Livorno
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Non solo un’estate sicura

I progetti legati alla terza età: consultori per incontrare, valutare e trovare soluzioni.
A colloquio con la dottoressa Asl Rosanna Venturo.

Percorsi: Anziani
Non solo un’estate sicura

Se conoscete Rosanna, ovvero la Dottoressa Venturo medico geriatra della USL 6 di Livorno, potete capire uno dei motivi per cui il servizio di assistenza agli anziani della nostra città costituisce un fiore all’occhiello per il territorio toscano. L’idea di questa intervista è nata in seguito all’ultima iniziativa promossa dalla Regione per fronteggiare i rischi delle ondate di calore: “Estate anziani”, consigli e accorgimenti per la terza età.“Quanti sono gli anziani a Livorno? Quali sono gli anziani più a rischio? Come vengono aiutati e con che mezzi?”

Il progetto del consultorio anziani fragili
USL e Comune lavorano da maggio 2004 ad un progetto integrato capace di dare un servizio di assistenza agli anziani a 360 gradi, 365 giorni l’anno. Inizialmente il consultorio era collocato a Villa Serena; nell’ottobre 2012 è stato trasferito al secondo piano della sede USL del Quartiere di  Fiorentina. Questa iniziativa è nata per volontà del Prof. Giampaolo Zucchelli, ringraziamo ancora la sua lungimiranza.
Il primo obiettivo è la prevenzione: identificare i punti di debolezza degli anziani, allo scopo di ritardare il più possibile eventuali disabilità. Migliora, così,  la qualità di vita delle persone e di conseguenza si riducono i costi, vista la conseguente riduzione di casi da curare.

Le tre fasi del progetto
Il primo passo è l’identificazione. Vogliamo trovare le persone ultrasettantacinquenni autosufficienti, ma con delle fragilità. Persone a rischio anche per aspetti sociali come la solitudine, non solo per aspetti sanitari.
Il secondo passo consiste nel prendere in carico le persone bisognose: individuare le loro necessità in seguito ad una valutazione multidimensionale in collaborazione con l’assistente sociale.
Il terzo passo prevede la formulazione di un percorso assistenziale per la persona. Ad esempio lavoriamo sui disturbi delle capacità cognitive e insegniamo a distinguerne le cause. A volte, infatti c’è allarmismo e paura per tutto ciò che sembra perdita della memoria, ma la causa potrebbe essere la disidratazione. Quando affrontiamo le problematiche relative alla memoria, proponiamo anche le relative strategie di compenso. Studiamo percorsi che tolgano dall’isolamento e spieghiamo alla persona che quello che ha è fisiologico. Gli incontri, una volta alla settimana, durano un’ora e si ripetono per otto settimane. E intanto si crea il gruppo. Ecco il primo risultato.

I servizi del progetto
A Livorno non abbiamo solo un’estate sicura, ma il progetto è più ampio, dura tutto l’anno: è una sorveglianza attiva agli anziani fragili.
I servizi di prossimità consistono nel“trasporto sociale” per visite mediche o anche solo per una passeggiata sul mare o per una visita ad un parente o ad un amico. Il sistema del tele-soccorso può salvare la vita, soprattutto agli anziani realmente soli. Il telefono amico viene svolto in collaborazione con la SVS.
Gli altri servizi di prossimità per aiutare a fare la spesa, per ritirare le ricette, per rifornirsi di medicinali, hanno una doppia utilità: una per chi svolge il servizio e una per chi ne beneficia. Sono poche ore a settimana da organizzare in modo ottimale e da dedicare a chi è veramente solo. Poi ci sono i centri diurni per anziani e i centri sociali. Negli anni passati c’erano anche diverse iniziative organizzate dai vigili del Fuoco, ma quest’anno le risorse sono ridotte.

Le persone coinvolte nel progetto
Parliamo di anziani autosufficienti. Gli anziani non autosufficienti, per ovvi motivi, sono coinvolti in altri tipi di aiuti.  Sono gli ultrasettantacinquenni senza accompagnatura, che vivono in condizioni di disagio che possono rivolgersi al consultorio. Quando una persona compie i settantacinque anni, riceve una informativa dalla USL e così viene a conoscenza dell’esistenza del consultorio. Ad oggi gli anziani fragili in carico sono circa duemila, con e senza famiglia. La segnalazione può avvenire da parte del medico curante, comunque non c’è bisogno di alcuna autorizzazione. L’accesso è libero: segnala chi vuole e quando vuole, anche un vicino può farlo.

Gli obiettivi del progetto
Si tratta di un centro di informazione e formazione. Si vuole migliorare lo stile di vita, tenendo conto della dimensione motoria e sanitaria, della co-morbilità, dell’uso di più farmaci. Bisogna stare particolarmente attenti in questo periodo alle ipertensioni.
Inoltre, visto che il senso della sete negli anziani è molto basso, bisogna dare loro indicazioni molto precise: ogni persona deve rispettare la regola di bere dieci bicchieri al giorno, ovvero due litri di acqua, come rispetta i tempi e i modi di somministrazione delle medicine. Spesso le persone anziane fanno uso di diuretici e quindi diventa ancora più importante l’assunzione di liquidi nonostante eventuali problemi di incontinenza. Anche l’incontinenza è fisiologica. E’ importante saper riconoscere i sintomi, la sensazione di mancamento o l’abbassamento della pressione, per esempio, ed educare ai comportamenti da seguire.
Oggi possiamo dire di conoscere la popolazione “fragile” di Livorno. E’ facile, molto facile per molti perdere l’autonomia, innescando una reazione a cascata che difficilmente riporterà il vecchio equilibrio. Una delle cose più belle del servizio è la continuità. Far sentire meno soli i nostri anziani è il primo successo.
E’ stato istituito anche un servizio di podologia. Perché camminare è importante. La stabilità nella postura, infatti, riduce i rischi di caduta, favorendo il mantenimento dell’autonomia.   La capacità di mantenere autonomi gli anziani fragili è buona, compatibilmente con le problematiche relative all’età avanzata. C’è la conoscenza diretta di ogni persona. Viene data particolare importanza all’ascolto: spesso ci si trova di fronte a persone che hanno bisogno che gli si dedichi del tempo. La soddisfazione degli anziani presi in carico è molto alta, come quella dei loro familiari.
I tagli ci sono stati, ma le persone che sono restate nel gruppo di lavoro sono molto motivate: un gruppo di lavoro che crede molto in quello che fa, ci investe, ci lavora e il lavoro lo ripaga. Non è facile quantificare i risultati del servizio di prevenzione: i ritorni sono soprattutto sotto il profilo emozionale.
La visita geriatrica è una valutazione multidimensionale; spesso le persone visitate al termine della visita dichiarano di non aver mai avuto una visita così particolareggiata in tutta la loro vita. Il gruppo di lavoro attualmente è costituito, oltre che dal medico, dalla podologa, dall’assistente sociale e da tre infermieri in condivisione con l’ambulatorio sui disturbi cognitivi.
Prevenire è meglio di curare.

Per informazioni e/o prenotazioni rivolgersi all’ambulatorio disturbi cognitivi al secondo piano della USL del quartiere di Fiorentina, oppure telefonare al numero 0586/223527 dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:00.

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