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Catechesi ed evangelizzazione: il 1° febbraio un convegno diocesano

Il 1° febbraio l’Ufficio catechistico propone a tutti i catechisti e agli educatori della diocesi di Lucca un incontro dal titolo "Dare Parola alle parole". Di questo e molto altro parliamo con don Riccardo Micheli, direttore dell'Ufficio catechistico.

Catechesi ed evangelizzazione: il 1° febbraio un convegno diocesano

Dopo un lungo periodo di silenzio, l’Ufficio Catechistico torna ad essere un interlocutore determinante nella catechesi e nella evangelizzazione. Abbiamo intervistato il direttore, don Riccardo Micheli (nella foto). Bene, caro don Riccardo che cosa bolle in pentola?
«Dopo un anno fondativo, impiegato a riconfigurare l’Ufficio Catechistico, a cercare nuovi collaboratori, a creare il necessario clima di collaborazione fra di loro, nella ricerca di una direzione, nel capire il ruolo dell’Ufficio nella diocesi, quindi impegnati in un lavoro interno, ora, con gli otto collaboratori, fra cui due diaconi permanenti, possiamo partire con delle iniziative».

Qual è il ruolo dell’Ufficio Catechistico?
«In generale, esso ha il ruolo di tradurre nella catechesi, non solo della iniziazione cristiana, ma anche in quella rivolta agli adulti, le linee pastorali del vescovo, creando iniziative e percorsi di formazione. Ci stiamo orientando verso la formazione più che verso l’informazione. Per esempio, un convegno non consisterà soltanto sull’ascolto di relazioni, magari anche stupefacenti, ma anche e soprattutto sulla produzione di materiale catechistico».

Avete iniziative in programma per l’immediato futuro?
«Per la Quaresima proponiamo un sussidio composto da schede da utilizzare in centri di ascolto della Parola di Dio per ragazzi. L’idea principale è quella di sospendere la forma classica di catechismo, pur mantenendo incontri periodici in parrocchia, e di trasferire l’educazione alla fede nelle famiglie. Rispetto alla proposta dei catechismi della Cei, questo percorso è liturgico, perché il brano evangelico su cui riflettere in famiglia è quello proclamato la domenica precedente nella messa».

Ci sono altre proposte?
«La prima iniziativa sarà il 1° febbraio. Abbiamo sospeso ogni attività nei primi mesi dell’anno pastorale 2014/2015, come è richiesto ogni anno dal vescovo, per costituire, quest’anno, i centri di ascolto della Parola e formare gli animatori. A gennaio, riprendendo l’attività, abbiamo previsto per il 1° febbraio, in collaborazione con la pastorale giovanile, un incontro di domenica pomeriggio per "accompagnatori nella crescita nella fede"; con questa nuova denominazione, vogliamo liberare la figura del catechista dalle incrostazioni del tempo e coinvolgere nella formazione catechisti ed educatori dei giovani. L’incontro avrà un taglio formativo, sarà svolto secondo le modalità del laboratorio dove si riflette e si produce qualche cosa. L’obiettivo principale di questo incontro è l’approfondimento dell’identità dell’accompagnatore a partire dalla sua esperienza, raccolta fino a quel momento. L’incontro si terrà al Seminario arcivescovile a partire dalle ore 15.30».

Qual è la vostra presenza nelle parrocchie?
«Abbiamo cominciato ad essere presenti nelle parrocchie. Due nostre collaboratrici tengono incontri a Lammari con i genitori che hanno figli nel percorso di iniziazione cristiana. Io vado a San Cassiano di Controne per lo stesso motivo, anche se il taglio è un po’ diverso; con i genitori tratto il ruolo dei genitori nella crescita umana e cristiana dei figli. Oggi, è prioritaria la riscoperta del ruolo educativo in genere e, poi, dell’educazione cristiana in particolare. Siamo presenti anche nella parrocchia di Pieve San Paolo, dove è in corso la catechesi dei genitori. Quasi tutte le nostre proposte riguardano gli adulti, la cui formazione è la vera priorità. Inoltre, abbiamo pensato a un percorso formativo per accompagnatori degli adulti, quindi di persone che siano capaci di fare catechesi agli adulti».

Che cosa vorresti dire ai catechisti e ai parroci?
«Vorrei dire che non devono sentirsi "orfani", perché l’Ufficio Catechistico c’è. È importante per noi essere non solo cercati per dei servizi, ma anche sollecitati, con richieste e problemi sorti nella catechesi, ad affrontare tematiche emergenti e, quindi, a farci lavorare! Inoltre, vorrei ricordare che le nostre iniziative si possono leggere nel sito della diocesi».

Più informazioni sul convegno: www.diocesilucca.it/index.php?id_news=1372

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