Firenze
stampa

Diocesi di Firenze, nomine e traferimenti: cosa cambia nelle parrocchie

«Stare vicino ai più poveri, creare forme di sostegno sociale e caritativo, impegnare tutti a uno stile di vita sobrio per poter meglio condividere». È questo l’invito che il cardinale Giuseppe Betori ha rivolto mercoledì al clero diocesano riunito all’eremo di Lecceto per la tradizionale assemblea che segna l’inizio del nuovo anno pastorale. Un supplemento di impegno che ci viene richiesto, senza dimenticare però che molto viene già fatto: «Diciamo grazie - ha aggiunto - alle nostre parrocchie e associazioni, ancora fedeli alle loro antiche tradizioni di accoglienza».
Nella relazione dell’Arcivescovo, come di consueto, anche l’annuncio di tutti i trasferimenti che riguardano parroci e vicari parrocchiali. A San Gervasio e Protasio arriva don Alessandro Berlincioni, a San Piero in Palco don Luciano Marchetti.

Percorsi: Firenze - Vita Chiesa
Diocesi di Firenze, nomine e traferimenti: cosa cambia nelle parrocchie

L'invito alle parrocchie: "Stare vicino ai poveri"

«Nonostante i segnali positivi, la crisi economica continua a mettere in difficoltà le famiglie e i giovani, per la mancanza di lavoro o l’impossibilità di far fronte alle spese di prima necessità. «Tutto ciò implica per noi e per le nostre comunità parrocchiali di stare vicino ai più poveri, di creare forme di sostegno sociale e caritativo, di impegnare tutti a uno stile di vita sobrio per poter meglio condividere. A tutti dobbiamo offrire speranza, senza la quale non ci potrà essere futuro».
È questo l’appello che il cardinale Giuseppe Betori ha rivolto mercoledì al clero diocesano riunito all’eremo di Lecceto per la tradizionale assemblea che segna l’inizio del nuovo anno pastorale.
Si tratta, ha sottolineato, «di contribuire a costruire una società più giusta e più partecipe, atteggiamenti che si alimentano anzitutto con motivazioni morali, che implicano responsabilità verso la città e quindi contribuire a liberarla da ogni forma di degrado, riconoscere che il lavoro è essenziale ma non è tutto perché va contemperato con le esigenze della famiglia e il bisogno della festa, ricercare forme umane di divertimento che evitino ogni eccesso e sregolatezza, impegnarsi a condividere con gli altri continuando ad alimentare quella vocazione al volontariato cui deve tanto la nostra società fiorentina».
Betori ha anche voluto esprimere il suo plauso «per le tante forme di solidarietà che la nostra radice caritativa è ancora capace di suscitare. Verso i poveri e tutti i poveri, anche quelli che vengono da paesi lontani e che le nostre comunità mostrano di saper accogliere rifuggendo forme inaccettabili di xenofobia, che il dibattito pubblico e la comunicazione sociale non mancano altrove di evidenziare. Va combattuto il diffondersi, anche fra i cristiani, di atteggiamenti inaccettabili di paura e chiusura, alimentati dai mass-media e da posizioni politiche che speculano sopra questo dramma». Siamo di fronte non a un’emergenza passeggera, ma a fenomeni storici. La fede cristiana, ha ricordato, è il terreno su cui alla fine dell’impero romano si è formata l’Europa: e anche oggi come allora «non si tratta solo di soccorrere ma anche di evangelizzare».
Sul piano sociale, ha aggiunto, «occorre aiutare a mantenere un atteggiamento generale di accoglienza, che va ovviamente accompagnato con la ricerca di soluzioni a livello politico internazionale. Diciamo grazie alle nostre parrocchie e associazioni, ancora fedeli alle loro antiche tradizioni di accoglienza».
Su questo versante, ha aggiunto l’Arcivescovo, «abbiamo avuto recentemente un’energica sollecitazione da Papa Francesco. Quanto ci chiede si inserisce in ciò che è già da tempo avviato, ma reclama un supplemento di impegno proprio a livello di parrocchie. L’appello del Papa ci riguarda tutti ed esige un coinvolgimento di tutte e singole le comunità, con le risorse a loro disposizione e secondo le diverse situazioni». Betori ha quindi invitato a seguire le indicazioni già rese pubbliche, «perché tutto si attui in modo ordinato ed efficace».

