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Riflessioni per un nuovo umanesimo: la città si prepara a Firenze 2015

“E’ la città di Firenze, e non la comunità ecclesiale, a convocarci per parlare dei temi dell’umanesimo: temi che riguardano tutti”. E’ il saluto che il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha portato al primo dei quattro incontri organizzati dall’amministrazione comunale in preparazione al Convegno ecclesiale nazionale che si svolgerà proprio a Firenze dal 9 al 13 novembre. “Tutti i convegni ecclesiali nazionali – ha ricordato Betori – hanno rappresentato delle finestre sui problemi dell’uomo. Oggi è la figura stessa dell’umano che è in gioco: questo è il senso del nostro interrogarci”. 

Percorsi: Betori - Firenze - Firenze 2015
Riflessioni per un nuovo umanesimo: la città si prepara a Firenze 2015

Betori ha citato le parole che Mario Luzi rivolse nel 1986 a Giovanni Paolo II, in occasione della sua visita a Firenze, quando il poeta ricordò al Papa che proprio a Firenze la parola “uomo” era risuonata in modo nuovo con la nascita dell’umanesimo. Secondo Betori, è importante riflettere anche su come questa idea di uomo si è sviluppata nella storia: “i campi di concentramento del Novecento, i lager ei gulag, sono il simbolo di un umanesimo incompiuto”.

L'incontro, introdotto dal sindaco Dario Nardella, ha visto gli interventi di mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e vice Presidente della Cei, e di Ernesto Galli della Loggia. "Oggi - ha affermato mons. Brambilla - c’è bisogno di un nuovo umanesimo perché l’umanesimo storico è stato contaminato nelle epoche successive, con una concezione autonomista dell’uomo che è diventata semplice umanitarismo, oppure ha prodotto gli orrori del Novecento”. “Oggi – ha sottolineato mons. Brambilla – l’umanesimo diventando umanitarismo ha posto l’accento sui diritti individuali, e non sa più indicare le pratiche per una vita buona. Nell’umanesimo storico – ha proseguito – l’uomo non può pensare l’io senza un debito verso l’altro, verso il tu o verso il noi. Oggi invece l’individuo è un re nudo, un sovrano senza regno: il nuovo umanesimo deve ribadire che l’uomo è creato per il dialogo”. Secondo Galli della Loggia, “L’idea che l’uomo costituisce in sé un valore: questo è il cuore dell’umanesimo che è nato a Firenze mettendo insieme il retaggio classico, greco-romano, con il cristianesimo. E’ un’idea che è propria della civiltà europea, e che non è condivisa in tutte le culture”. “L’umanesimo – ha aggiunto – ha posto per la prima volta il valore della persona umana come valore universale. Prima di pensare a un nuovo umanesimo – ha concluso – dovremmo chiederci se in quello vecchio c’era qualcosa che non andava”.

I prossimi appuntamenti si svolgeranno il 25 settembre al Cenacolo di Santa Croce, sul tema 'Politica, Italia ed Europa di fronte al lavoro', con Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio per gli affari europei, Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, e monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei. Terzo appuntamento il 2 ottobre, nell'Aula Magna del Rettorato in Piazza San Marco, con il demografo Massimo Livi Bacci e monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia. Ultimo incontro il 29 ottobre, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, con Joseph Weiler, rettore dell'Istituto universitario europeo, e monsignor Julian Carron, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione.

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