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L'intervento del cardinale Betori all'assemblea di Lecceto

Tutte le nomine in Diocesi: un «consiglio episcopale» affiancherà l'Arcivescovo

L'assemblea del clero di Lecceto, tradizionale appuntamento di apertura dell’anno pastorale, ha avuto quest’anno un programma piuttosto intenso. I primi giorni hanno visto due relatori di grande spessore: lunedìEnzo Bianchi, priore della comunità di Bose, che ha paerlato del libro dei Salmi, testo proposto quest’anno per la catechesi biblica degli adulti. Nel secondo giorno, martedì 9 settembre, mons. Luca Bressan, (docente di teologia pastorale alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale) ha presentato «Incontriamo Gesù», i nuovi Orientamenti della Cei per l’annuncio e la catechesi. La terza giornata è stata dedicata come sempre alle considerazioni e indicazioni del cardinale Giuseppe Betori, per il nuovo anno pastorale.

Prima del lungo capitolo delle nomine l’Arcivescovo ha voluto richiamare alcuni temi: in primo luogo la violazione del diritto alla libertà religiosa che gioca un ruolo importante in tante situazioni di guerra o di violenza: «I terribili crimini che vengono commessi in nome di un credo, che viene usato come strumento di potenza e di discriminazione, ci interrogano su come dobbiamo e possiamo esprimere la nostra vicinanza a quanti ne sono vittime e su come attivarci perché le nostre società occidentali assumano responsabilità concrete nel difendere i perseguitati e nell’opporsi a ogni imbarbarimento della convivenza umana».

Ma anche in Occidente, ha proseguito il Cardinale, si assiste «all’emarginazione sociale dell’esperienza di fede e al venir meno di una visione della realtà fondata sulla prospettiva del diritto naturale, con il conseguente oscuramento di identità fondamentali quali la vita umana, nella sua origine e nel suo esito naturale, la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, la libertà educativa, la presa in carico del povero e la sua inclusione sociale, l’accoglienza dell’altro».

Il nostro impegno, ha proseguito l’Arcivescovo, «deve valicare i limiti di una tradizionale attività pastorale per farsi azione culturale, consapevole e operosa. Ciò che è in gioco oggi è la figura dell’umano». Proprio questo, la definizione di un «nuovo umanesimo» fondato sulla persona di Gesù Cristo, sarà il tema del Convegno ecclesiale nazionale che si svolgerà a Firenze nel 2015, e per il quale sarà pubblicata nelle prossime settimane la «traccia di lavoro» della Cei.

Nelle sue comunicazioni all’assemblea di Lecceto, il cardinale Betori ha voluto accennare anche all’accoglienza di profughi e migranti «che giungono nel nostro Paese, sfuggendo a guerre, carestie, forme varie di schiavitù e di privazioni». «Non possiamo chiudere il nostro cuore - ha affermato - a quanti chiedono di trovare condizioni umanamente accettabili per il futuro loro e dei loro figli. Molto stiamo già facendo, come realtà cattoliche impegnate nell’ambito caritativo e sociale, in collaborazione con le autorità civili. Tutti ringrazio per tale impegno. Ma dobbiamo avere la consapevolezza che siamo di fronte non a un bisogno passeggero, bensì a una situazione che prospetta tempi lunghi, ancorata alla crescente globalizzazione come pure ai persistenti profondi divari di sviluppo tra le varie zone del mondo. Chiamo tutti a cooperare e a trovare strumenti e modi sempre più adeguati per una risposta che sia efficace nel breve e a lungo tempo».
Un riferimento anche al «problema centrale per la nostra società che è il lavoro: da assicurare a tutti, da proporre in forme rispettose della persona e della vita familiare, da presentare come una prospettiva possibile alle nuove generazioni». Accanto ai problemi, ha concluso, «non mancano attorno a noi segni di vitalità che dicono quante potenzialità risiedano ancora nella nostra cultura e tra la nostra gente. È un dato questo che ho potuto constatare nel mio percorrere la diocesi per la visita pastorale. Le nostre comunità sono tutt’altro che morte; in esse sono ancora vive tanta genialità e tanta volontà di intrapresa e di lavoro, che vanno raccolte, orientate e sostenute».