Verso il Convegno nazionale:
«Quale idea abbiamo dell’uomo?»

La relazione del cardinale Betori all’assemblea del clero si è aperta con un pensiero alle situazioni di crisi, guerra e violenze nel mondo, e in particolare alle «numerose violazioni del diritto alla libertà religiosa e tragiche persecuzioni per tanti nostri fratelli e sorelle cristiani, come pure per uomini e donne di altre religioni. Dobbiamo tener desta l’attenzione delle nostre comunità su questi scenari di ostilità e vessazioni, che colpiscono in particolare i cristiani».
Guardando alla situazione italiana invece, Betori ha parlato di un «affievolimento della nostra identità di credenti» che provoca anche un allontanamento «da una visione della persona e della società alimentata dal Vangelo. Ne risultano oscurati aspetti fondamentali della concezione dell’uomo che toccano la vita umana, nella sua origine e nel suo esito naturale, la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, la libertà educativa dei genitori, la cura del povero e la sua inclusione sociale, l’accoglienza dell’altro, in particolare oggi del profugo che fugge da guerre, violenze, condizioni di vita disumane». Tutto questo si lega, secondo l’Arcivescovo, con «l’irrompere sulla scena culturale e legislativa dei cosiddetti diritti individuali - non a caso spacciati come diritti civili, ma in realtà scelte soggettive, persino desideri, che pretendono di farsi diritti riconosciuti -, a scapito dei diritti della persona nella cornice del bene comune».
Saranno proprio questi i temi (l’immagine dell’uomo, la definizione di un «nuovo umanesimo» fondato sulla persona di Gesù Cristo) su cui la Chiesa italiana si misurerà a Firenze nel 5° Convegno ecclesiale nazionale: «Invito le nostre comunità - ha sottolineato l’Arcivescovo - a trarre profitto da queste ultime settimane di preparazione e a riflettere sui contenuti del Convegno, sulla base della "traccia" di lavoro che la CEI ha diffuso nei mesi scorsi. Non si tratta di fare un confronto di idee, perché la nostra fede non è un’idea, ma un’esperienza, l’esperienza storica di Dio con l’uomo, che ha il suo vertice nella vicenda storica di Gesù Cristo, e poi l’esperienza storica della Chiesa, quella dei tempi passati, che nella nostra realtà locale ha prodotto nei secoli frutti così significativi, e quella del nostro presente, con le sue ambiguità ma anche con le sue ancora valide potenzialità. Si tratta dunque di prendere coscienza di ciò che siamo e di quanto va maturando attorno a noi, nel bene e nel male, per farne oggetto di riflessione, strumento di consapevolezza, terreno da cui prendere slancio di decisioni verso il futuro».
Ricordando le date di domenica 20 settembre e del 24 ottobre, come tappe del cammino diocesano di preparazione, il cardinale Betori ha sottolineato anche l’impegno cui è chiamata la Chiesa fiorentina per «un’accoglienza cordiale e funzionale dei delegati delle Chiese italiane che saranno tra noi e dei loro lavori, soprattutto l’accoglienza della persona del Santo Padre Francesco, che arricchirà il Convegno della sua presenza e del suo insegnamento, ma donerà anche a Firenze alcuni segni di vicinanza, che vogliono manifestare i sentimenti di affetto che egli nutre verso di noi. Tre segni con precisi significati: la venerazione a Maria, davanti all’immagine della nostra Annunziata, circondato da una rappresentanza dei più fragili tra noi, disabili e malati; la condivisione con i poveri, con i quali si siederà alla stessa mensa, nella consuete modalità con cui la Caritas a San Francesco Poverino li incontra ogni giorno; l’Eucaristia celebrata allo Stadio comunale, in un’assemblea che vuole abbracciare tutte le comunità della diocesi».
Betori ha quindi invitato i sacerdoti a nutrirsi del magistero quotidiano del Papa, «fatto di gesti e di parole». In particolare ad approfondire l’enciclica «Laudato si’» e l’esortazione «Evangelii gaudium»: «Questi testi non restino sulle nostre scrivanie, ma diventino strumenti di riflessione personale e comunitaria».
Un’altra indicazione di Papa Francesco è quella dell’Anno giubilare straordinario della Misericordia. «Lo spirito che siamo chiamati ad assumere - ha ricordato Betori al clero diocesano - è ben chiaro: un’accoglienza e un farsi vicini alle persone, manifestazione dell’amore misericordioso del Padre, che nessuno rifiuta e tutti vuole includere nel suo abbraccio. La gente ci trovi pronti al perdono e a indicare le strade del Signore».
Ultimo accenno alla Visita pastorale, giunta ormai al sesto vicariato; il cardinale Betori inizierà a gennaio la visita nel settimo, quello di Porta Romana.

