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La veglia missionaria con il "mandato" del cardinale Betori

Alle porte del Convegno Ecclesiale Nazionale, la Veglia Missionaria - come ha spiegato don Sergio Merlini, direttore del Centro Missionario Diocesano, nell’introduzione alla preghiera - si è inserita quest’anno nel cammino di preparazione a questo evento, che avrà luogo a Firenze dal 9 al 13 novembre.

La veglia missionaria con il "mandato" del cardinale Betori

Due le tematiche - quella più specificamente missionaria e quella che anima e guida il convegno «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo» - che si sono unite nello svolgersi della veglia, senza forzature, in un intreccio naturale; cinque i verbi che raccontano l’umanesimo cristiano - uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare - e che parimenti dicono anche la missione in un percorso comune di testimonianza del Vangelo con la vita.
Dalla chiesa di San Salvatore al Monte alla basilica di San Miniato al Monte, la veglia ha ripercorso le varie tipologie di missione, da quella nelle terre lontane, a quella sul territorio, fino al momento del mandato missionario, con l’aiuto delle testimonianze e di segni come quello dei sandali, passati da un testimone all’altro durante la veglia, immagine della Chiesa in uscita che va verso tutti i popoli del mondo, a loro volta rappresentati da cinque stoffe colorate portate processionalmente e poste sull’altare.
La prima voce è stata quella di suor Eugenia Conversano, madre generale delle Suore Francescane dell’Immacolata, che ha raccontato la sua esperienza di missione in Brasile, là dove la Chiesa fiorentina con don Renzo Rossi ha iniziato una presenza ed un servizio. «Don Renzo chiedeva suore in aiuto per la missione e alla fine siamo partite. Il nostro è stato il primo Istituto ad andare in Brasile con la comunità fiorentina». Una sola sicurezza alla partenza: «Il Signore mi precede là e mi farà vedere quello che c’è da fare». Suor Eugenia raccontando alcuni episodi dei suoi anni in missione ha sottolineato che «dai poveri si impara» e in questa reciprocità di dono ci si arricchisce anche laddove la povertà è imperante.
Poi è stata la volta della testimonianza di Fra’ Francesco Baldini dei Frati Minori insieme a quella di Sara, giovane della Scuola di Evangelizzazione delle Sentinelle del Mattino di Pasqua, che hanno messo in luce l’esperienza della recente missione sul territorio #liberiperamare, realizzata per le strade della città, nelle scuole e nelle università, con il coinvolgimento di molti giovani fiorentini insieme ai frati. Il cuore di questa missione? «Testimoniare l’Amore - ha detto Sara - cercando di morire all’Io per incontrare il Tu».
Come essere missionari nel quotidiano lo ha raccontato Alessandra Magi, animatrice della parrocchia di Santa Croce a Quinto. «Ogni battezzato è chiamato ad essere missionario», ha sottolineato; «ogni giorno dobbiamo essere missionari che portano, nell’incontro con l’altro, l’essenza della natura del Padre, l’amore, insieme alla speranza e alla gioia». Alessandra ha poi ricevuto il mandato missionario dal Cardinale Betori; viene infatti inviata alla Chiesa che è in Salvador Bahia, in Brasile, e la sua presenza sarà un segno prezioso di collaborazione missionaria.
Nell’omelia il Cardinale collegandosi al tema del Convegno Ecclesiale, ha evidenziato le dimensioni della vita dell’uomo di oggi colpite da disumanizzazione e per questo bisognose di una rinascita e rigenerazione che possono avvenire solo in Cristo: la dimensione della libertà, per molti non permessa, o mistificata nella sua concezione, ridotta ad autodeterminazione; l’ambito delle relazioni, colpite da un individualismo imperante che crea barriere tra le persone e solitudine; la responsabilità, delegata ad altri, in una superficialità che crea disimpegno sociale e politico; la dimensione del prendersi cura dell’altro e quella del bene comune. Tutti riconducibili ai cinque verbi evidenziati dal Convegno, questi ambiti devono essere rigenerati non ricreando un’altra ideologia, non attraverso un progetto di uomini, ma dentro una risposta ad una chiamata, in una missione che parte da un ascolto e da un dialogo con Dio.
In processione, con le candele accese, l’assemblea ha poi raggiunto San Miniato al Monte dove ha ricevuto il mandato missionario: come battezzati tutti siamo chiamati ad annunciare la gioia del Vangelo, a partire dal nostro territorio, dalle scelte quotidiane, piccole e grandi. Insieme alle preghiere di intercessione sono salite al cielo, nel panorama notturno di Firenze, anche numerose lanterne, simbolo della luce che si irradia e che siamo chiamati a diffondere nelle nostre città.

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