Come lo stesso Arcivescovo ha voluto ricordare, «L’anno pastorale che si è appena concluso ha registrato due eventi importanti per la vita della diocesi»: la nomina di monsignor Stefano Manetti a vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, sostituito alla guida del Seminario con don Gianluca Bitossi , e la nomina di monsignor Claudio Maniago a vescovo di Castellaneta. Per entrambi, Betori ha rinnovato le parole di stima e di affetto già espresse in tante occasioni.

«Ora - ha proseguito - si tratta di dare una risposta all’esigenza che il vescovo possa trovare un sostegno al suo compito di governo pastorale della diocesi. Il vescovo, infatti, non è un padrone assoluto del gregge, ma, nel governo, deve trovare forme di partecipazione e di condivisione del suo ministero».

Riguardo al governo della diocesi, Betori ha spiegato che "L'approccio con cui ho voluto affrontare l’avvicendamento di mons. Maniago non è stato quello di trovare un sostituto, ma quello di offrire al mio ministero un sostegno collegiale, espressione dell’ecclesiologia conciliare di comunione, più vicino all’evolversi della vita della Chiesa in questo nostro tempo, più capace di riflettere i molteplici volti della realtà della nostra diocesi e del nostro presbiterio, per valorizzare la varietà di esperienze e comporle in una più ricca unità. Mi sono quindi proposto di creare un "consiglio episcopale", con cui condividere il governo della diocesi, attuando una possibilità prevista dalla legislazione canonica (can. 473, § 4). Il vescovo, dunque, non si affianca solo un vicario generale, ma un gruppo di presbiteri come vicari, con i quali condivide la sua potestà ordinaria in ambiti specifici del suo governo». Un orizzonte che «permette di vedere il vescovo meno solo nel suo ministero e, senza nulla togliere alla sua responsabilità personale, aperto a una condivisione di esso»: un orizzonte che «appare inoltre assumere, proprio in questi ultimi tempi, connotazioni sempre più collegiali, di cui il Santo Padre Francesco offre importanti esempi».

In questa prospettiva dunque il Cardinale Betori ha annunciato la composizione del «consiglio episcopale» che lo affiancherà per i prossimi cinque anni. Innanzitutto, la conferma di mons. Fabrizio Porcinai a «Vicario episcopale per gli affari economici»: «gli siamo vicini - ha aggiunto - nelle difficoltà di salute che da qualche tempo lo affliggono. Egli, nel suo ufficio di vigilanza sugli atti che vengono posti nell’ambito dell’amministrazione economica, può avvalersi dell’ottimo lavoro svolto da responsabili e collaboratori dell’economato e dell’ufficio amministrativo diocesano».

Padre Giovanni Roncari, cappuccino, sarà invece Vicario episcopale per il clero: a lui il compito di informare l’Arcivescovo sulla situazione dei singoli sacerdoti, negli aspetti personali e pastorali, e di aiutarlo a formulare, in dialogo con loro, le decisioni più appropriate per la loro vita e il loro ministero. «Solo a chi non conosce la realtà della nostra diocesi - ha aggiunto - potrà sembrare strano che abbia individuato tale figura in un religioso, che so essere vicino a tanti tra i nostri sacerdoti e che conosce come pochi la vita del nostro presbiterio. Sono certo che troverà tra voi una cordiale e fraterna accoglienza».

Altri due vicari affiancheranno il Cardinale in ambiti pastorali emergenti: mons. Andrea Bellandi sarà il Vicario per il settore dell’evangelizzazione e dell’esercizio del culto: «un orizzonte pastorale - ha sottolineato Betori - che chiede oggi spinte innovative, nella saldezza di un chiaro fondamento di fede ma anche con il coraggio lungimirante di entrare in dialogo con le condizioni dell’umanità oggi e delle sue culture. Si tratta non di sostituirsi a strutture e soggetti pastorali tra noi ben presenti e vivi, ma di sostenere, coordinare, proporre nuovi obiettivi, in quella prospettiva missionaria oggi fortemente richiesta dal Santo Padre».