Nomine e trasferimenti,
cosa cambia nelle parrocchie

Come consueto, l’assemblea di Lecceto è stata anche l’occasione per rendere pubblici i nuovi incarichi pastorali dei presbiteri, che entrano in vigore con il nuovo anno pastorale. «Ringrazio quanti hanno ricevuto un nuovo incarico pastorale - ha affermato il cardinale Betori -. Le esigenze della diocesi mi hanno chiesto che si staccassero da luoghi e persone cari, comunità in cui hanno maturato esperienze che li hanno segnati. Ogni trasferimento comporta sofferenze, per i sacerdoti e per i fedeli. Ma il governo di una diocesi deve rispondere a molteplici esigenze tra loro connesse e tutti siamo chiamati a un servizio pieno di dedizione».
Prima di annunciare le nuove nomine però il Cardinale ha voluto ricordare i sacerdoti defunti nell’ultimo anno: mons. Fabrizio PORCINAI, don Carlo Alberto MAGGIONI, don Raffaello BONDI, il can. Alighiero BITOSSI, don Achille MARENGHI, don Renzo CORTI, mons. Angiolo LIVI, don Stefano SIMONCINI, don Silvano PUCCINI, don Mario FAGGI, oltre al diacono permanente Domenico ZANASI e ai religiosi attivi nella pastorale diocesana p. Alberto CERAGIOLI, Servo di Maria, e p. Lucio DENTICO, Barnabita. L’Arcivescovo ha anche ringraziato tre che, dopo un lungo ministero parrocchiale, lasciano l’incarico: don Antonio FERRARA, don Paolo MERCIAI, don Roberto TASSI.
Quest’anno, ha ricordato Betori, il presbiterio diocesano si arricchirà di una sola nuova presenza: Gabriele FALCI che sarà ordinato il prossimo 10 ottobre. «Nella stessa occasione - ha aggiunto - ordineremo tre diaconi diocesani,  che ci auguriamo di poter ordinare presbiteri il prossimo anno, insieme ad altri quattro giovani di diocesi indiane che hanno compiuto gli studi teologici tra noi; sempre il 10 ottobre viene ordinato presbitero un giovane togolese, che si è anch’egli formato nel nostro Seminario. L’attuale composizione del Seminario ci fa prevedere per i prossimi anni poche ordinazioni presbiterali nella nostra diocesi ogni anno. I nuovi ingressi previsti quest’anno sono solo tre. Sentiamoci sempre più impegnati a ravvivare l’attenzione alle vocazioni al sacerdozio nelle nostre comunità per il futuro, con la preghiera e con la proposta e l’accompagnamento vocazionale».
Ecco quindi i trasferimenti e le nomine che andranno in vigore a partire dai prossimi giorni.
Vicariato di Antella - Ripoli - Impruneta: don Salvatore MARSILI sarà vicario parrocchiale di S. Maria all’Impruneta prendendo il posto di don Stefano Naldoni; don James SAVARIRAJAN diventa parroco di S. Michele a Grassina al posto di don Fabrizio Poli; nelle parrocchie di S. Michela a Compiobbi, S. Maria a Rignalla, S. Donnino e S. Romolo a Villamagna e S. Andrea a Candeli don Andrea Wierzbicki è sostituito da don Pierrot (Pier Paul) MUDJU PALUKU ANGHA, finora a Chiesanuova.
Vicariato di Campi Bisenzio: non ci sarà sostituto per don Alessandro Marsili, già vicario parrocchiale a S. Donnino a San Donnino a Campi B.; dopo l’ordinazione presbiterale, don Michel Tchamgbade andrà vicario parrocchiale al Sacro Cuore a Campi B.
Vicariato di Empoli - Montelupo: don Stefan Gabriel TOMA, finora vicario parrocchiale a S. Maria Ausiliatrice e Novoli, diventa parroco di S. Maria a Spicchio in luogo di don Enrico Giachetti; a S. Martino a Pontorme e a S. Maria a Cortenuova parroco sarà don Andrea WIERZBICKI e vicario parrocchiale don Matteo PERINI, in sostituzione rispettivamente di don Paolo Merciai, che va in pensione, e di don Valerio De Vita, dei Missionari del Preziosissimo Sangue, trasferitosi nel Lazio.
Vicariato del Mugello Est: don Slawomir Bogutyn lascia l’incarico di vicario parrocchiale di S. Giovanni Battista a Vicchio e amministratore parrocchiale di S. Martino a Vespignano e S. Maria a Vezzano per diventare parroco altrove, non viene sostituito con un altro vicario parrocchiale, ma ci sarà un diacono a servizio di queste parrocchie; S. Paolo a Razzuolo, di cui finora era stato amministratore parrocchiale don Romano Nencioli, è stata affidata alla cura pastorale del parroco di S. Michele a Ronta don Niccolò SANTAMARINA.

