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L'Osservatore Toscano - Settimanale della Diocesi di Firenze
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La Messa nella festa dell'Immacolata, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, è stata presieduta dal cardinale Ernest Simoni, il sacerdote albanese (da alcuni anni residente a Firenze, presso alcuni parenti) la cui storia fece piangere di commozione Papa Francesco, che ha voluto rendere omaggio alla sua testimonianza di fede consegnandoli la berretta cardinalizia nel recente Concistoro. 

Prende forma nel quartiere di Novoli la 'Casa della Carità' il condominio solidale dedicato ad anziani soli, bambini e persone svantaggiate. Si tratta di un progetto innovativo, nella forma e nella gestione, nato per dare una riposta concreta all'esigenza di servizi e housing sociale in uno dei quartieri periferici più popolosi di Firenze.

Sabato 26 novembre è stato presentato a Firenze nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti il libro di Michele Gesualdi «Don Lorenzo Milani. L’esilio di Barbiana» (Edizioni San Paolo). Dopo i saluti di Eugenio Giani e Paolo Bambagioni, sono intervenuti lo storico Andrea Riccardi, l’ex direttore di Famiglia Cristiana don Antonio Sciortino, il docente di filosofia Lauro Seriacopi.
Alla presentazione ha portato il suo saluto anche il cardinale Giuseppe Betori, che ha delineato un profilo di don Lorenzo Milani partendo dal libro di Gesualdi: ecco il testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo. 

Viene inaugurato, questo sabato, alle ore 15, il Lotto A della «Casa della Carità», in via Corelli 91, il progetto nato per venire incontro alla carenza di servizi e di housing sociale in una delle zone più abitate della città.
Alla cerimonia intervengono il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, mons. Mario Meini, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Umberto Tombari, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, e il Sindaco Dario Nardella.
Il progetto, che ha permesso il completo risanamento di quest’area del quartiere di Novoli, è sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana con 2,5 milioni di euro, dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze con altrettanti 2,5 milioni di euro, e dall’Arcidiocesi di Firenze con 1,5 milioni di euro.

La Chiesa fiorentina si è riunita domenica 13 novembre in Cattedrale, intorno al suo arcivescovo, il Cardinale Giuseppe Betori, per la celebrazione eucaristica di conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco. In tutte le chiese del mondo domenica si sono chiuse le Porte sante, mentre per Roma il Papa farà questo gesto ufficiale domenica 20 novembre solennità di Cristo Re; in questa giornata sarà presente a Roma anche il nostro Arcivescovo a nome della chiesa fiorentina: «condividerò con il Papa - ha detto Betori nella sua omelia – la gioia per il dono che egli ha fatto alla chiesa universale e al mondo di questa esperienza straordinaria di incontro con il volto misericordioso di Dio».

«Quando Papa Benedetto XVI mi fece sapere che voleva nominarmi arcivescovo di Firenze, il mio pensiero fu che un bastone a Firenze lo avevo già preso in mano: non era però un pastorale, bensì un badile. Mi dissi che poteva ben essere il segno del mio ministero di vescovo: come allora dovevo mettermi accanto alla gente del popolo – a Firenze nel 1966 non spalai il fango nobile di biblioteche, musei e chiese, ma quello umile delle cantine! – e mettermi a servizio di questa città». Così il Cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, è intervenuto alla commemorazione del cinquantesimo dell'Alluvione, in Palazzo Vecchio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il ricordo delle vittime e delle devastazioni, ma anche il grazie ai tanti che da ogni parte del mondo accorsero a Firenze per aiutarla a liberarsi del fango e a ripartire, è stato al centro dell'omelia della Messa celebrata stamani in Santa Croce dall'arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori. Con lui hanno concelebrato tanti vescovi toscani e alcuni che 50 anni fa, come lo stesso Betori, furono tra gli «angeli del fango».

Una settimana di «vacanza formativa» per le famiglie è, per la nostra diocesi, una tradizione ormai ultra-decennale. Negli ultimi tre anni un bel gruppo di famiglie ha condiviso questa esperienza, nel mese di agosto, presso l’hotel Domus Laetitiae a Frontignano di Ussita (MC): località semisconosciuta per molti fino a pochi giorni fa ed ora purtroppo nota a causa dei tragici eventi che ben conosciamo.

Il Giubileo straordinario della Misericordia si chiuderà a livello diocesano, per la Chiesa fiorentina, domenica 13 novembre con una celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, alle 16, presieduta dal cardinale Giuseppe Betori. A sottolineare la straordinarietà di questa liturgia sarà la partecipazione di una corale formata da circa 600 persone, provenienti da vari cori parrocchiali uniti per l’occasione sotto la direzione di Michele Manganelli, Maestro di Cappella del Duomo di Firenze.

«La santità, nella sua realtà più profonda, è un martirio, in quanto implica una cessione della propria persona per accogliere in sé quella di Cristo. Un passaggio difficile per l’uomo contemporaneo, preda dell’ebbrezza dell’affermazione di sé ad ogni costo, sedotto dal pensiero che il proprio io sia tutto. Il contrario del martire, il quale ritiene che il proprio io sia un bene da donare e non da trattenere egoisticamente per sé, per acquisire un’assimilazione più piena al Signore, diventando una cosa sola con lui».
Così il cardinale Giuseppe Betori ha invitato a riflettere sulla santità, durante la Messa celebrata in Cattedrale nella festa di Tutti i Santi.