Il secondo ambito pastorale è quello dell’impegno sociale e caritativo: «Su questo - ha ricordato l’Arcivescovo - la terra fiorentina è ricca di storia, di presenze molteplici e vive, di una sensibilità non comune». Monsignor Giancarlo Corti sarà dunque Vicario episcopale per l’impegno sociale e il servizio della carità. «Due sacerdoti - ha affermato Betori - che, per competenza ed esperienza, profilo umano e sacerdotale, godono di larga stima nella diocesi e che, nella specificità del loro percorso personale, possono arricchire nella varietà il consiglio che vado a costituire».

A completare questo quadro, l’Arcivescovo ha deciso di nominare un moderatore della curia, che «coordini il lavoro dei diversi uffici, sia riferimento per quanti, come dipendenti o volontari, vi sono impegnati, mi sostenga come consulente giuridico, aiutandomi nell’espletamento delle non poche pratiche giuridico-amministrative». Vicario episcopale con funzione di «moderatore della curia» sarà don Wieslaw Olfier, «a tutti voi noto per le sicure competenze giuridiche, la vasta esperienza pastorale, le doti umane e lo spessore spirituale».

Nel contesto di questa «struttura collegiale», l’Arcivescovo ha voluto scegliere tra i vicari episcopali anche la figura del Vicario generale, che il Codice di Diritto canonico prevede come obbligatoria: a svolgere questo ruolo, ha quindi annunciato il Cardinale, sarà monsignor Andrea Bellandi «il quale, oltre alle attribuzioni affidategli per l’ambito dell’evangelizzazione e del culto, si occuperà quindi anche delle questioni di carattere generale».

Il governo della diocesi, ha concluso Betori, «si affiderà a forme intense di dialogo e confronto tra il vescovo e i componenti del consiglio episcopale, in forma collegiale. Da tale confronto dovranno emergere i problemi che interessano la vita diocesana e indicazioni per le decisioni che poi spettano alla responsabilità del vescovo. I vicari ne cureranno poi l’esecuzione nei rispettivi ambiti. Tutti - sacerdoti, diaconi, religiosi o laici - potranno avere accesso ai singoli vicari episcopali per l’ambito di competenza di ciascuno, al fine di offrire informazioni, prospettive, richieste di intervento pastorale. Restano infine in vigore le funzioni di supporto all’azione del vescovo proprie dei delegati arcivescovili per i settori loro affidati. Ringrazio i cinque sacerdoti che d’ora in poi formeranno il consiglio episcopale, per la generosità con cui hanno riposto al mio invito. Li ringrazio anche perché non lasciano il loro attuale impegno pastorale, ma vi aggiungono il nuovo peso che viene loro assegnato per il bene comune. Invito tutti ad accogliere la decisione e le persone che si metteranno al nostro servizio con gratitudine, stima e spirito di collaborazione».

Come di consueto, l’assemblea autunnale di Lecceto è stata anche l’occasione per rendere pubblici i nuovi incarichi pastorali dei presbiteri.
Prima di comunicare nomine e trasferimenti, il cardinale Betori ha voluto ricordare i sacerdoti defunti in questo anno pastorale: don Cesare MAZZONI, don Dino FALAGIANI, don Odero NANNICINI, mons. Elio MOROZZI, don Costante BIANCHI, don Otello CAPONI, don Bruno Cirano SPALLETTA, don Domenico MENNUTI, don Benito CALDINI, don Alvaro GUIDOTTI.