Vicariato di Porta alla Croce: nella parrocchia dei SS. Gervasio e Protasio diventa parroco don Alessandro BERLINCIONI, che prende il posto di mons. Marcello Caverni, mentre anche il vicario parrocchiale don Matteo Perini va al servizio in altra parrocchia, al momento senza sostituzione; don Antonio Ferrara conclude il suo ministero a S. Pietro a Varlungo e viene sostituito come parroco da don Vittorio MENESTRINA.
Vicariato di Porta al Prato: don Tomasz KORSZUN sostituisce come vicario parrocchiale a S. Maria Ausiliatrice a Novoli don Stefan Gabriel Toma, nominato parroco altrove.
Vicariato di Porta Romana: la parrocchia di S. Maria a Montici riceve nuovamente un parroco nella persona di mons. Marcello CAVERNI; don Vittorio Menestrina, nominato parroco a S. Pietro a Varlungo, conclude il suo servizio alla parrocchia di S. Piero in Palco e viene sostituito come parroco da don Luciano MARCHETTI, a cui si affianca come vicario parrocchiale don Davide MASSI, proveniente da S. Tommaso a Certaldo.
Vicariato di Porta San Frediano: don Fabio Minatti, nominato parroco altrove, lascia l’ufficio di vicario parrocchiale a S. Lorenzo a Ponte a Greve e non viene sostituito; a seguito della nomina ai SS. Gervasio e Protasio, don Alessandro Berlincioni viene sostituito come parroco al SS.mo Nome di Gesù ai Bassi da don Enrico GIACHETTI.
Vicariato di Rifredi: per ora non ci sono novità.
Vicariato di San Casciano - Montespertoli - Tavarnelle: le parrocchie di S. Bartolomeo a Barberino Val d’Elsa, S. Appiano a Barberino, S. Stefano a Linari, S. Ruffiniano a Monsanto e S. Giorgio a Cinciano, finora affidate a don Luciano Marchetti, le prime tre avranno come nuovo parroco don Slowomir BOGUTYN, mentre di Monsanto e Cinciano sarà amministratore parrocchiale don Alfredo JACOPOZZI, che da alcuni anni vi svolge servizio liturgico nelle domeniche e feste; a S. Cassiano a San Casciano Val di Pesa e S. Cecilia a Decimo, da dove qualche mese fa era stato trasferito il vicario parrocchiale don Bledar Xhuli, questi verrà sostituito, dopo l’ordinazione presbiterale, da don Gabriele FALCI; a S. Donato a Chiesanuova don Pierrot (Pierre Paul) Mudju Paluku Angha viene sostituito come parroco da don Fabio MINATTI.
Vicariato di San Giovanni: la rettoria di S. Margherita e S. Maria de’ Ricci, al termine del servizio di don Roberto Tassi, viene affidata a don Vittorio Ianari; nella rettoria di S. Carlo a Firenze, finora curata dal Capitolo della Cattedrale, viene nominato rettore mons. Vasco Giuliani. Ricordo anche che, nel corso di quest’anno, e precisamente nel mese di gennaio, dopo la morte di mons. Angiolo Livi, è stato nominato priore parroco di S. Lorenzo a Firenze mons. Marco Domenico VIOLA.
Vicariato delle Signe: don Fabrizio POLI diventa parroco dell’Immacolata Concezione alla Ginestra al posto di don James Savarirajan.
Vicariato della Valdelsa Fiorentina: Don Davide Massi viene trasferito da vicario parrocchiale di S. Tommaso a Certaldo e al suo posto viene inviato un diacono.
Nessun cambiamento si registra al momento nei vicariati di Mugello Ovest, Firenzuola, Pontassieve, Rifredi, Scandicci, Sesto-Calenzano.

