Lucca
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Conferenze e mostra di pittura dedicate a Lucca

«Tu vedi lunge gli uliveti grigi/ che vaporano il viso ai poggi, o Serchio,/ e la città dall’arborato cerchio,/ ove dorme la donna del Guinigi», così Gabriele D’Annunzio ne Le città del silenzio. In queste parole di D’Annunzio si trovano i tre soggetti che la presente iniziativa pone al centro della sua attenzione: il Serchio, l’arborato cerchio, cioè le mura, e la città.

Conferenze e mostra di pittura dedicate a Lucca

Ci sembra interessante, nel cinquecentesimo anniversario delle mura, allargare lo sguardo dagli spalti verso la città e, all’esterno, verso il fiume che la lambisce, per ripensare il rapporto che c’è stato e continua a esserci.

Anche Lucca, come ogni città, è nata intorno al fiume, dato che nessun nucleo umano può fare a meno di questo elemento vitale per gli uomini e l’ambiente, ed è al tempo stesso via di comunicazione, strada, energia per il commercio e alimento vitale per i cittadini.
Per quanto riguarda il Serchio e Lucca, la storia racconta che nell’antichità, a causa dell’incuria dovuta alle invasioni barbariche del V secolo, le acque uscivano dagli argini dei canali e divennero minaccia per la città; solo i lavori di deviazione eseguiti da Frediano, vescovo della città ed esperto di idraulica, riuscirono a stabilire un buon rapporto tra i lucchesi e il Serchio.

La vicinanza del Serchio ha condizionato anche la costruzione ultima delle mura nel lato nord, utilizzando parte delle mura medievali in uno spazio più difendibile dagli attacchi per la vicinanza al fiume.
In tempi più recenti, le mura furono messe alla prova durante la disastrosa alluvione del Serchio del 18 novembre 1812, quando furono sprangate le porte e, con l’ausilio di materassi e vari materiali, fu garantita una relativa tenuta all’acqua del centro di Lucca.
Ma è interessante quanto il fiume abbia inciso nella memoria umana, se stiamo ai riferimenti espliciti, da Dante ad Ariosto, da Ungaretti a D’Annunzio, per finire con lo scrittore Guglielmo Petroni.

Se il «compleanno» delle mura risveglia la memoria, con questa iniziativa proposta dall’Opera del Duomo di Lucca-Centro di Arte e Cultura si vuole offrire qualche motivo di riflessione ulteriore alla città, ripensando le relazioni vissute ed espresse con diversi linguaggi: il sottofondo è dato dalla pittura, che nei materiali e nei soggetti si ispira al fiume e con essa la fotografia; ma anche l’eco nella letteratura, la memoria storica, l’influenza delle acque sul paesaggio, l’architettura dell’acquedotto, senza dimentcare l’attuale situazione idrica del territorio e della città.
Ci auguriamo che questa proposta sia di utilità a ogni lucchese.

L’Opera del Duomo ringrazia l’Opera delle Mura, che ha inserito la manifestazione nel contesto del cinquecentenario, e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lucca.
Programma presso l’oratorio S. Giuseppe (piazza Antelminelli, Lucca):
Giovedì 15 maggio inaugurazione mostra di pittura e fotografia di Annamaria Buonamici e Marco Messina: «Il fiume, le mura, la città»

Conferenze:

  • Venerdì 16 maggio ore17: «Sciacquando i panni in Serchio: la prosa di Guglielmo Petroni» (prof. Giovanni Ricci)
  • Venerdì 23 maggio ore 17: «L’acqua e la città aspetti paesaggistici» (arch. Gilberto Bedini)
  • Venerdì 30 maggio ore 17: «La situazione idrica nel territorio lucchese» (prof. Raffaello Nardi)
  • Venerdì 6 giugno ore 17: «Non pel presente ma pel futuro: il beneficio del Nottolini ai lucchesi» (arch. Paolo Bertoncini Sabatini)
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