Cultura & Società
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Teatri del sacro: mons. Pompili, un potente antidoto alle derive riduttive

«In un momento in cui la partecipazione empatica tende a essere ridotta a meccanismi neuronali e la comunicazione a un passaggio d'informazione che può avvenire anche tra oggetti, il teatro rappresenta un potente antidoto, e dunque una riserva di libertà rispetto alle derive tecnocratiche e riduttive della comunicazione».

Percorsi: Lucca - Teatro
Parole chiave: teatri del sacro (3)

Così mons. Domenico Pompili, direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, è intervenuto questa mattina alla conferenza stampa di presentazione della terza edizione de «I teatri del sacro» (www.teatridelsacro.it), la rassegna teatrale sui temi della spiritualità promossa da Federgat, Fondazione comunicazione e cultura, Ufficio nazionale comunicazioni sociali e Servizio nazionale per il progetto culturale Cei, in collaborazione con Acec, che si svolgerà a Lucca dal 10 al 16 giugno 2013. Quella operata dal teatro, autentico «contrambiente formativo» capace di ritessere la «socialità perduta», è una «riforma dello sguardo - ha rimarcato mons. Pompili - che passa attraverso gli affetti oltre che i significati e i concetti». «Uno sguardo - ha precisato - capace di tenere insieme pathos e logos, più che mai necessario in un'epoca di dualismi che spinge verso l'astrazione tecnicizzante o verso la passione disordinata».

Mons. Pompili ha poi parlato della funzione del teatro, come «luogo peculiare della comunicazione corpo a corpo», e per questo «laboratorio dove sperimentare collettivamente ipotesi di soluzioni non individuali alle crisi sistemiche». Il perdono, la morte, la bellezza del creato, la passione dell'uomo, la mistica alcuni dei temi che saranno affrontati nella settimana lucchese attraverso 22 spettacoli che debutteranno in prima assoluta alla rassegna lucchese: un «corpo a corpo libero e sincero con le domande dello spirito», ha precisato Fabrizio Fiaschini, presidente Federgat presentando gli spettacoli in cartellone. Spettacoli molto diversi, ha detto Fiaschini, ma «uniti nell'urgenza di rispondere alle inquietudini e alle speranze del tempo presente». Non solo una vetrina ma un'esperienza da vivere con il pubblico: attivati per questa edizione due laboratori per spettatori in contemporanea alla rassegna. Dopo il debutto al festival, gli spettacoli saranno sostenuti nella circuitazione nei teatri nazionali e nelle oltre mille Sale della comunità diffuse sul territorio.

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