Cultura & Società

NOMADELFIA, CIAK AD AGOSTO PER IL FILM SU DON ZENO

La fraternità è legge, così sta scritto a Nomadelfia, la comunità cattolica a 4 km da Grosseto che vive secondo le regole del Vangelo, fondata nel 1931 da un vulcanico sacerdote emiliano, Don Zeno Saltini. Lunedì 20 agosto sarà battuto il primo ciak per le riprese della miniserie sulla figura di Don Zeno Saltini che sullo schermo di RaiUno sarà interpretato da Giulio Scarpati. La regia tv sarà di Gianluigi Calderone. Tutti i discorsi di don Zeno sono stati analizzati e molte testimonianze sono state ascoltate dagli sceneggiatori che da qualche tempo sono in contatto con gli «eredi» di Saltini a Nomadelfia che ancora oggi è una comunità attiva e fedele alle indicazioni del fondatore morto nel 1981. La produzione non esclude di girare anche dentro la cittadella dell’utopia – dove vivono oggi circa 50 famiglie, 350 persone – che mette ogni bene in comune, è disponibile ad accogliere bambini in affido, non comprende proprietà privata, non ammette la circolazione di denaro, lavora e studia all’interno di Nomadelfia. Lo stesso don Zeno, nato a Fossoli in Emilia nel 1900 da una famiglia di agricoltori benestanti, dopo aver detto la prima Messa nel 1931 accolse come figlio il piccolo Danilo, un ragazzo di 17 anni appena uscito dal carcere. Fu il primo di una serie di affidamenti di bambini abbandonati, arriveranno poi le prime mamme come Irene che nel ’41 si dice disposta ad accudire i piccoli «apostoli», come li chiama lui, mamma in vocazione, cui seguiranno papà e famiglie intere convinte all’utopia dell’uguaglianza, della povertà evangelica e soprattutto della fraternità. La vita di don Zeno sarà ricostruita sin dall’infanzia, dalla prima fondazione di Nomadelfia ospitata nell’ex campo di concentramento tedesco di Fossoli, poi sciolta e ricostruita nel grossetano, sullo sfondo della storia italiana dagli anni ’20 ai ’60.