Firenze

L'Osservatore Toscano - Settimanale della Diocesi di Firenze
Redazione: Via dei Pucci, 2 50122 Firenze
Tel.055/277661 Fax. 055/2776624 - firenze@toscanaoggi.it

Vuoi leggere la rivista online? Visita la nostra Area abbonati (accessibile ai soli abbonati)

«Una prospettiva tipicamente balducciana», quella che, di fronte alle sfide proposte dalla storia, considera la «dimensione di medio-lungo periodo, volta alla costruzione di un mondo più giusto, pacificato, fraterno». Lo ha affermato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, intervenendo al convegno su «Immigrazione, seconde generazioni, diritti. Problemi e prospettive», svoltosi ieri a Palazzo Vecchio, promosso dalla Fondazione Ernesto Balducci.

"Fate fare a Firenze una bella figura, non tanto nel risultato, ma nel modo e nel comportamento che terrete in gioco!" Queste sono le parole che il Cardinal Betori ha rivolto alla squadra vincitrice della fase provinciale della Junior Tim Cup (campionato di calcio a 7 under 14 tra Oratori, organizzato dal CSI), la Comunità Giovanile S. Michele, che si è qualificata per le finali nazionali.

Il 450° anniversario della nascita di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (1566-2016) offre due opportunità per conoscere il suo pensiero e le sue parole. Di lei , papa Benedetto XVI scriveva: «Per tutti, questa grande Santa ha il dono di essere maestra di spiritualità. La grande mistica, da Firenze, dai monasteri carmelitani e dai seminari che a lei si ispirano, possa ancora oggi far sentire la sua voce in tutta la Chiesa». Don Divo Barsotti, suo grande stimatore, la considerava anche una grande teologa: «La nostra Santa ci insegna che l’esperienza mistica è inseparabile dalla teologia».

Va avanti a gonfie vele il concorso teatrale «In scena la Fede», che vede, tappa dopo tappa, l’avvicinamento al 7 giugno, data della tanto attesa serata di premiazione. Il tutto si terrà a San Donnino, presso Spazio Reale Share Innovation Centre. Il 17 Aprile si è aperto il palcoscenico del Teatro del  Popolo di Castelfiorentino, per far gustare al pubblico lo spettacolo «Verso la primavera», messo in scena dalla Compagnia teatrale Passi di Luce.

Lucia e Silvano erano due giovani volontari quando, nel 1976, partirono per il Friuli ad aiutare le popolazioni duramente colpite dal terremoto. Una tragedia nazionale che aveva richiamato da tutta Italia migliaia di persone di buona volontà. Lavorando insieme a Buja, il paese che vide all’opera i volontari fiorentini, nacque il loro amore: tornarono a Sesto fiorentino da fidanzati, e oggi sono sposati da 36 anni. Per loro l’occasione di tornare in Friuli, nel quarantennale del terremoto, ha avuto quindi un sapore tutto speciale. Ma altre storie, magari meno romantiche ma altrettanto significative, le potrebbero raccontare anche gli altri che lo scorso 5 maggio hanno accolto l’invito della diocesi di Udine, per una giornata di memoria.

Papa Francesco è tornato dalla sua visita all’isola di Lesbo con 12 profughi siriani: un gesto simbolico che ha dato nuova forza al suo appello ad accogliere chi fugge da situazioni di guerra, di fame, di sofferenza. Più volte il Pontefice ha fatto appello ad aprire le porte delle parrocchie, dei conventi.
Un appello che a Firenze ha trovato risposta in alcune parrocchie, che hanno potuto materialmente mettere a disposizione i loro locali: è il caso ad esempio di Tavarnuzze, Scarperia (nella canonica di San Gavino), Borgo San Lorenzo (nella canonica di Mucciano), Torregalli, Montegufoni. A questi spazi però vanno aggiunte le strutture messe a disposizione dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, e le varie strutture di accoglienza gestite dalla Caritas diocesana, dalle Misericordie e altre realtà di ispirazione cattolica. Anche nelle parrocchie che non possono, per mancanza di spazi o per difficoltà logistiche, aprire le loro porte, non mancano comunque le occasioni di operare concretamente

Comunicare la misericordia anche attraverso i mass media: è l’impegno che Papa Francesco affida ai giornalisti e agli operatori della comunicazione, in questo Anno Santo. A Firenze ne parlerà il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, in un dialogo con lo storico Franco Cardini e i giornalisti delle maggiori testate fiorentine.