Sono stati sei invece i nuovi presbiteri: don Claudio BALDINI, don Renato BARBIERI, don Pierre MVUBU BABELA, don Maurizio PIERI, don Marco SALVADORI, don Silvio ZANNELLI. «Guardando all’attuale composizione del nostro Seminario - ha aggiunto l’Arcivescovo - questo è l’ultimo anno con un numero ancora consistente di ordinazioni. Ringraziamo il Signore per quanto ci ha donato negli ultimi anni, ma sentiamoci anche impegnati a ravvivare l’attenzione alle vocazioni al sacerdozio nelle nostre comunità per il futuro, con la preghiera e con la proposta e l’accompagnamento vocazionale».

Ecco quindi i trasferimenti e le nomine che andranno in vigore nei prossimi giorni. «Ogni trasferimento - ha sottolineato Betori - comporta sofferenze, per i sacerdoti e per i fedeli. Ma il governo di una diocesi deve rispondere a molteplici esigenze tra loro connesse e tutti siamo chiamati a un servizio pieno di dedizione».

Vicariato di Antella - Ripoli - Impruneta: don Gianni CASTORANI sarà vicario parrocchiale di S. Maria a Quarto di Ripoli.

Vicariato di Campi Bisenzio: a seguito del trasferimento di don Stefano Pieralli, don Alessandro MARSILI diventa vicario parrocchiale a S. Andrea a San Donnino e S. Donnino a Campi Bisenzio; nell’anno di diaconato Gabriele FALCI presterà servizio nelle parrocchie di S. Stefano e del Sacro Cuore a Campi Bisenzio.

Vicariato di Empoli - Montelupo: don Mario Costanzi, finora vicario parrocchiale di S. Martino a Pontorme e S. Maria a Cortenuova, torna nella sua diocesi di Siena e viene sostituito da don Valerio DE VITA.

Vicariato del Mugello Est: dopo il ritorno in patria di don Marcin Jaroslaw Zielinski, vicario parrocchiale di S. Giovanni Battista a Vicchio sarà don Marco SALVADORI; don Gianni Castorani e don Ivan Capalija lasciano S. Lorenzo a Borgo San Lorenzo, dove vicario parrocchiale è nominato don Pierre MVUBU BABELA.

Vicariato del Mugello Ovest: don Stefano ULIVI prende il posto di don Leonardo Guerri e don Simone Pifizzi e sarà unico parroco delle parrocchie di S. Silvestro a Barberino di Mugello, S. Jacopo a Cavallina e S. Michele a Montecarelli; da questa unità pastorale viene trasferito anche p. Joseph (Giovanni) Vazhuthanapally e, al suo posto, viene nominato vicario parrocchiale don Marco PAGLICCI.

Vicariato di Pontassieve: don Jozef Budzinski viene trasferito ed è sostituito come parroco di S. Giovanni Battista a Remole (alle Sieci) da don Stefano PIERALLI; don Simone Pestelli, anch’egli trasferito, è sostituito come parroco di S. Jacopo al Girone da don Lorenzo PAOLINO.

Vicariato di Porta alla Croce: al Sacro Cuore a Capodimondo don Stefano Ulivi, trasferito, viene sostituito come parroco da don Simone PIFIZZI, che avrà come vicario parrocchiale don Joseph VAZHUTHANAPALLY, in sostituzione di don Antonio Gramigni; a S. Maria a Coverciano, al posto del parroco don Aldo Menichetti, andrà don Leonardo GUERRI; don Renzo Corti, in considerazione dell’età e delle condizioni di salute, si ritira da parroco di S. Michele a Rovezzano ed è sostituito da don Michele PES; don Antonio Ferrara, nella parrocchia di S. Pietro a Varlungo, avrà la collaborazione dei Padri COMBONIANI.

Vicariato di Porta al Prato: don Silvio ZANNELLI prende il posto di don Marco Paglicci come vicario parrocchiale a S. Jacopino; don Renato BARBIERI viene nominato vicario parrocchiale a S. Maria a Peretola; dopo la nomina di don Gianluca Bitossi a Rettore del Seminario Arcivescovile, don Simone PESTELLI sarà il nuovo parroco di S. Maria Ausiliatrice a Novoli, e tra i suoi collaboratori avrà anche don Tomasz KORSZUN; nella parrocchia di S. Martino a Brozzi don Jozef BUDZINSKI sostituisce don Luigi BARTOLETTI, il quale assume l’incarico di cappellano presso l’Ospedale Pediatrico Meyer.

