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Pino e la passione educativa per i giovani

L'Opera per la Gioventù Giorgio La Pira ricorda la «testimonianza ancora viva» del suo fondatore, Pino Arpioni, con due appuntamenti a Firenze: domenica 1° dicembre, incontro dei giovani educatori alla San Michele e martedì 3 dicembre, con una Messa presieduta dal card. Giuseppe Betori alla SS. Annunziata. Galleria immagini

Pino e la passione educativa per i giovani

Ai giovani aveva promesso di seguirli «da lassù». E per essere più vicino alla sua «Vela», Pino Arpioni aveva voluto essere sepolto nel piccolo cimitero di Nomadelfia, da dove poteva quasi «toccarla con un dito».

A dieci anni dalla morte – avvenuta all’alba del 3 dicembre 2013, all’ospedale di Careggi, dove era ricoverato da 45 giorni –, i suoi «giovani» sentono ancora viva la sua presenza in mezzo a loro. Lo scorso 15 settembre, a pregare sulla sua tomba, ce n’erano quasi duecento, tutti capogruppo. Molti di loro non lo hanno neanche conosciuto, ma ne hanno raccolto l’eredità. L’Opera per la gioventù Giorgio la Pira è rimasta fedele alla via che lui aveva tracciato, a quella grande «passione educativa per i giovani» di cui c’è tanto bisogno oggi.

«Avanti, ma fermi», come lui aveva chiesto. Fermi nei valori «di fondo», ma aperti ad adattare la metodologia dei campi-scuola ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo. Fermi nel primato della preghiera e della Grazia, che Pino testimoniò con la sua vita fino in fondo. Nella fedeltà alla Chiesa e ai suoi pastori. E nell’impegno per una società più giusta, all’insegna della fraternità. Anche per questo amava Nomadelfia, quella comunità dove la «fraternità è legge» e dove ha passato diverso tempo negli ultimi anni, dopo che una doppia operazione al cuore aveva ridotto le sue energie.

Come sottolineò il card. Ennio Antonelli nell’omelia delle esequie, il 6 dicembre 2003, «Pino ha donato la sua vita ai giovani. Egli che aveva perso suo padre in tenera età è diventato padre per molti. Ha formato uomini veri e cristiani veri. Tra essi sono sbocciate numerose vocazioni al ministero sacerdotale e all’impegno civile e politico». Giovanissimo aveva incontrato Giorgio La Pira, divenendone, con l’amica Fioretta Mazzei, uno dei più stretti collaboratori.

Con il «Professore», che nel 1970 era andato ad abitare nella sede dell’Opera, a Casa Gioventù, aveva condiviso tutto, ma in particolare la fedeltà alla «barca di Pietro» e l’impegno ad essere sempre operatori di pace e di unità, in ambito religioso, culturale e politico. Nel novembre del 1979, con il card. Giovanni Benelli, aveva portato oltre cento giovani a Londra, ponendo le basi per nuovi rapporti della Chiesa cattolica con quella Anglicana. Nel 1984 li aveva condotti in Urss, sulle orme di La Pira e dello storico viaggio del 1959, quando chiese a Krusciov di «liberarsi del cadavere dell’ateismo». Anche da lì erano nati legami di pace e di ecumenismo concreto, che poi germinarono negli anni ’90 nel «Campo internazionale».

E ancora i rapporti con i greci-ortodossi del Pireo e con i giovani portoghesi di Coimbra, testimoni del messaggio di Fatima. Fino all’ultimo pellegrinaggio, che Pino non poté fare perché ormai malato, nel novembre 2003, in Terra Santa, per forzare la «pace di tutte le paci», quella della grande famiglia abramitica e che dal 2004 vede al Campo internazionale alla «Vela» la presenza anche di giovani ebrei e palestinesi.

Nel decennale Messa presieduta dal card. Betori

L'Opera per la Gioventù Giorgio La Pira ricorda la «testimonianza ancora viva» del suo fondatore con due appuntamenti: domenica 1° dicembre, all’Auditorium della Comunità giovanile San Michele (via Pietro di Cosimo, 21 - Firenze), dalle 12 alle 18,30 si terrà un incontro dei giovani educatori, promosso insieme all’Ac di Fiesole e Firenze e alla San Michele. Concluderà la serata, alle 17,30 circa, don Giorgio Scatto, priore della Comunità di Marango.

Martedì 3 dicembre, alla SS. Annunziata, alle 17 (Sala dell’Annunciazione, ingresso da via Cesare Battisti, 6), «Pino, parole e immagini» e alle 18, in basilica, concelebrazione presieduta dal card. Giuseppe Betori.

La figura di Pino è stata ricordata anche in Russia, in occasione del pellegrinaggio di un gruppo di giovani dell’Opera: martedì 19 ottobre, con un incontro all’Università Mgimo, a Mosca (con la quale vi sono scambi dal 1988), e venerdì 22 novembre a San Pietroburgo, con un servizio liturgico presieduto dal vescovo Markell, nella cattedrale di San Teodoro. Pino aveva conosciuto l’allora padre Markell durante un viaggio in Russia negli anni ’80 e lo ha ospitato tante volte, con i seminaristi ortodossi al Villaggio La Vela.

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