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Missione giovani #liberiperamare: il diario dei missionari

È in corso, a Firenze, la missione dei giovani #liberiperamare. Quartier generale e sede dei principali appuntamenti, aperti a tutti i giovani della Diocesi, è la chiesa di San Donato in Polverosa, sede della cappellania universitaria. Anche in questo modo la nostra Diocesi si prepara al prossimo Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà nel 2018 sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

Sul nostro sito ospitiamo il «Diario» con cui i giovani impegnati nella missione raccontano, giorno per giorno, la loro esperienza.

Missione giovani #liberiperamare: il diario dei missionari

2 Novembre 2017

Caro diario,

Edoardo

Scrivo al termine di questa nostra seconda giornata di missione nei quartieri che vanno da Brozzi a S. Jacopino. Questi due giorni sono stati molto intensi e dedicati in modo particolare alla formazione di noi missionari. Infatti già ieri, dopo aver superato gli imbarazzi iniziali, ci siamo concentrati su cosa vuol dire fare testimonianza e sulle caratteristiche che dovrebbe avere il racconto della nostra storia affinché il messaggio in essa contenuto possa raggiungere il più possibile coloro che ci ascoltano. Siamo passati così passati dalla teoria alla pratica: ci è stato chiesto di preparare la nostra testimonianza, quella che avremmo raccontato ai giovani delle scuole e delle strade di Firenze. Inizialmente ho visto un po' di paura negli occhi di noi ragazzi, probabilmente dovuta alla timidezza, o comunque un timore dovuto all'offrire a persone appena conosciute delle esperienze molto intime e personali. Ma con calma ed elaborando questo piccolo “trauma” iniziale, negli occhi di tutti è cambiata la luce ed erano pieni di gioia, quella gioia che contraddistingue il donarsi gratuitamente.

Nel tardo pomeriggio abbiamo partecipato alla S. Messa presieduta dall'arcivescovo Betori, che ci ha ringraziato per la nostra forte e coraggiosa testimonianza di fede e ci ha consegnato il mandato missionario insieme alla nostra “divisa": la croce e la felpa con il titolo della missione “#liberiperamare”.

Anche oggi è stata una giornata intensa. Dopo esserci ritrovati presso il nostro campo base nella parrocchia di S. Donato in Polverosa, abbiamo avuto del tempo per finire di preparare la nostra testimonianza prima di condividerla in piccoli gruppi. Da questa nostra comunione è venuto fuori molto di più: ognuno si è sentito, anche nelle cose più piccole, toccato dalle esperienze degli altri missionari.

Dopo aver pranzato insieme, ci siamo trasferiti nella prima parrocchia che ci avrebbe accolto in questa missione, San Jacopino. Qui abbiamo preparato balli e canti che ci serviranno per i flashmob con cui cercheremo di coinvolgere più persone possibile: sarà bellissimo se riusciremo a trasmettere anche solo l'1% di quella gioia che abbiamo iniziato a vivere e condividere noi in queste ore.

Dopo la messa con la comunità, abbiamo condiviso con i giovani della parrocchia la cena, cercando di creare un dialogo già nel tempo di attesa della cena, giocando a calcio o semplicemente ascoltandoli suonare un pianoforte scordato. Dopo questo momento un gruppo di noi è partito ed è andato in alcuni luoghi, come il centro commerciale di S. Donato, per incontrare le persone in strada; un altro gruppo invece è rimasto a fare testimonianza con i ragazzi della parrocchia. Inizialmente erano distratti e rumorosi, ma appena hanno ascoltato le esperienze di giovani poco più grandi di loro o addirittura coetanei, i loro cuori si sono aperti alle parole che venivano loro donate.

Finito l'incontro ci siamo resi conto che la gioia con cui eravamo arrivati era non raddoppiata ma triplicata e che nell'anima dei ragazzi qualcosa avevamo smosso. Il feedback ce l’hanno  dato direttamente loro con le domande e i loro grazie nel momento in cui ci siamo salutati.