“Sia data facoltà ad ogni Comunità claustrale di decidere in piena libertà di uscire dalla clausura, nel giorno che ciascuna Comunità sceglierà, per accedere a una delle tre Porte Sante aperte nell’Arcidiocesi, dandone semplicemente comunicazione al Delegato arcivescovile per la Vita consacrata”. Lo scrive il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in una lettera inviata a tutti i monasteri di clausura presenti in diocesi.

Ci sono voluti due anni e mezzo di lavori per veder conclusa la costruzione della nuova chiesa dedicata a S. Cresci e Sacra Famiglia a Sagginale, piccola frazione di Borgo San Lorenzo. E sabato 2 aprile alle 16.30 l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, ha presieduto alla solenne dedicazione.

Papa Francesco torna a volgere il suo sguardo di amore su Firenze e i fiorentini. E questa volta lo fa con un telegramma inviato al Cardinale Arcivescovo, Giuseppe Betori, per ringraziare la comunità del suo impegno nel ricordare la visita di Paolo VI, la notte di Natale del 1966, e il suo regalo alla città, nell’ambito delle cerimonie indette per il 50° dell’Alluvione. Nel telegramma, a firma del Cardinale Segretario di Stato del Pontefice, Pietro Parolin, si legge: «In occasione del 45° anniversario dell’inaugurazione della Casa per Anziani Paolo VI, dono del Beato Pontefice e segno di sollecitudine in un momento tanto doloroso a causa della devastante alluvione, Sua Santità Papa Francesco, rivolge il suo beneagurante pensiero, esprimendo compiacimento per la provvidenziale realizzazione che, nata dal cuore di Pastore buono del Beato Papa, ha continuato il suo fecondo servizio agli anziani, animata da sentimenti di sincera carità cristiana e da amore al prossimo».

Monsignor Giacomo Meneghello, per tanti anni segretario del cardinale Elia Dalla Costa, è stato inserito nell’elenco dei «Giusti fra le Nazioni», le persone che hanno contribuito a salvare gli ebrei durante la Shoah. La medaglia alla sua memoria è stata consegnata questa mattina nell’Arcivescovado di Firenze: a riceverla una pronipote che abita a Firenze (discendente di una delle sei sorelle di monsignor Meneghello). Alla cerimonia sono intervenuti del cardinale Giuseppe Betori, l’ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon e Sara Cividalli della Comunità Ebraica Firenze.

«Vivere la Quaresima richiede dunque anzitutto diventare consapevoli del nostro peccato come allontanamento da Dio, come opposizione a lui, come sostituzione di lui, e nel contempo riconoscere la sua fedeltà oltre ogni nostro tradimento». Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori nell'omelia durante la Messa del Mercoledì delle Ceneri, in Cattedrale.

«Abbiamo deciso di decicare la Quaresima di Carità, quest’anno, a una realtà su cui vorremmo fosse data attenzione da tutta la diocesi: la crescente richiesta che arriva nell’ambito del bisogno alimentare». Il direttore della Caritas diocesana di Firenze Alessandro Martini spiega così la scelta del progetto che viene proposto a parrocchie, associazioni, famiglie, singoli fedeli: il sostegno alle mense in cui la Caritas mette a tavola, ogni giorno, centinaia di persone. I numeri sono impressionanti: la Caritas distribuisce ogni giorno, a Firenze, circa duemila pasti contando i 600 pranzi offerti alle due mense cittadine di via Baracca e di San Francesco Poverino (piazza Santissima Annunziata), gli 800 pasti (sommando pranzi e cene) offerti agli ospiti delle case di accoglienza e i 600 pasti (pranzi e cene) per circa 300 profughi e richiedenti asilo.