Vicariato di Porta Romana: la parrocchia della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo alla Nave a Rovezzano viene affidata a don Brunetto FIORAVANTI; a S. Frediano in Cestello, il parroco don Cristian Meriggi avrà come collaboratore don John Roy KANCHIRATHUMMOOTTIL.

Vicariato di Porta San Frediano: a S. Angelo a Legnaia va come vicario parrocchiale don Simone NENCIONI; nella parrocchia del SS.mo Nome di Gesù ai Bassi presterà servizio come collaboratore don Alessandro CLEMENZIA.

Vicariato di Rifredi: a seguito del trasferimento di don Simone Nencioni, vicario parrocchiale di S. Stefano in Pane viene nominato don Antonio GRAMIGNI.

Vicariato di San Casciano - Montespertoli - Tavarnelle: nella parrocchia di S. Andrea a Montespertoli vicario parrocchiale sarà don Maurizio PIERI.

Vicariato di San Giovanni: la parrocchia dei SS. Apostoli e Biagio viene affidata ai LEGIONARI DI CRISTO, amministratore parrocchiale ne sarà p. Lorenzo CURBIS e vicario parrocchiale p. Manuel ÁLVAREZ VORRATH; la rettoria dei SS. Michele e Gaetano è assegnata all’ISTITUTO DI CRISTO RE E SOMMO SACERDOTE, con rettore il can. Federico POZZA.

Vicariato di Scandicci: don Brunetto Fioravanti lascia la guida della parrocchia di S. Maria a Scandicci, dove viene nominato parroco don Aldo MENICHETTI; tra i suoi collaboratori, al posto di don Lorenzo Paolino, avrà don Jean Denis NSWETE NSALIEN, il quale sarà anche amministratore parrocchiale di S. Martino alla Palma; nuovo parroco nella parrocchia di S. Vincenzo a Torri sarà don Luca CARNASCIALI.

Vicariato di Sesto Fiorentino - Calenzano: don Bineesh Mankottil rientra in patria e viene sostituito da don Claudio BALDINI come vicario parrocchiale a S. Niccolò a Calenzano.

Vicariato delle Signe: don Davide Mazzoni, finora vicario parrocchiale a S. Giovanni Battista e S. Lorenzo a Signa, va in missione in Ungheria con le Comunità neocatecumenali, ed è sostituito da don Ivan CAPALIJA.

Non ci sono cambiamenti nei vicariati di Firenzuola e della Valdelsa Fiorentina.

Cambiamenti anche in Seminario: Firenze, che già ospita durante la settimana i seminaristi delle diocesi di Pistoia e San Miniato, a partire da quest’anno accoglierà anche i seminaristi del Seminario regionale di Siena, che raccoglie le diocesi della metropolia di Siena: Siena, Grosseto, Massa Marittima-Piombino, Montepulciano-Chiusi-Pienza, Pitigliano-Sovana-Orbetello. Don Alessandro CLEMENZIA seguirà come tutor i seminaristi negli studi teologici.
i religiosi

Nell’ultimo anno questi sono stati gli avvicendamenti di parroci nelle parrocchie affidate a istituti religiosi: da fine ottobre dello scorso anno, cessato di essere parroco a S. Trinita il vallombrosano p. Antonio Germano Brogi, lo ha sostituito il confratello p. Luigi (Gabriele) CONSALVI; all’inizio di novembre del 2013 il p. Rosario M. SAMMARCO, francescano dell’Immacolata, ha preso il posto di p. Serafino M. Lanzetta come parroco di Ognissanti; a fine novembre, sempre dell’anno scorso, il p. Alfonso FRESSOLA, domenicano, è subentrato a p. Antonio Cocolicchio come amministratore parrocchiale di San Marco a Firenze; nello stesso mese il p. Umberto Rufino ha cessato il suo incarico di amministratore parrocchiale di S. Maria Maggiore, ed è stato sostituito dal confratello camilliano p. Jean Baptiste OUEDRAOGO; da ultimo, a partire da questo mese di settembre p. Edoardo Biotti, guanelliano, cessa il suo servizio di parroco del Corpus Domini al Bandino, sostituito dal confratello p. Antonio DE MASI.

