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Giovanni Volpi, il vescovo del Sacro Cuore

Mons. Giovanni Volpi fu definito il Vescovo del Sacro Cuore. Il cuore di Gesù è fonte e sorgente di vita e di santità: a quel cuore mons. Volpi attinse l’abbondanza della vita di grazia e di santità e il fervore del suo Apostolato di amore. Egli trovò nel Cuore di Gesù l’argomento, l’impulso e la gioia del suo Sacro Ministero a favore delle anime. Ecco un breve ritratto.

Giovanni Volpi, il vescovo del Sacro Cuore

Nacque Giovanni Volpi a Lucca nella Parrocchia di Santa Maria Forisportam, come si può leggere nel’atto di Battesimo redatto il 28 gennaio 1860 («Giovanni Lelio Salvatore Francesco figlio del Signor Enrico dell’illustrisimo Professor Paolo Volpi e della signora Angela Giomignani di Giovanni, sua moglie, ambi di Lucca, nato alle ore 11 antimeridiane del 27 gennaio 1860»).

I Volpi erano una famiglia distinta per onestà e agiata per la industriosità ed il lavoro. Enrico, possidente agricolo, era figlio del celebre medico lucchese. I Giomignani erano proprietari di una antica e pregiata industria della cera, avevano un bel palazzo in Via dell’Angelo Custode e diversi terreni nei pressi di Ponte a Moriano, ma l’attività principale di Giovanni Giomignani, nonno di Monsignor Volpi, era l’industria della seta. Giovanni rimase a dieci anni orfano di entrambi i genitori, venne nominato tutore lo zio Lelio e i nonni materni si presero cura di lui, mentre il fratello Paolo veniva mandato nel collegio di San Frediano.

Il 9 settembre 1876 nella chiesa di Santa Maria della Rosa ricevette la vestizione ecclesiastica, venne ammesso come seminarista esterno al Seminario di San Martino, ma pur frequentando le scuola, continuava ad abitare nel palazzo di Via dell’Angelo Custode. Già prima di essere ordinato sacerdote, come seminarista esterno, poté svolgere un attivo apostolato, insegnando la dottrina cristiana nella Scuola Serale dei Santi Maurizio e Lazzaro della Parrocchia di San Frediano. Celebrò la prima Santa Messa nella Chiesa di Santa Maria della Rosa il 4 giugno 1882.

Da allora inizia un periodo di intenso lavoro: fu incaricato dell’insegnamento di Storia Ecclesiastica nel Seminario Decanale di San Michele in Foro, fu Segretario Arcivescovile, poi Segretario della Congregazione Sinodale, quindi Esaminatore Sinodale. Fu nominato Segretario della Sacra Visita, accompagnando l’Arcivescovo nella vasta Diocesi. Ma Monsignor Volpi era un catechista nato, possedeva il dono di saper parlare ai fanciulli, ai giovinetti, ai giovani e fu proprio nella sua famosa scuola serale di catechismo in Via Fontana, dove egli, con gran zelo, istruiva i giovani. Fondò un Oratorio festivo per offrire ai giovani la partecipazione alla Messa, l’istruzione catechistica e una sana ricreazione: per questo trasformò in cortile una parte del giardino di Palazzo Giomignani in Via dell’Angelo Custode.

Fu anche un gran confessore e direttore spirituale, ricevendo la «patente», come si diceva nel gergo ecclesiastico, solo dieci mesi dopo la sua ordinazione. Fu un vero forgiatore di anime apostoliche. Dopo che i Salesiani ebbero chiuso l’Oratorio giovanile di Piazza San Pietro Somaldi, il sacerdote Volpi fondò la scuola serale «Matteo Civitali» per combattere l’analfabetismo popolare nel senso più completo: culturale e religioso. La scuola era completamente gratuita.

E alla scuola egli dette tutto: il suo tempo libero, la maggior parte dei beni compresa la bella villa di san Gemignano di Moriano e il magnifico Palazzo di Via dell’Angelo Custode, lasciato a lui in eredità dalla nonna materna. Decano di San Michele in Foro, monsignor Volpi fu chiamato a cariche importanti, Leone XIII lo elesse Decano di San Michele in Foro: aveva solo 34 anni. Occorre dunque precisare cosa fosse il Decanato di San Michele in Foro.
La chiesa di San Michele era, per importanza, la seconda di Lucca, dopo la Cattedrale di San Martino; aveva il titolo di «Insigne Collegiata» ed un Capitolo di Canonici decorato con particolari secolari privilegi.

Il Decano era la prima dignità di questo Capitolo, un primus inter pares, ma con particolari diritti di ordinamento diocesano, non solo nella chiesa di san Michele, ma anche in talune parrocchie, come quello di tenere Pontificali, di nominare titolari di quelle parrocchie, anche se le nomine dei parroci spettavano collegialmente al capitolo, e non personalmente al Decano.

Insomma il Decanato di San Michele in Foro era quasi un vescovato piccolo all’interno del grande Arcivescovato di Lucca. Questo spiega la difficoltà dell’ufficio della dignità del Decano.

La giurisdizione decanale comprendeva la Collegiata di san Michele, il Seminario Decanale, due chiese in città, San Matteo e San Salvatore in Mustolio,e due chiese fuori città. L’Arcivescovo di Lucca aveva su questi enti una giurisdizione ridotta e parziale, il Decano, che era Protonotario Apostolico, e il Decanato erano immediatamente soggetti alla Santa Sede. Vescovo Ausiliare a Lucca. Il 29 luglio 1897 Giovanni Volpi, a 37 anni, fu eletto Vescovo titolare di Dionisiade e dato per Ausiliare all’Arcivescovo di Lucca, Monsignor Nicola Ghilardi, vecchio ed infermo.

Il suo spirito di obbedienza fu messo a dura prova, ma non si turbarono mai i rapporti con l’Arcivescovo. La memoria del Servo di Dio, Monsignor Giovanni Volpi, e una vera devozione  verso di lui, si diffuse non solo a Lucca ma anche in regioni lontane, dove i suoi concitadini emigrati continuarono a leggere il periodico mensile «Le promesse del Sacro Cuore» edito dalla Scuola Tipografica Artigianelli di Lucca. Narra un suo biografo che Monsignor Volpi, in compenso della sua completa e totale immolazione ebbe da Gesù il mistico possesso del Suo Cuore per distribuirne i tesori di grazie a favore degli uomini.

Egli fu definito il Vescovo del Sacro Cuore. Il cuore di Gesù è fonte e sorgente di vita e di santità: a quel cuore Monsignor Volpi attinse l’abbondanza della vita di grazia e di santità e il fervore del suo Apostolato di amore. Egli trovò nel Cuore di Gesù l’argomento, l’impulso e la gioia del suo Sacro Ministero a favore delle anime.

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