Lucca
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Emergenza accoglienza profughi

La Chiesa diocesana di Lucca, nel suo insieme, sta cercando di affrontare con tutte le sue forze e disponibilità l’accoglienza dei migranti.
Non solo quindi la Caritas o altre realtà specifiche, associative, si mettono a disposizione degli Enti pubblici per affrontare questo momento di emergenza. È tutta la Chiesa locale stessa che cerca di attivarsi.

Emergenza accoglienza profughi

Risalgono al mese di agosto, e precisamente al 10 agosto scorso, due missive che l’arcivescovo, Italo Castellani, e il Vicario Generale, Michelangelo Giannotti, hanno inviato a tutti i vicari moderatori delle Zone pastorali della diocesi, volte a sensibilizzare e a trovare ubicazioni possibili per accogliere i profughi.
Per mons. Castellani si tratta di «una emergenza che ormai bussa alle porte della nostra lucchesia», ha scritto nella lettera, «e che non può non vederci interpellati, soprattutto come comunità di credenti nel Signore, da una richiesta sempre più urgente per una sistemazione, anche temporanea, di queste persone che per noi sono realmente “sorelle e fratelli”».
Mons Giannotti, nella sua lettera specifica che «Le istituzioni deputate alla direzione dell’operazione ed in particolar modo la Prefettura sollecitano in maniera urgente la Diocesi e le Parrocchie all’individuazione di locali che possano essere adibiti all’ospitalità». Inoltre, mons. Giannotti ricorda che «il modello organizzativo porposto si ispira al principio dell’accoglienza diffusa, ovvero l’accoglienza di piccoli gruppi in maniera capillare sui territori». Per rispondere all’urgenza in atto il vicario generale ha chiesto ai vicari moderatori di Zona tre cose. La prima è quella di comunicare le disponibilità già operative sul loro territorio di competenza, indicando «il numero delle persone accolte e la tipologia (maschi, femmine, famiglie, minori...), l’ente gestore dell’accoglienza, la tipologia di contratto che regola la messa a disposzione dell’immobile». La seconda è «l’impegno a verificare l’eventuale disponibilità di immobili o – come ipotesi da verificare più attentamente – terreni nei quali possano essere collocati moduli abitativi temporanei, secondo l’ulteriore pista di lavoro indicata dalla Regione Toscana». Infine, la terza cosa che mons. Giannotti ha chisto ai vicari moderatori di Zona è «la disponibilità ad un confronto preliminare nel caso in cui la Prefettura o i singoli soggetti operativi (cooperative, associazioni) richiedano la vostra disponibilità per dei locali».
Le risposte all’invito, che l’arcivescovo e il vicario generale hanno fatto, non sono tardate e in molti casi si è a buon punto nella discussione di come usare spazi e immobili che vengono ritenuti idonei come possibile ubicazione.
A livello diocesano, comunque, sia l’Ufficio Pastorale Caritas sia l’Economato diocesano restano a disposizione per altri chiarimenti e per ricevere eventuali altre comunicazioni di disponibilità.

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