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Betori: la santità, una via difficile per l’uomo contemporaneo

«La santità, nella sua realtà più profonda, è un martirio, in quanto implica una cessione della propria persona per accogliere in sé quella di Cristo. Un passaggio difficile per l’uomo contemporaneo, preda dell’ebbrezza dell’affermazione di sé ad ogni costo, sedotto dal pensiero che il proprio io sia tutto. Il contrario del martire, il quale ritiene che il proprio io sia un bene da donare e non da trattenere egoisticamente per sé, per acquisire un’assimilazione più piena al Signore, diventando una cosa sola con lui».
Così il cardinale Giuseppe Betori ha invitato a riflettere sulla santità, durante la Messa celebrata in Cattedrale nella festa di Tutti i Santi.

Betori: la santità, una via difficile per l’uomo contemporaneo

«Le forme concrete della santità - ha proseguito - le indica Gesù contenuta nel vangelo: la strada della santità è quella delle Beatitudini». Una strada che prevede l’affidarsi completamente all’amore provvidente del Padre, come «poveri in spirito»; prevede «che si sia capaci di vicinanza a ogni sofferenza dei fratelli, piangendo con loro, partecipi del loro dolore, e soprattutto soffrendo per il male che imperversa nel mondo, non lasciando quindi che l’assuefazione al male prenda il sopravvento». Essere miti, misericordiosi, puri di cuore, cercare la giustizia, promuovere la pace: questa è la via per la santità. Una via che porta a conoscere anche persecuzioni: «la persecuzione a causa del Vangelo - ha ricordato il Cardinale - è un segno distintivo dell’essere cristiano, conseguenza di una fede che si fa vita e contrasta le logiche del mondo». Ostilità e persecuzioni, ha aggiunto, «che non devono abbattere i credenti ma al contrario devono essere motivo di gioia, perché segno della loro fedeltà a Cristo».
«Di questa santità - ha concluso Betori - risplendono gli uomini e le donne che ci hanno preceduto su questa terra nella fede di Cristo e ci invitano a seguirli nella fedeltà al Signore. Sia questa festa di Tutti i Santi esortazione e incoraggiamento a vivere il seme di santità che il battesimo ha posto nella nostra esistenza, chiamandoci alla figliolanza divina».
Nel pomeriggio del 1° novembre, l’arcivescovo ha presieduto la Messa al cimitero di di Soffiano; mercoledì 2 novembre invece la Commemorazione dei fedeli defunti in Cattedrale.

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