Dossier

2007, ecco le attese del mondo

di MARCO OLIVETTIIl 2007 annuncia alcune importanti scadenze per l’Europa e promette la maturazione di alcuni processi da tempo in corso negli altri continenti. EUROPAPer l’Europa l’anno si è aperto con un ulteriore allargamento, appendice di quello realizzatosi il 1° maggio 2004 con l’ingresso nell’Unione europea di 10 Stati dell’Europa centro-orientale. Dal 1° gennaio 2007 fanno parte dell’Unione due ulteriori Paesi ex comunisti: la Romania e la Bulgaria . Si tratta di un incremento consistente dal punto di vista della popolazione (oltre 30 milioni di nuovi cittadini europei). In particolare, la Romania diventa il 7° Paese dell’Unione per popolazione, ma è improbabile che con il reddito medio mensile di 260 euro dei suoi abitanti essa possa svolgere un ruolo attivo nell’Unione.

Il 2007 potrebbe riaprire anche il discorso sulla Costituzione europea: e la presidenza tedesca nel primo semestre dell’anno potrebbe dare all’Unione la leadership necessaria ad un rilancio. Ma il nuovo anno sarà soprattutto quello del cambio della guardia alla guida di due grandi Stati del continente, con la contestuale uscita di scena di due figure che hanno dominato la vita politica dell’ultimo decennio: Tony Blair e Jacques Chirac .

Le dimissioni di Blair dalla carica di Primo Ministro sono attese entro l’estate: nella annuale conferenza del partito laburista svoltasi lo scorso settembre il Premier ha annunciato che sarebbe stata l’ultima cui avrebbe partecipato come leader del partito. Blair non ha annunciato una data, ma il mese di aprile, in cui si compiranno dieci anni dal suo arrivo al n. 10 di Downing Street (un traguardo riuscito negli ultimi due secoli solo a Robert Liverpool e a Margaret Thatcher) potrebbe essere il momento giusto. Al suo posto andrà quasi certamente l’attuale Cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, che da anni si sta scaldando a bordopista. Il nuovo leader laburista, che gode di un enorme prestigio in Gran Bretagna, erediterà però un partito col fiato corto: dopo dieci anni di governo, il Labour Party arranca nei sondaggi con otto punti di ritardo rispetto ai conservatori di David Cameron.

In Francia l’ormai certa conclusione dell’era Chirac sarà segnata da un duello fra due cinquantenni, entrambi innovatori nel loro schieramento: il ministro dell’Interno Sarkozy, portabandiera di un neogollismo rinnovato, e la presidente socialista della Regione Poitou-Charantes, Segolène Royal. Entrambi i personaggi si sono segnalati per la propensione a rompere schemi di ragionamento consolidati e per qualche tendenza populista. A tutto ciò la Royal aggiungerà il pizzico di novità e di colore della prima seria candidatura femminile all’Eliseo.

Nel resto d’Europa non sono attesi appuntamenti elettorali di rilievo. Si voterà per rinnovare i parlamenti in Irlanda, Belgio (ove è nuovamente a rischio la sopravvivenza dello Stato nazionale), Finlandia, Svizzera, Croazia e, alle soglie del Continente, in Turchia. In Austria e in Olanda due lunghe crisi di governo post-elettorali potrebbero chiudersi con il ritorno alle urne, se i partiti non troveranno un accordo.

Il 2007 potrebbe essere un anno importante per due vecchi microconflitti europei: quello nord-irlandese – ove le istituzioni autonome potrebbero essere riattivate, dopo le elezioni parlamentari in calendario per il 7 marzo – e quello basco , anche se il cessate il fuoco annunciato dall’Eta la scorsa primavera è più che mai a rischio dopo il micro-attentato del 30 dicembre all’aeroporto di Madrid.

MEDIO ORIENTEIl Medio Oriente non smetterà di essere la spina nel fianco della politica internazionale. La ripresa del dialogo fra il governo israeliano di Ehud Olmert e il Presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen si intreccerà con lo scontro fra quest’ultimo e il governo di Haniya, il primo ministro di Hamas. Sul fronte libanese , dopo la guerra fra Israele ed Hezbollah dell’estate 2006 un conflitto ancor peggiore è in agguato: quello fra le due coalizioni (quella pro-siriana guidata da Hezbollah e quella antisiriana raccolta attorno al primo ministro Siniora) in cui è spaccato il Paese. Il rischio di una riedizione della guerra civile che dilaniò il Paese dei cedri dal 1976 al 1991 è davanti agli occhi di tutti ed è auspicabile che il suo ricordo abbia efficacia dissuasiva.

