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Libri: presentato a Firenze «Storia del Kuwait»

«Un’area di delicatezza estrema, quella del Kuwait, a causa della crisi nel Medio Oriente, delle aspirazioni nucleari dell’Iran e dei rischi di dissoluzione irachena». E’ quanto affermato dal presidente dell’associazione Italia-Kuwait, Pier Andrea Vanni, nel corso della presentazione

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Parole chiave: kuwait (2)

«Un’area di delicatezza estrema, quella del Kuwait, a causa della crisi nel Medio Oriente, delle aspirazioni nucleari dell’Iran e dei rischi di dissoluzione irachena. Un piccolo grande paese che funge però da ponte tra l’Europa e il mondo arabo. Sconosciuto prima del 2 agosto 1990. Sconosciuto prima dell’apoteosi mediatica della Tempesta del Deserto». E’ quanto affermato dal presidente dell’associazione Italia-Kuwait, Pier Andrea Vanni, nel corso della presentazione del libro «Storia del Kuwait» di Stefano Beltrame, consigliere diplomatico del Governatore del Veneto Luca Zaia, che si è tenuta ieri all’Auditorium de La Nazione, alla presenza di numerosi ospiti tra cui Eugenio Giani, Jacopo Cellai e l’ex sindaco Giorgio Morales. Un testo, ha proseguito il professor Pierluigi Ballini, che permette di capire la storia, i limiti e le contraddizioni del Kuwait, attraverso i diari e le memorie degli ambasciatori. Molti sono i particolari svelati, come quello mediatico, a cui ha fatto riferimento il direttore de La Nazione, Gabriele Canè: «A dispetto delle continue dirette televisive che riproponevano i bombardamenti su Baghdad, la cosiddetta «prima guerra del villaggio globale» è stata uno dei conflitti meno visti in assoluto». Beltrame si è poi soffermato, in conclusione, sul nuovo ruolo acquisito dalla tv a partire dalla prima guerra del Golfo «durante la quale - ha dichiarato - ha dato avvio all’epoca della globalizzazione televisiva: l’era della CNN».

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