Edoardo

4 novembre 2017

Caro diario,

la giornata è iniziata con un momento di preghiera nella chiesa di San Donato, insieme con tutti i missionari, per preparare il cuore agli incontri che avremmo fatto nella mattinata e, nel mio caso, per l'incontro che avrei fatto poco dopo con i ragazzi del liceo scientifico Leonardo da Vinci. Mi era stato detto che incontrare i ragazzi nelle scuole sarebbe stata un'esperienza molto bella, ma anche complessa: davanti a me avrei avuto ragazzi che, com'è normale a quell'età, sarebbero stati colmi di dubbi, domande, forse anche di pregiudizi, ma in essi si percepisce chiaramente quella voglia di una proposta diversa da ciò che la società, molto spesso, suggerisce loro. Con questi sentimenti nel cuore e pensieri in testa sono entrata nella classe dove avrei parlato della mia esperienza di incontro con Dio, consegnando parte della mia storia e della mia intimità a dei ragazzi, come me, che non avevo mai visto prima. Ero agitata e nervosa, ma avevo accanto a me gli altri missionari, che mi avrebbero sostenuto ed incoraggiato con la preghiera e, soprattutto, sapevo che Dio, col suo Spirito, mi avrebbe aiutata ad essere suo strumento d'amore. È stato meraviglioso aprire il mio cuore a quei ragazzi e raccontargli di come Dio è entrato con dolcezza e delicatezza nella mia vita, trasformando le inquietudini, le paure e le fragilità che oscuravano il mio cuore prima di incontrarlo. Negli occhi di quei ragazzi c'era così tanta voglia di infinito che mi ha riempito il cuore e fatto assaporare la bellezza di poter essere, semplicemente con la mia esperienza, strumento e veicolo di un amore che può dissetare quella sete.

La pienezza nata dagli incontri fatti con questi ragazzi è aumentata ancora di più nel pomeriggio quando, tra danze e sorrisi, abbiamo portato la gioia di Dio nel centro commerciale di san Donato. Questa è stata l'occasione in cui ho avuto chiara la percezione di cosa significhi "metterci la faccia", esporsi senza difese, annunciare ciò che ha cambiato la mia vita, ciò che ogni giorno la trasforma e ne fa un'opera stupenda. Non avrei mai pensato che sarei stata in grado di parlare di Gesù, del suo amore, in un centro commerciale, perché ancora la mia resistenza ad un Dio che può tutto, anche l'impossibile, è forte. La missione, però, non è altro che questo: scegliere di essere strumenti di Qualcuno più grande di te, più potente di te, che prima di te si è fatto servo. Essere strumento di un amore che mi ha resa libera, che mi ha resa figlia. Figlia libera e amata.

Stella

6 novembre 2017

Caro diario, ciao!

La missione giovani, in questi giorni, sta riempiendo di gioia le aule, le vie, i vari luoghi di incontro di questo vicariato!

Ieri ho trascorso davvero una bellissima mattinata nella chiesa del Preziosissimo Sangue: sono stata invitata a partecipare alla S. Messa domenicale delle ore 10, quella dei bambini del catechismo, insieme al gruppo dei missionari che per il periodo della missione sono ospiti della casa parrocchiale. La celebrazione è stata una vera e propria festa! Le panche erano piene di tante famiglie e in chiesa risuonavano le dolci voci di tantissimi bambini: soltanto loro riempivano tutte le prime otto file di banchi! Le ho davvero contate perché non potevo credere ai miei occhi!. Molti di loro avevano anche un piccolo ma essenziale compito per arricchire la Messa, per esempio: suonare uno strumento, far scorrere le diapositive su un grande schermo dove venivano proiettati i canti. Inoltre, erano presenti anche molti catechisti: alcuni stavano insieme ai bambini mentre altri animavano l'assemblea suonando e cantando. Una cosa che mi ha colpito molto è stata la semplicità e la simpatia con cui il sacerdote si rivolgeva ai piccoli: il suo modo di comunicare con loro li rendeva molto partecipativi e gioiosi.

Durante l'omelia, don Luigi ci ha poi chiamati per fare una piccola testimonianza su quello che stavamo vivendo in questa esperienza, chiedendoci in particolare la ragione che ci aveva spinti a partecipare alla missione. Il motivo principale che mi ha fatto pronunciare questo “si” è stato il desiderio di voler condividere con gli altri un incontro che, non mi ha stravolto la vita, ma che ha cambiato il modo con il quale cerco di guardarla e viverla. Insieme a Dio sto imparando ad avere fiducia, a non temere, a vivere sapendo di essere amata per come sono, da sempre… E quando scopri una cosa così bella non puoi tenerla nascosta dentro al cuore, ma hai voglia di condividerla in modo che qualcun'altro possa farne esperienza! Dulcis in fundo, dopo la Messa, siamo stati "inghiottiti" da un'aula di bambini di otto anni durante la loro ora di catechismo.

Per il pranzo, ci siamo ritrovati con i missionari nella chiesa di San Donato in Polverosa, il "quartier generale" della missione, per continuare a passare la giornata in fraternità!

Insomma... come avrai potuto vedere, mio caro diario, non ho avuto proprio tempo di annoiarmi! E così nemmeno tutti gli altri giorni che sono riuscita a dedicare alla missione!

Ti saluto dicendo il mio grazie a tutti, di vero cuore... e che è bello mettersi in gioco per qualcosa, anzi per Qualcuno di grande, in cui credi!!!

Laura

Missione giovani #liberiperamare: il diario dei missionari
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