L’Iraq, libero ormai dallo spettro di Saddam Hussein, affronta un anno cruciale per capire se potrà sopravvivere come Stato o se l’attuale guerra civile fra sciiti e sunniti aprirà la via alla formazione di tre entità indipendenti a base curda, araba-sunnita e sciita. Un simile scenario potrebbe essere il vero big bang della politica medio-orientale, mettendo in discussione i confini artificiali della “mezzaluna fertile” e riaprendo sia la questione curda (specie in Turchia), sia quella arabo-persiana, nell’attuale confine irano-irakeno.

Anche nel 2007 la politica del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarà uno dei grandi capitoli di discussione. La corsa al nucleare irakena – assieme a quella della Corea del Nord – terrà aperto il delicato dossier della proliferazione nucleare. Resterà aperto anche il tema della cosiddetta guerra al terrore: fronti caldi di questa saranno il conflitto in Afghanistan e le vicende interne del Pakistan (soprattutto nelle zone tribali al confine afgano).

ASIA E OCEANIASe il secolo ora enunciato sarà il momento dell’Asia, occorrerà non distogliere gli occhi da India e Cina , le due grandi potenze in formazione. Esse avranno sempre più un ruolo globale non solo dal punto di vista economico, ma anche politico, rappresentando due modelli diversi, e quasi contrapposti, per l’Asia di domani.

Passata la luna di miele che ha seguito la sua ascesa al potere, il 2007 sarà un anno decisivo per il nuovo primo ministro conservatore giapponese, Shinzo Abe , fautore del superamento del pacifismo imposto al Sol Levante dalla Costituzione del 1946 e favorevole ad un ruolo più assertivo del suo Paese in Asia, specie di fronte alla minaccia nucleare nord-coreana.

I militari che hanno preso il potere in Thailandia nello scorso settembre dovrebbero restituire il potere ai civili già nel corso dell’anno, mettendo così fine ad una parentesi inquietante, che interrompe una promettente transizione democratica.

Agli antipodi tornerà alle urne l’Australia , ove il primo ministro John Howard potrebbe cercare il quinto mandato elettorale o cedere il passo al suo ministro del tesoro, Costello. Con la sua leadership è in discussione il modello di una Australia assertiva sullo scacchiere dell’Asia meridionale e del Pacifico, ove Howard è stato uno dei più stretti alleati di Bush.

AMERICADopo la lunga serie di processi elettorali del 2006 (in vari Stati latino americani, ma anche in Canada e negli Stati Uniti), il 2007 potrebbe essere un anno interlocutorio per il continente americano. Negli Stati Uniti cominceranno a delinearsi i tratti della corsa alla successione di George W. Bush alla Casa Bianca, mentre il Presidente dovrà fare i conti con la nuova maggioranza democratica nel Congresso, cercare una via d’uscita dal pantano irakeno e lavorare per un modus vivendi con i sempre più numerosi nemici che sono saliti al potere negli scorsi anni in America Latina. Il suo avversario principale, il Presidente venezuelano Hugo Chavez, continuerà a svolgere un ruolo da protagonista, soppiantando ormai Fidel Castro come incubo numero uno dell’amministrazione Usa a sud del Rio Grande. Le sole elezioni importanti nell’anno in corso saranno quelle previste in Argentina, ove il peronista Nestor Kirchner cercherà la rielezione, fronteggiato forse da un rivale del suo stesso partito.

In Canada, invece, il primo ministro conservatore Stephen Harper dovrà dimostrare di avere il consenso per continuare a governare il Paese, che guida – con un esecutivo di minoranza – dal febbraio 2006. Il nuovo leader dell’opposizione liberale, Stephane Dion (eletto il 2 dicembre), potrebbe lanciargli una sfida, costringendolo ad elezioni anticipate, già nel nuovo anno, ma non è da escludere che le elezioni slittino al 2008. Dion si muove sotto i migliori auspici cabalistici: tutti i suoi predecessori alla guida del suo partito (salvo uno, a fine ottocento) sono stati prima o poi Primi Ministri.