Alcune novità riguardano anche il servizio pastorale degli istituti religiosi: «La provincia dei Carmelitani Scalzi di Tamilnadu (India) con una sua comunità - ha annunciato il Cardinale - prenderà la cura pastorale della parrocchia di S. Croce a Quinto, dove terminano il loro servizio dopo cinquant’anni i sacerdoti della diocesi di Bergamo, cui va la nostra profonda gratitudine; ultimo parroco è stato don Giacomo Ubbiali, la cui stima da parte del clero gli è valsa il ruolo di vicario foraneo».
Dopo la morte di don Silvano Puccini, la parrocchia di S. Andrea a Rovezzano viene affidata come amministratore parrocchiale al p. Ferdinando MANZONI, dei Missionari di S. Vincenzo de’ Paoli.
Nell’ultimo anno questi sono stati gli avvicendamenti di parroci nelle parrocchie già affidate a istituti religiosi: nel mese di giugno, dopo la morte di p. Alberto Ceragioli, il p. Alessandro GRECO è subentrato come amministratore parrocchiale ai Sette Santi Fondatori, e come vicario parrocchiale gli è succeduto p. Emanuele CATTAROSSI; nella parrocchia dei SS. Apostoli e Biagio, affidata ai Legionari di Cristo, p. Lorenzo Curbis è stato sostituito recentemente da p. Paolo CERQUITELLA, mentre continua il servizio di vicario parrocchiale il p. Manuel ALVAREZ VORRATH.

Tra i religiosi che collaborano come vicari nelle parrocchie della diocesi, questi gli altri cambiamenti: d. Pier Dante GIORDANO, Salesiano, dall’ottobre scorso è alla S. Maria Madre di Dio a Torregalli; sempre da ottobre d. Kamil Dominik POZORSKI, anch’egli Salesiano, è alla Sacra Famiglia; p. Giuseppe PAVAN, dell’Opera don Guanella, è da un anno vicario parrocchiale al Corpus Domini al Bandino, in aiuto al parroco don Antonio De Masi; nell’ottobre scorso p. Enrico MUSCIO, Sacramentino, è stato nominato vicario parrocchiale ai SS. Vito e Modesto a Fior di Selva (Camaioni); p. Edwin Aleluia Aleixo DINIZ viene nella comunità dei Carmelitani Scalzi della Provincia di Karnataka (India) a cui è affidata la parrocchia di S. Maria a Ripa; nella stessa parrocchia il p. Elias Felix DICUNNA ha sostituito il p. Teodosio Martinho FERNANDES; d. Roberto FORMENTI, Salesiano, sostituisce il confratello don Gianluca Spione come vicario parrocchiale alla Sacra Famiglia; p. Roberto Turco sarà vicario parrocchiale nella parrocchia del Preziosissimo Sangue; il can. don Hubert D’IMBERRY DE SALABERRY, dell’Istituto di Cristo Re e Sommo Sacerdote, affianca il can. d. Federico Pozza nella rettoria dei SS. Michele e Gaetano; nuovi vicari parrocchiali alla B.V.M. Madre della Divina Provvidenza, affidata ai Barnabiti, saranno il p. Maria Joseph Ahilan ALPHONSE e il p. David Marie RIVUZE RWEMA.