Tra i religiosi che collaborano come vicari nelle parrocchie della diocesi, questi i cambiamenti: dalla metà di settembre del 2013 p. Gianluca SPIONE, salesiano, è vicario parrocchiale alla Sacra Famiglia; dalla fine di novembre del 2013 nuovo vicario parrocchiale a S. Maria a Ripa a Empoli è il carmelitano p. Teodosio MARTINHO; dall’inizio del dicembre scorso vicario parrocchiale a Santa Maria Novella è p. Antonio IDDA, domenicano; don Pietro PAGOTTO, salesiano, è vicario parrocchiale a S. Maria Madre della Chiesa a Torregalli dal primo gennaio di quest’anno; presso gli oblati giuseppini d’Asti nella parrocchia di S. Giuseppe Art. a Sesto Fiorentino dalla fine di settembre di quest’anno sarà vicario parrocchiale p. Francis Tenson CHALONA; dalla stessa data don Vincenzo GIANNUZZI, dei missionari del Preziosissimo Sangue, sarà vicario parrocchiale nella parrocchia affidata a questo istituto religioso a Firenze; ancora a partire dalla stessa data p. Roberto BENAMATI, dei frati minori, sarà vicario parrocchiale a San Francesco a Firenze.

GLI STRANIERI

Il Cardinale ha anche salutato e ringraziato i sacerdoti di altre diocesi che hanno operato pastoralmente tra noi come «fidei donum» o che abbiamo ospitato come studenti e che tornano nelle proprie diocesi di origine.

Tornano alle loro diocesi: don Mario COSTANZI (arcidiocesi di Siena, finora a S. Martino a Pontorme); don Salvatore D’AMICIS (arcidiocesi di Taranto, finora a S. Vincenzo a Torri); don Destin MOUENE NDZOROMBE (diocesi di Owando, Repubblica del Congo, finora a S. Maria a Fibbiana); don Paul NZINGA N’DITU (diocesi di Boma, Repubblica Democratica del Congo, finora ai SS. Pietro e Lucia a Tavarnelle).

Avendo completato i loro studi sono tornati o stanno per rientrare nelle loro diocesi di origine don Edjrosse Antoine AKPAGNONITE (diocesi di Atakpamé, Togo, finora a S. Bartolo a Cintoia); don Valentine Bernard CHILEGA (diocesi di Morogoro, Tanzania, finora assistente in alcune cliniche fiorentine); don Bineesh MANKOTTILL JOSE (arcieparchia di Kottayam dei Siro-Malabaresi, India, finora a S. Niccolò a Calenzano); don Jean Claude MVONDO (diocesi di Mbalmayo, Camerun, finora a S. Maria a Quarto di Ripoli); don Raoul de Dieu NGAMUKI IKUMA (diocesi di Kikwit, Repubblica Democratica del Congo, finora a S. Croce a Quinto): don Alphonse ONEMA ETHOYI (diocesi di Mweka, Repubblica Democratica del Congo, finora al Corpus Domini al Bandino).

Per ora è previsto invece l’arrivo di don Antoine KOKA N’DITU (diocesi di Boma, Repubblica Democratica del Congo), don Antoninus SOMI TANTAN e don Cyprian Toh DIANG (arcidiocesi di Bamenda, Camerun); don Antony MARIA DEVANESAN (arcidiocesi di Madras e Mylapore, India); don Clement NDAYE TSHIMBALANGA (arcidiocesi di Kananga, Repubblica Democratica del Congo).
Le destinazioni di questi sacerdoti verranno definite nelle prossime settimane.

Tutte le nomine in Diocesi: un «consiglio episcopale» affiancherà l'Arcivescovo
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