AFRICAIl continente nero rischia di attraversare anche il 2007 come fonte solo di problemi e senza segni di speranza. Mentre sembra ridursi il conflitto in Congo – dopo le elezioni del 2006 – i due principali focolai di guerra restano il Darfur e la Somalia, cui si aggiungono – per ora in tono minore – l’Uganda, la Costa d’Avorio, le tensioni tra Eritrea ed Etiopia, e le inquietudini che attraversano la Nigeria (gigante africano con i suoi quasi cento milioni di abitanti). Proprio le elezioni nigeriane saranno il grande evento politico atteso nel nuovo anno, con la successione al Presidente Olesegun Obasanjo, che conclude il suo secondo mandato. Se la successione si realizzerà, sarà il primo passaggio di poteri fra due presidenti eletti democraticamente nella quarantennale storia del Paese. Oltre che in Nigeria si voterà anche in Senegal, ove a 81 anni il Presidente Abdoulaye Wade cercherà un secondo mandato. La sottoalimentazione, la depressione economica, l’avanzata dell’Islam nell’Africa centrale e la diffusione dell’Aids nella parte meridionale del continente saranno fra i grandi temi del 2007 africano. Giornate internazionali Le Nazioni Unite promuovono nel proprio “calendario d’azione” i seguenti “decenni”: 2001/2010 – Decennio internazionale per eliminare la malaria nei Paesi in via di sviluppo, in modo particolare in Africa; 2001/2010 – Secondo Decennio internazionale per sradicare il colonialismo; 2001/2010 – Decennio internazionale per una cultura di pace e di non-violenza per i bambini del mondo; 2003/2012 – Decennio internazionale per l’alfabetizzazione: l’istruzione per tutti; 2005/2014 – Decennio internazionale dell’educazione per lo sviluppo sostenibile; 2005/2015 – Decennio internazionale per l’azione, “L’acqua per la vita”. Per informazioni sui principali eventi delle Nazioni Unite nel 2007:  www.un.org/events .

Per quanto riguarda l’Unione europea, la Commissione Ue ha proclamato il 2007 “Anno europeo per le pari opportunità” (info: http://ec.europa.eu/employment_social/equality2007/index_en.htm )

FEBBRAIO21 – Giornata internazionale della lingua madre MARZO8 – Giornata internazionale della donna21 – Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale22 – Giornata internazionale per l’acqua23 – Giornata meteorologica internazionale APRILE7 – Giornata internazionale per la salute MAGGIO3 – Giornata internazionale della libertà di stampa15 – Giornata internazionale delle famiglie17 – Giornata internazionale delle telecomunicazioni31 – Giornata internazionale contro il fumo GIUGNO4 – Giornata internazionale del bambino vittima innocente delle aggressioni5 – Giornata internazionale dell’ambiente26 – Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga LUGLIO11 – Giornata internazionale della popolazione SETTEMBRE8 – Giornata internazionale dell’alfabetizzazioneTerzo martedì – Giornata internazionale della pace Ultima settimana – Giornata marittima internazionale OTTOBRE1 – Giornata internazionale dell’anzianoPrimo lunedì – Giornata internazionale dell’habitat 9 – Giornata internazionale della posta13 – Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali16 – Giornata internazionale dell’alimentazione24 – Giornata internazionale dell’ONU24 – Giornata internazionale dell’informazione sullo sviluppo24/30 – Settimana del disarmo e dello sviluppo NOVEMBRE9/14 – Settimana internazionale per la scienza e la pace20 – Giornata dell’industrializzazione dell’Africa20 – Giornata internazionale del bambino 29 – Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese DICEMBRE1 – Giornata internazionale dell’Aids3 – Giornata internazionale dei disabili5 – Giornata internazionale dei volontari per lo sviluppo economico e sociale10 – Giornata internazionale dei diritti umani 18 – Giornata internazionale sull’immigrazione19 – Giornata delle Nazioni Unite dedicata alla Cooperazione tra gli Stati del Sud del mondo