«Partire come prete fidei donum, dono della fede, oggi significa essere consapevoli che si fa parte di uno scambio tra due Chiese diocesane sorelle: solo nella misura in cui ti fai evangelizzare, diventi evangelizzatore. Gesù a Salvador Bahia, come a Barberino di Mugello, come a San Jacopino ci lavorava da molto prima che arrivassi io. Io voglio andare per mettermi prima di tutto in ascolto. Con questo animo, contento e un po’ intimorito, mi preparo alla partenza». Con queste parole don Marco Paglicci, viceparroco a Barberino di Mugello, racconta la decisione, condivisa con il cardinale Betori, di partire per Salvador Bahia, in continuità con l’impegno che la Chiesa fiorentina si è presa dal 1965. Don Marco andrà a sostituire uno dei due preti attualmente in servizio nella parrocchia di Massaranduba, don Luca Niccheri e don Paolo Sbolci.

«Gesù Cristo ci precede sempre; e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando. Lui è come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera. (…) Solo chi è stato accarezzato dalla tenerezza della misericordia, conosce veramente il Signore». È il nucleo centrale delle parole di papa Francesco che Elia Carrai, Marco Galati, Vishal Machunkal e Pierre-Emmanuel Sékulic hanno scelto per il «santino» a ricordo della loro ordinazione diaconale, che come immagine riporta la vetrata del Padre misericordioso nella cattedrale statunitense di Charleston. Parole adeguate per una celebrazione avvenuta nell’ambito del Giubileo straordinario della misericordia, ma che al tempo stesso sono tra le più significative di questo pontificato, con quel riferimento a Gesù che «ci primerea» rimasto nella memoria di tutti e che per i quattro giovani all’ultima tappa del cammino verso il sacerdozio è certezza di vita.

«Permettetemi di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni».
Così Papa Francesco si rivolgeva alla Chiesa italiana un anno fa, nel discorso tenuto nel Duomo di Firenze durante il Convegno ecclesiale nazionale.
Gli incontri di spiritualità che, ormai da vari anni vengono organizzati nella nostra diocesi per il nutrimento spirituale dei sacerdoti, religiosi e diaconi, ma anche per i laici che lo desiderano, hanno come tema centrale quest’anno proprio la spiritualità dell’Esortazione apostolica «Evangelii gaudium» di Papa Francesco.

Data l’importanza che sta assumendo il  dibattito sul referendum del 4 dicembre sulla  legge di modifica costituzionale, le associazioni che fanno parte della Consulta diocesana delle aggragazioni laicali, insieme a quelle che compongono il Forum toscano delle Associazioni per i diritti della Famiglia,  all’Azione Cattolica e all’Unione dei Giuristi cattolici propongono un ulteriore momento di approfondimento, dopo quello del giugno scorso.

Pomeriggio intenso quello di sabato scorso al cento Spazio Reale di S. Donnino in cui il Centro Diocesano di Pastorale Familiare ha organizzato la presentazione di «Amoris laetitia», l’Esortazione apostolica di Papa Francesco sull’amore nella famiglia giunta al termine dei Sinodo e indirizzata a vescovi, sacerdoti, diaconi, persone consacrate, diaconi, agli sposi cristiani, ed a tutti i fedeli laici. La giornata è stata la prima di un percorso che la Diocesi dedicherà, durante tutto questo anno pastorale, al documento di Papa Francesco. La relazione che ha introdotto questo cammino è stata affidata al cardinale Ennio Antonelli, che nel 2008 ha lasciato la guida della Chiesa fiorentina dopo essere stato chiamato a presiedere proprio il Pontificio Consiglio per la famiglia, di cui adesso è Presidente emerito.

La Chiesa fiorentina lavorerà intensamente, in questo anno pastorale, sull’Esortazione apostolica di Papa Francesco «Amoris laetitia» per approfondirne i contenuti e per avviare un confronto che coinvolga laici e sacerdoti, religiosi e religiose, giovani, coppie di sposi... .
Un percorso diocesano di formazione in sette tappe: sette incontri mensili che si svolgeranno nel centro Spazio Reale di San Donnino (Campi Bisenzio) il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 18,30, con uno stile «sinodale»: alle 15 è prevista l’accoglienza e la preghiera, alle 15,30 l’intervento del relatore; alle 17 i tavoli di lavoro o il dibattito assembleare. Alle 18,15 le conclusioni.

Domenica 25 settembre, per il Giubileo della famiglia, centinaia di persone hanno dato vita al pellegrinaggio da San Miniato alla Cattedrale, dove hanno attraversato la Porta della Misericordia. Al termine la Messa presieduta dal cardinale Betori con il «mandato» agli operatori pastorali. La croce e le fiaccole aprivano la strada, i fazzoletti blu attorno al collo dei pellegrini hanno contraddistinto la processione lungo le vie della città.
Sabato 8 ottobre invece inizia il percorso diocesano di formazione su «Amoris laetitia», il documento di Papa Francesco sulla famiglia: sette incontri al centro Spazio Reale di San Donnino, dalle 15 alle 18,30. Ad aprire il cammino sarà il cardinale Ennio Antonelli, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

«Com’è noto, i padri Cistercensi lasciano la Certosa del Galluzzo. Si sta collaborando con la Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Prato e Pistoia, cui il complesso è affidato dal Demanio, che ne è proprietario, al fine di garantire la presenza di una comunità religiosa, che possa dare continuità alla grande tradizione della Certosa come centro di spiritualità. È in via di definizione l’accordo con la Comunità di San Leolino». È una delle notizie che il cardinale Giuseppe Betori ha presentato ai preti della diocesi durante l’assemblea di Lecceto, che come tradizione ha aperto l’anno pastorale della Chiesa fiorentina.