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Betori: «Cercare Cristo nelle periferie». Aperta la prima fase del cammino sinodale della diocesi di Firenze

«Cercare Cristo nelle periferie del campo del mondo, con il coraggio di una Chiesa in uscita, sulle tracce della presenza del suo Signore nella storia»: è l'invito che l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, ha lanciato presiedendo nella cattedrale di Santa Maria del Fiore la celebrazione eucaristica che ha aperto la prima del Cammino sinodale diocesano sulla “Evangelii gaudium” di Papa Francesco

Betori: «Cercare Cristo nelle periferie». Aperta la prima fase del cammino sinodale della diocesi di Firenze

«Il nostro - ha affermato Betori - è anzitutto un cammino di crescita nella fede, che si traduce in una visione nuova del mondo, quella di chi si lascia illuminare da Cristo. Un Cristo da considerare non già come un nostro possesso bensì come un tesoro da cercare nelle periferie».

La giornata di domenica 1° ottobre ha visto centinaia di fedeli radunarsi presso quattro basiliche fiorentine (Santo Spirito, Santa Croce, Santa Maria Novella, Santissima Annunziata) per confluire verso il Battistero e da lì fare ingresso in Cattedrale. Ad accompagnare questi quattro percorsi, le parole di quattro figure della Chiesa fiorentina: don Lorenzo Milani, don Giulio Facibeni, il cardinale Elia Dalla Costa, Giorgio La Pira.

«Questa fase del Cammino sinodale – ha spiegato l’arcivescovo – prevede di attivare nelle nostre comunità parrocchiali, in quelle religiose e nelle aggregazioni ecclesiali un confronto sulle istanze poste dall’Evangelii gaudium». Richiamando le parole che nella stessa cattedrale pronunciò Papa Francesco in occasione del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, Betori ha osservato che vi “troviamo la sintesi dello spirito di servizio agli uomini e alle donne del nostro tempo, con cui vivere la nostra fedeltà a Cristo nella Chiesa, nei diversi compiti che ci vengono affidati e per i quali riceviamo oggi il mandato”. “Con essi – ha aggiunto – vogliamo guardare alla nostra condizione ecclesiale e al modo con cui dobbiamo servire i fratelli e le sorelle attorno a noi, tutti, senza confini. Cercheremo di farlo anzitutto nel disporci al discernimento di questo tempo con gli occhi del Vangelo”.

Per l’arcivescovo, si tratta di “un compito da svolgere in modo sinodale, cioè insieme e in un confronto che non va alla ricerca di una mediazione tra visioni e interessi contrapposti, ma si affida allo Spirito per giungere a scoprire il giudizio di Gesù sulla storia”. “Per questo – ha rilevato – ciò che ci è chiesto è meno l’applicazione di un metodo di ricerca quanto piuttosto la disponibilità a lasciarci convertire dal Signore”.

Al termine della celebrazione, il card. Betori ha conferito il mandato a tutti gli operatori pastorali: catechisti, animatori della liturgia, operatori della carità e tutti coloro che svolgono un servizio presso parrocchie, associazioni, movimenti.

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