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Padre Santilli e il cattolicesimo sociale: convegno a Firenze

Venerdì 27 maggio, alle 15,30, a Firenze, un convegno per ricordare il domenicano padre Reginaldo Santilli, nel 35° della sua morte.

Padre Reginaldo Santilli

Nel trentacinquesimo anniversario della sua scomparsa, Firenze ricorda la figura e l’opera del padre domenicano Reginaldo Santilli, per iniziativa del Collegamento Sociale Cristiano-Amici di Supplemento d’Anima. Il convegno si tiene venerdì 27 maggio a Firenze presso la «sala del turismo» (già Centro Cattolico di Studi Sociali), Piazza della Stazione n° 4/A  primo piano (lato caserma dei Carabinieri), con inizio alle ore 15.30.

Partecipano all’incontro, introdotto e guidato da Antonio Lovascio, direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi fiorentina: mons. Gastone Simoni, Vescovo emerito di Prato («Perché riflettere oggi su Padre Santilli»); Pier Luigi Ballini, docente di storia contemporanea dell’Università di Firenze («I cattolici toscani dall’anti fascismo alla Repubblica»); il Padre Vincenzo Caprara, Superiore del Convento di S. Domenco di Fiesole  («Da S. Tommaso d’Aquino alla dottrina sociale della Chiesa») e Angelo Passaleva, presidente CSC-SDA («Il Centro Cattolico di Studi Sociali: modello educativo e di impegno civico»). Il saluto dell’Arcidiocesi di Firenze sarà portato dal Vicario generale monsignor Andrea Bellandi.

La figura di padre Santilli, che per anni con monsignor Gastone Simoni ha guidato il Servizio ecclesiale toscano per i laici impegnati in politica e nel sociale, merita un posto di rilievo nella storia della Chiesa fiorentina dal 1935 al 1981. Dal 1939 al 1942 fu Priore di Santa Maria Novella.  Fin dal 1933 aveva espresso in articoli (e nel 1939 nella sua tesi di laurea) una forte critica all’ideologia razzista del Terzo Reich di Hitler; con altri sacerdoti e religiosi, insieme al card. Dalla Costa, salvò la vita a numerosi ebrei. Poi si occupò della formazione politico-culturale e sociologica dei giovani cattolici fiorentini, per mezzo della rivista «Vita Sociale», del Centro Cattolico di Studi Sociali che ospitò anche interventi di don Primo Mazzolari. Fondò una Scuola di Giornalismo e diede vita alle famose «Missioni volanti», i rosari e le «via Crucis» predicate per le strade dei paesi più «rossi» della nostra provincia e della Toscana.

Nel 1957 fu il revisore del primo libro di don Lorenzo Milani «Esperienze Pastorali»e dette al card. Dalla Costa il «nihil obstat» per l’imprimatur e la pubblicazione, poi ritirata dal commercio con decreto del Sant’Uffizio. In seguito diresse «L’Osservatore Toscano» e collaborò ad «Avvenire»; ricoprì l’incarico di Vicario episcopale per i laici: nel 1976 il suo intervento fu decisivo per convincere La Pira a ricandidarsi ed a ritornare in Parlamento. Dal card. Benelli fu nominato Teologo della Curia Arcivescovile. L’ultimo di importanti e impegnativi incarichi che però  non gli hanno mai impedito di lasciare l’insegnamento nelle scuole superiori fiorentine.

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