corpo perché Dio a te ha dato la voce del cuore”. Questo mi colpì molto e pensai che forse Dio non voleva che smettessi di cantare. E allora ho continuato».

Al Verdi ti esibirai con l’Ensemble symphony orchestra, diretta da Giacomo Loprieno e nata in seno all’orchestra sinfonica di Massa e Carrara. Cosa avete in serbo per il pubblico?

«Sarà una serata tesa un po’ ad accarezzare le orecchie, un po’ ad arrivare al pubblico ma ci sarà anche musica seria, vera. Sentiremo la grande arte dell’orchestra, sarà un’occasione per condividere con altri musicisti la ricchezza della musica e del canto, il mio sarà un repertorio di musica sacra con brani conosciuti e con altri che non ho mai cantato».

Sei timido, riservato, ma hai la fama di un personaggio pubblico a tutti gli effetti. Tu sei il primo frate nella storia della musica ad aver firmato un contratto con la Decca, l’etichetta di Pavarotti, un’autorità in fatto di musica classica ed operistica. Come gestisci la celebrità?

«È una cosa che io non ho mai cercato, sono un tipo piuttosto timido, è vero, ma quando prendo un po’ di confidenza divento anche un grande amicone, mi fa piacere stare con la gente, la fraternità è dentro di me. Certamente faccio fatica a relazionarmi con il pubblico, non riesco mai a dare tanto ai concerti anche per questo motivo, perché li vivo con ansia e paura. Forse in parte anche come una sfida per andare oltre me stesso. La fama e la popolarità sono uno strumento per rendere famoso non tanto me ma l’amore di Dio per cui se servono a questo ben vengano per me sarà una piccola croce ma le croci servono per la Risurrezione».

So che tu hai una passione particolare per Michael Jackson e per Bach, che conosci e hai studiato anche in modo approfondito...

«Anche se apparentemente sono due figure non molto simili, in realtà hanno molte cose in comune. Ho avuto questa passione fin da quando ero bambino e avevo 9 anni. Ciò che mi ha colpito alla fine è stato l’aspetto spirituale perché entrambi riconoscevano in Dio la fonte della loro musica. Può sembrare strano, di Michael Jackson si conoscono solo rumors e notizie negative molte delle quali false. Se lo si conosce bene infatti si capisce come sia stato una persona di grande sensibilità e di fede, un uomo che pregava costantemente».

Il ricavato dei tuoi concerti viene sempre destinato alle attività dei Frati minori di Assisi. E sarà così anche per il concerto al Verdi...

«Noi abbiamo un ufficio missionario e con i concerti sosteniamo le nostre missioni. Abbiamo diversi progetti in Kazakistan, Congo, Nicaragua e già ne sono partiti altri. È un modo per sostenere le missioni soprattutto in un momento di crisi economica».

Appuntamento a Firenze il 5 aprile

Frate Alessandro Brustenghi con la Ensemble Symphony orchestra diretta da Giacomo Loprieno si esibisce al Teatro Verdi di Firenze sabato 5 aprile alle 20,45. Il concerto, di cui il Verdi ospita la prima nazionale, sarà replicato il 7 aprile al Teatro Nazionale di Milano e il 14 maggio al Teatro Brancaccio a Roma.

Dopo il successo di «La Voce di Assisi» con oltre 35 mila copie vendute in Italia e una lunga permanenza nelle classifiche pop in vari Paesi, frate Alessandro è tornato con un nuovo cd, «Tu scendi dalle stelle», una splendida raccolta di canzoni natalizie, che faranno parte del suo repertorio nei tre eccezionali concerti di Firenze, Milano e Roma.

Prevendita:
Cassa Teatro Verdi, via Ghibellina, tel. 055-212320 (da lunedì a sabato 10-13 e 16-19).
Box Office sede centrale, via delle Vecchie Carceri, 1, tel. 055-210804 (da lunedì a venerdì 9,30-19; sabato 9,30-14).
Circuito regionale Box Office, elenco completo dei punti vendita su www.boxofficetoscana.it
vendita online: www.teatroverdionline.it
Info: 055-212320/213496.

La «voce del cuore» del tenore con il saio
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