Livorno
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“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica”

Formare nuovi sacerdoti: l’incarico di vice rettore del Seminario affidato a don Rosario Esposito, nuovo sacerdote della Diocesi

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“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica”

Ordinato lo scorso 29 giugno da monsignor Giusti, don Rosario Esposito è il nuovo vice rettore del Seminario di Livorno; lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa di lui e del suo nuovo incarico.

Che effetto fa essere nominato vice rettore appena ordinato?
«Fa un effetto un po’ strano perché il mio iter formativo e vocazionale è durato quindici anni; dopo questo lungo periodo speravo e pensavo di uscire dall’ambito del seminario per occuparmi della pastorale parrocchiale in tutte le sue parti e le sue mansioni. Purtroppo o per fortuna mia e di qualcun altro il Signore mi ha voluto qui ancora una volta come formatore, come fratello maggiore e come compagno di viaggio dei seminaristi.
Tutto ciò che ho ricevuto in questi quindici anni di formazione voglio metterlo a disposizione di questi ragazzi.
Tanti di loro anno la mia stessa età, alcuni sono un po’ più grandi, due sono più piccoli; in tutto sono quattordici e vanno dai ventidue ai quarantanove anni».

Quali saranno i tuoi compiti all’interno del Seminario?
«Oltre alla formazione umana, mi alterno con mons. Paolo Razzauti, rettore del Seminario, per la formazione cristiana. Celebro con loro tutti i giorni la Santa Eucarestia e la preghiera delle lodi.
Mi occupo anche di tutte le altre mansioni amministrative, economiche e soprattutto di "sostegno morale" a questi ragazzi che come me provengono dal Sud».

Un consiglio che vorresti dare da "fratello maggiore"a tutti i ragazzi che hanno intrapreso questo cammino
«Di non scoraggiarsi mai. Di andare sempre avanti senza fermarsi di fronte a nessun muro, cercare di scavalcarlo pian piano per giungere alla vetta e discendere in caduta libera e affrontare così un’altra difficoltà con maggiore forza.
Ogni situazione che ci viene posta dinanzi infatti non fa altro che rafforzare la nostra personalità».

C’è qualcuno che vorresti ringraziare?
«In primis vorrei ringraziare tutti i sacerdoti miei formatori che si sono succeduti in questi quindici anni. Ringrazio monsignor Giusti perché ha accolto me e gli altri tre miei confratelli di ordinazione a braccia aperte.
Un grazie particolare a monsignor Razzauti che dopo la nostra ordinazione ha fatto un viaggio con noi per conoscere le realtà in cui siamo cresciuti, visitando le nostre famiglie, conoscendo i nostri parroci per poter avere un’idea maggiore di chi siamo e da dove veniamo.
Infine un ringraziamento a tutti i sacerdoti di Livorno che ci sono stati vicino negli ultimi momenti di preparazione alla nostra ordinazione».

Se tu volessi ricordare una frase del Vangelo a te cara, quale sarebbe?
«Non è una frase del Vangelo ma di San Paolo apostolo ai Filippesi, ed è quella che ho voluto stampare in occasione della mia ordinazione e che riassume il consiglio che vorrei trasmettere ai ragazzi del Seminario: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"; ovvero fare tutto nel nome di Dio affinché ci dia la forza necessaria per affrontare qualsiasi difficoltà».

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