Firenze

L'Osservatore Toscano - Settimanale della Diocesi di Firenze
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«Il piccolo Alfie Evans sia lasciato affidato all'amore dei suoi genitori». Lo ha detto l'arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, ieri sera a Scandicci, Scandicci in occasione della Festa diocesana della famiglia, pronunciandosi sulla vicenda del bambino inglese di 23 mesi affetto da malattia neurodegenerativa di cui non si conosce la causa.

Per conoscere la rotta della Chiesa, e remare tutti nella stessa direzione, è importante confrontarsi con il magistero di Papa Francesco, a cui oggi è affidato il timone. Per questo la Diocesi di Firenze ha deciso di fissare, a cadenza mensile, degli incontri in cui leggere e meditare insieme le parole e i gesti del Papa: il primo appuntamento è giovedì 19 aprile alle 17,30

«C’è ancora posto per Cristo in questa città? E c’è attenzione tra noi per la famiglia, nella sua autentica identità e nel suo ruolo esclusivo, di luogo della vita, essenziale per la promozione della società?». Sono gli interrogativi posti ieri dall’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto in cattedrale nel giorno di Pasqua.

Lo Scoppio del Carro è il modo, unico al mondo, dei fiorentini di vivere la Pasqua. Nei tempi antichi, il fuoco acceso con le pietre provenienti dal Santo Sepolcro veniva portato in tutte le case. Da alcuni anni il rito ha recuperato il suo profondo valore simbolico. Un libro  di don Roberto Gulino ne racconta origini e significato.

«Firenze saluta Idy, uomo buono e innocente che amava la nostra città». Lo ha detto il sindaco Dario Nardella alle Cappelle del commiato, dove si è tenuta la cerimonia funebre per Idy Diene ucciso il 5 marzo scorso sul Ponte Vespucci. Alla cerimonia hanno partecipato l’imam di Firenze Izzedin Elzir, il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, il rabbino Amedeo Spagnoletto.

«Non si tratta di concerti, ma di serate in cui le composizioni musicali si innestano nel contesto sacro per cui sono tate scritte». Così il direttore artistico di «O Flos Colende», Gabriele Giacomelli, presenta il percorso quaresimale che per il secondo anno (dopo l’esperienza delle «Ultime sette parole di Cristo sulla croce» della Quaresima 2017) vede l’abbinamento tra le meditazioni proposte dal cardinale Giuseppe Betori e l’esecuzione di brani musicali ispirati allo stesso testo biblico.