Livorno
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E se la carità si imparasse a scuola?

Per il nuovo anno scolastico la Caritas diocesana propone dei percorsi di crescita personale ai giovani delle scuole livornesi, attraverso l’esperienza dell’incontro con l’altro

E se la carità si imparasse a scuola?

Sensibilizzare gli studenti verso i problemi della nostra società attraverso incontri ed esperienze concrete e, nello stesso tempo, conoscere le loro difficoltà nel mondo attuale: è questo l’obiettivo principale del progetto educativo “Incontra le fragilità 2.0”, nell’ambito del più ampio programma “Giovani, Scuola e Formazione” promosso dalla Fondazione Caritas Onlus di Livorno, che vede la piena collaborazione di tutti gli Istituti Scolastici Superiori della Diocesi per l’anno scolastico 2013-2014.
Sono coinvolti nell’iniziativa anche gli Uffici per la Pastorale Scolastica, per la Scuola, per la Pastorale Giovanile e per la Pastorale della Carità della Diocesi, l’Associazione Progetto Strada, i Salesiani di Livorno, il Centro di Prossimità Livorno, la Commissione Handicap della Caritas e il Terzo Tempo Giovani. 
«L’iniziativa nacque circa tre anni fa, tramite un accordo con il Provveditorato agli Studi di Livorno, per affrontare temi riguardanti le fragilità di oggi, le povertà personali, le insicurezze che minano il futuro, cercando di arrivare alla comprensione del proprio essere tramite l’incontro con chi soffre, scorgendo nella diversità una vera e propria ricchezza.» A parlare è Enrico Sassano, direttore della Caritas diocesana e coordinatore del progetto. «Per questo anno scolastico verrà scelta una classe quarta per ogni Istituto, con cui organizzeremo degli incontri e una festa finale con animatori formati appositamente, compresi fra i 20 e i 30 anni, che dialogheranno con gli studenti in merito agli spunti di riflessione previsti. Ai ragazzi saranno poi proposte esperienze concrete di servizio che li aiuteranno ad apprezzare la bellezza della scoperta dell’altro: sono sicuro che conoscere i problemi altrui serva a poter superare le proprie, comprendendo il valore delle proprie azioni e dei beni materiali. E speriamo anche ad avvicinare i giovani al mondo del volontariato, inteso come dono di sé stessi e del proprio tempo».
E non solo: la proposta della Caritas è far sì che la scuola riconosca come credito formativo il servizio verso gli altri, e di recuperare situazioni di disagio, familiare e non, vissute da alcuni studenti.
«Purtroppo è inutile negare le evidenti difficoltà che hanno oggi le parrocchie e le stesse scuole nell’affrontare il sempre più complesso mondo giovanile - continua Sassano - proprio per questo ogni anno tendiamo ad implementare il progetto: già per il prossimo vorremmo rivolgerci anche alle scuole medie e collaborare per i dopo-scuola a tempo pieno. La Caritas ha nel proprio DNA la proposta educativa verso gli adolescenti e gli adulti, e sono certo che con questi percorsi anche la Scuola potrà così svolgere ancor di più il ruolo di “palestra di vita”, che apre gli occhi e la mente dei ragazzi ai luoghi in cui crescono e dove si formano come cittadini.»

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