Un saluto e un ringraziamento anche ai sacerdoti che tornano nelle proprie diocesi di origine: don Janusz APTACY (Lomza, Polonia, che aveva servito S. Andrea a Cercina e S. Silvestro a Ruffignano), p. Jayabalan (Antony) AUGUSTIN (Kottar, India, già vicario parrocchiale a S. Lorenzo a Borgo San Lorenzo), don Salvatore D’AMICIS (Taranto, da ultimo nel Convitto della Calza), don Jaen-de-Dieu Noel ELONDABARE (Owando, Repubblica del Congo, finora vicario parrocchiale a S. Silvestro a Barberino di Mugello), don Marcel Adiwalé HOUNDEBASSO (Cotonou, Benin, da ultimo vicario parrocchiale a S. Lorenzo a Borgo San Lorenzo), don Michele PIERAVANTI (Huari, Perù, che è stato collaboratore a S. Lorenzo a Campi), don Robinson SINGARAYAN (Kuzhithurai, India, finora collaboratore a S. Silvestro a Barberino di Mugello); don Valentine Bernard CHILEGA (Morogoro, Tanzania, già assistente spirituale in alcune cliniche della città), don Gerald KILAMBWE NGANDU (Kolwezi, Repubblica Democratica del Congo, che ha collaborato a S. Giovanni Gualberto a Pontassieve), don Philippe MULONDO NKOY (Tshumbe, Repubblica Democratica del Congo, finora in aiuto a S. Martino a Brozzi), don Jonás MUÑOZ ESPINOSA (Huari, Perù, che è stato a S. Lorenzo a Campi B.), don Dominique TINOUDJI (Moundou, Tchad, collaboratore a S. Lorenzo a Montegufoni), don Gildas VIGAN (Cotonou, Benin, ha prestato il suo servizio a S. Maria a Scandicci).
Tra i sacerdoti stranieri già presenti nella nostra diocesi, questi i trasferimenti: don Reynold Guanco CORCINO (Kalibo-Aklan, Filippine), da vicario parrocchiale a S. Quirico a Legnaia passa con lo stesso incarico a S. Lorenzo a Firenze, continuando a collaborare anche come assistente dei cattolici filippini della città; don Jacob KABAMBA KABAMBA, (Kananga, Repubblica Democratica del Congo), finora collaboratore nella parrocchia di S. Lucia alla Sala, si trasferisce a S. Lucia a Settimello per collaborare nella cura pastorale di S. Severo a Legri; don Kossi Frederic Serge KOGUE (Cotonou, Benin) da collaboratore di S. Maria a Ricorboli è stato trasferito con lo stesso compito a S. Maria a Scandicci, continuando anche a svolgere la sua missione di assistente della comunità cattolica senegalese nella nostra diocesi; don Felix Nervaise MOKOMAKO (Owando, Repubblica del Congo), finora vicario parrocchiale a S. Croce a Quinto assume lo stesso incarico a S. Quirico a Legnaia; nuovo amministratore parrocchiale di S. Pancrazio a San Pancrazio in Val di Pesa sarà don Serge OMBOMI (Owando, Repubblica del Congo), finora collaboratore nelle comunità di S. Maria a Fibbiana e dei SS. Michele e Leopoldo alla Tinaia, che prenderà il posto del defunto don Benito Caldini.

Tra i sacerdoti che iniziano quest’anno un servizio pastorale in diocesi, al momento hanno già avuto un incarico don Fernando Kurukulasurya DINESH PRIYASANTHA (Colombo, Sri Lanka), che sarà assistente della comunità cattolica cingalese a Firenze; don Robert TIGGA (Pumea, India) già assegnato come vicario parrocchiale di S. Maria a Quarto - Ripoli; don Lukasz OLEKSIAK (Lomza, Polonia), vicario parrocchiale a S. Felicita a Firenze e a S. Lucia de’ Magnoli.
Riguardo agli alunni del nostro Seminario che saranno ordinati diaconi in ottobre, Dario CHIAPETTI svolgerà il suo servizio diaconale a S. Michele a San Salvi, Francesco VANNINI a S. Giovanni Batt. a Vicchio; Francesco VITA a S. Tommaso Ap. a Certaldo. Per quanto riguarda i seminaristi indiani della diocesi Verapoly: Lijo Peter KANNOT va alla B.V.M. Madre delle Grazie all’Isolotto, Jomy Sijo PADANILATH a S. Stefano a Campi B.; infine, i due dell’arcidiocesi di rito malabarese di Kottayam, che verranno poi ordinati presbiteri a dicembre: Jithin Baby VALLARKATTIL a Pontassieve, Jomesh XAVIER a Barberino di Mugello. Dopo aver frequentato il nostro Seminario, questi giovani svolgono il loro ministero presbiterale nella nostra arcidiocesi per tre anni prima di tornare definitivamente alle loro diocesi di origine.

Diocesi di Firenze, nomine e traferimenti: cosa cambia nelle parrocchie
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento