Giorgio La Pira
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Un testo indedito del Professore, tratto da un discorso ai giovani del 1972

Inedito: Giorgio La Pira, «Ragazzi, ecco i quattro motivi per cui credo»

Il settimanale Toscanaoggi ha pubblicato sul numero 29 del 28 luglio 2013, un testo inedito di Giorgio La Pira. E' parte della trascrizione del discorso che il Professore fece ai giovani del Villaggio La Vela di Castiglion della Pescaia nell'agosto del 1972.

Percorsi: Giorgio La Pira - Giovani
Giorgio La Pira tra i giovani del Villaggio La Vela nel 1972

Nell’agosto del 1972, come era solito fare ormai da diversi anni, Giorgio La Pira fece visita al Campo «giovani» (riservato ai più grandi) che l’amico Pino Arpioni organizzava al «Villaggio La Vela» di Castiglione della Pescaia (Gr). Durante quell’incontro, svoltosi all’aperto, alla pista del go-kart, il professore parlò a braccio, spiegando ai giovani cosa significava per lui essere cristiano. L’incontro venne registrato e quindi trascritto, ma è rimasto finora inedito, conservato in una cartellina dell’archivio dell’Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira». Ne riproniamo ampi stralci così com’è, senza esser stato rivisto dall’autore.

Il Professore era un grande oratore. Sapeva conquistare l’uditorio, sia che avesse davanti i poveri della Messa di San Procolo, o il Soviet supremo dell’Urss. Parlava non solo con le parole, ma anche con quel suo gesticolare, con quei suoi sorrisi, con la gioia che riusciva a comunicare.

Il fatto che questi ragazzi vengono e sono attenti, è un discorso grosso. Se tu gli dici: «ragazzi che cos’è la Chiesa? Che cos’è il cristianesimo?» Li lanci in una avventura gigantesca. Ragazzi che sono disposti a questo mentre potrebbero andare a fare delle passeggiate… Il fatto che non siano annoiati da temi di questa levatura, cioè i massimi temi della storia contemporanea, è molto bello.[…]

Il fatto del mondo. Ho iniziato a leggere un libro «Chiesa e struttura politica del cristianesimo primitivo». Mi ha incantato. […] Quando Gesù nasce chi c’era? Augusto. Cosa aveva concluso? Aveva unificato il mondo, aveva censito il mondo. Quindi il punto della storia di quel momento è un punto di grande maturità della storia umana, è una cosa enorme. Per effetto del suo censimento [Gesù] nasce a Betlemme. Tutto il mondo è pacificato allora. […] Quando Gesù nasce il mondo politicamente, scientificamente, tecnicamente è preparato per accogliere l’evento del mondo, il fatto del mondo. Qual è il fatto del mondo? La nascita di Cristo e l’anno 1 nel tempo di Augusto, c’è poco da fare. Tu non puoi staccarlo da questo contesto, tanto più che se si riflette fino in fondo, Gesù ebbe una immensa simpatia per l’impero romano, reale, lo vide come lo strumento della sua azione nel mondo e come un grande disegno. Lo vide chiaramente, lo comunicò agli apostoli. In maniera più speciale lo manifestò a San Paolo, lo scelse apposta: aveva una grandissima cultura in lettere, era un vero ebreo, perché il suo paese Tarso era un grande centro di cultura romana. Ed era originariamente cittadino romano. Avere la cittadinanza romana in quel tempo era una gran cosa. Ed era un magnifico persecutore. Gesù disse: «questo va per me» e lo scelse in funzione della conquista dell’impero romano. […]

La mia carta d’identità. Ora qual è la mia carta d’identità? […] Io sono cattolico per via di quattro cose: primo perché credo come ha creduto San Pietro a Cesarea, quando ha detto: «Tu sei il Cristo e in te vedo il Messia». Quindi la prima fondamentale verità che io porto in quanto cattolico, è il fatto che io credo in Cristo messia. E che significa un Cristo messia? Il discorso è lungo: è il centro di gravità del mondo. Esiste un firmamento? Questo firmamento che è spettacolare, ha un centro di gravità? Io penso di sì. Potrebbe sussistere un cosmo senza centri successivi di gravità e un centro di tutti i centri di gravità? Questa è matematica. L’esistenza del cosmo esige l’esistenza di un centro gravitazionale. Tutto l’ordine cosmico gravita intorno a questo centro. Ora quando dico «io credo in Cristo messia», che è poi nato, vissuto, crocifisso e risorto, io indico che credo in un punto che è il centro di tutte le cose, di tutta la storia e di tutto il cosmo. Non è cosa da nulla! Guardo Gesù risorto e dico: «Lui è il centro dell’universo dei popoli, l’universo dei singoli e l’universo dei popoli, l’alfa e l’omega, il principio e la fine». […]

Secondo: che è venuto a fare questo centro di gravità? […] È come una fontana questo centro di gravità da cui scaturisce un’acqua che dà grazia, che entra dentro le anime, aggancia i singoli e i popoli, li sana e costituisce il mondo interiore. […] Noi siamo collegati con tutta la storia dell’umanità fino al termine dei secoli, Gesù lo dice: «Io sono la via, la verità, la vita». Lui è il punto che dà la grazia, quindi la illuminazione interiore, l’intelligenza che si illumina. Pensate ai grandi convertiti: ad Agostino... Ce ne sono quanti ne volete in Francia, in Russia, in tutti i popoli da San Paolo in poi. […]

La scelta di Cesarea. La terza nota è che noi crediamo che quest’acqua della Grazia, sanante delle coscienze, della vita interiore degli uomini, santificante, vada distribuita a tutti gli uomini della terra mediante un congegno, una tecnica politica la quale era già preparata a Roma, da quando Lui nacque, durante il suo apostolato, nel momento della morte e della fondazione della Chiesa con Tiberio, il lago di Tiberiade e a Cesarea quando disse a Pietro «chi dicono che io sia?» E lui rispose e [Gesù] continuò dicendo «e fondo su di te la Chiesa», indicandogli già implicitamente il punto di coordinamento del mondo che era Roma. Quindi noi crediamo in questo organismo universale, cattolico per questo: perché ha sempre un centro di gravità, di unificazione a Roma, attraverso la quale la grazia [...] si diffuse per tutti i popoli della terra. E questa Chiesa organica, unita, attorno a un capo, la videro chiaramente gli apostoli non solo a Cesarea ma dopo, quando cominciarono a diffondere dopo Pentecoste. Dopo il giorno di Pentecoste ci fu una riunione per decidere il da farsi, furono battezzati tremila e videro subito il disegno, la strategia di Cristo come un conquistatore verso Roma. […] E questa è la Chiesa in cui crediamo: cattolica per la sua universalità; apostolica perché si lancia per tutti i popoli della terra; santa perché è la Grazia che essa comunica; romana perché il suo centro permanente è Pietro che è a Roma. È tutto un disegno che Cristo vide chiaramente e chiaramente manifestò agli apostoli […].

Il centro di gravità. Quale sarà la direzione e il cammino della storia ventura? In che direzione va la storia della Chiesa, verso quali frontiere con fratelli, signori e compagni? […] Va nella direzione dell’unità del mondo, unire il mondo, i popoli del mondo, pacificare i popoli, e promuovere la giustizia fra i popoli. Perché il senso della storia? Le nuove frontiere e questa indicazione viene da Nazareth. A Nazareth, nel primo discorso che fece Gesù, indicò il pensiero di Isaia che poi era il suo «l’unità, la pace, e la liberazione degli oppressi». Quindi tutti i movimenti che vanno verso la liberazione degli oppressi, verso l’unità, del mondo, verso la pace del mondo, sono le frontiere che Cristo indicò a Nazareth e sono le frontiere del messia, la città futura, una città messianica.

Allora ecco per concludere io dico: io sono un cattolico il quale crede in quattro cose precise, credo nel Messia, fatto unico nella storia del genere umano, un risorto, centro di gravità dell’ordine intero, cosmico e storico, centro di gravità dei popoli fino al termine dei secoli. Fra 27 mila anni ci sarà sempre Lui centro di gravità. Secondo. Credo che da Lui, dai restauratori dei singoli e dei popoli, nasca un’acqua misteriosa ma reale di cui parla la Samaritana, l’acqua che è la Grazia. Cos’è questa Grazia? La vita interiore, l’unione dell’anima con Dio, la purezza dell’essere che ci fa capaci di guardare il cielo. Terzo. Credo che quest’acqua non sia sciupata ma distribuita organicamente con una tecnica che permetta di raggiungere tutti i popoli della terra e questa tecnica la trova Gesù a Roma, pronta, a partire da Augusto. Quindi questa Chiesa organizzata con un centro di gravità da cui l’acqua si diffonde organicamente a tutti i popoli del mondo.

Quattro. Io credo che la storia presente, come tutta la storia sempre, va verso le frontiere della pace universale, inevitabile, verso le frontiere della unità del mondo, anche politica ed economica, verso le frontiere della liberazione di ogni oppressione: il razzismo, il nazismo e via così.

Queste quattro cose sono quelle che mi definiscono, in questa età delle definizioni. […]

Ecco ragazzi qual è il disegno semplice, architettonico. Non è che sono cose fasulle, sono cose vere. Se questi ragazzi li lanci nella bellezza di Cristo – lo splendore – la Vergine – lo splendore –, la grazia – lo splendore –, i popoli, la pace universale, fai una cosa grande. E permette di conoscere già in anticipo la sponda sulla quale sbarcheremo. Viva la «Vela» e viva il «Cimone»!

Giorgio La Pira

Giorgio La Pira, «Ragazzi, ecco i quattro motivi per cui credo»
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