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La Chiesa e la riforma della misericordia, incontro di formazione missionaria

Si è tenuta ad Assisi la 14esima edizione delle Giornate nazionali di formazione e Spiritualità Missionaria, dal 25 al 28 agosto scorsi, promosse dalla Fondazione Missio e dall’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese sul tema Nel nome della Misericordia per la riforma della Chiesa. Da Lucca hanno partecipato due volontarie dell'Ufficio Missionario, una di loro ci racconta come è andata.

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Giornate nazionali di formazione e Spiritualità Missionaria, dal 25 al 28 agosto 2016

Il Convegno è iniziato con il pensiero e la preghiera per le tantissime vittime del terremoto e per chi sta portando aiuto nelle zone colpite, alle quali si è aggiunta, l’ultimo giorno, una raccolta di fondi da inviare, tramite Caritas, alle vittime del sisma.

Monsignor Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, ha aperto la 14esima edizione delle Giornate nazionali di formazione e Spiritualità Missionaria, promosse ad Assisi, dal 25 al 28 agosto scorsi, dalla Fondazione Missio e dall’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese sul tema Nel nome della Misericordia per la riforma della Chiesa. La riforma della Chiesa procede lungo questa strada, continuando il cammino iniziato nel Convegno ecclesiale di Firenze, ha ribadito don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio, introducendo la lectio divina condotta dal teologo Luca Moscatelli, filo conduttore delle lectio che hanno aperto tutte le giornate dell’appuntamento assisiano.

Sempre il primo giorno è intervenuta anche la professoressa e teologa Stella Morra ha sviluppato il tema Dio non si stanca. La misericordia come forma ecclesiale. Un’analisi acuta sul Cristianesimo ed il periodo storico in cui opera, sulla feudalità di una Chiesa chiusa in strutture arcaiche che creano discrasia con la vita reale. Necessità per la Chiesa di tornare alla Parola e quindi all’Essere Umano. Se la barca della Chiesa affonda per le troppe sovrastrutture, l’importante è che l’uomo si salvi imparando a nuotare! Francesco ci invita a cercare nuove forme di essere Chiesa e nuove strutture di Misericordia, facendocelo insegnare dai poveri. La nostra povertà di peccatori non inficia l’amore di Dio per noi, Egli ce lo dona gratuitamente a priori. Non chiede niente in cambio, ci invita solo a condividerlo con il nostro prossimo. In questa libertà e in questo dono di amore gratuito sta la grandezza di Dio! Basta questo per convertire «per attrazione»!

A questi giorni di formazione hanno partecipato 240 persone tra religiosi/e e laici.

Venerdì 26 agosto la giornata è iniziata con la celebrazione eucaristica nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, presieduta da mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi alla quale è seguito l’intervento della professoressa Nataša Govekar del Dipartimento teologico pastorale della Segreteria per le comunicazioni della Santa Sede, sul tema Dio ci chiede di dare concretezza alla sua Misericordia.  
L’impulso al cambiamento ci viene proprio dallo stile comunicativo di papa Francesco, a partire da quell’apostolato dell’ascolto che permette di comprendere e adattarsi al linguaggio degli altri per poter arrivare a loro con la Parola. «Lo stile comunicativo di papa Francesco é diretto, semplice, forte. Non è una strategia ma un modo di essere. Uno spirito libero che ha aderito con gioia a Dio è il miglior comunicatore. Come dice Luca, solo se sei umile e povero e senza segreti, se conosci la pace di Gesù e sai ascoltare,  puoi arrivare al cuore del prossimo. In questo modo la Chiesa diventa accogliente, attraente e luminosa. In essa opera la Misericordia, cioè il dono di sé, del proprio cuore agli altri: tre linguaggi che vanno dalla testa al cuore e alle mani e fanno della misericordia gesti concreti». Richiamando i passaggi sul tema della Evangelii Gaudium, in cui è detto che: «Ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo, spuntano nuove strade,  metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti,  parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale. Ogni autentica azione evangelizzatrice è sempre nuova».
Penso che potremmo dire che il Vangelo non è un libro sul quale è stata apposta la parola fine, ma un libro aperto, con tante pagine ancora da scrivere. Un libro «vivo», perché si basa sulla parola di Gesù e che si riscrive ogni volta nei modi e nelle forme del tempo in cui si colloca. Troviamo i modi per «vangeliformizzare» il nostro tempo. Da questo deve nascere lo stile della Chiesa: riformare questo mondo, restando libera da esso!

Sabato 27 agosto, attraverso i laboratori, i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi sul tema della Riforma della Chiesa così come la sogna Francesco ed hanno elaborato proposte in merito. È stato molto bello constatare che tutti i presenti, religiosi e laici, hanno manifestato il desiderio di un ritorno ad una Chiesa che metta al centro Gesù! Una Chiesa destrutturata che medita ed attua la Parola!

Speriamo che il sogno di Francesco si traduca in realtà! Il testimone da un Francesco all’altro è stato passato! Preghiamo affinchè lo Spirito continui a sostenerlo in quest’ardua impresa! Domenica 28 agosto, dopo le conclusioni, con l'altra volontaria dell'ufficio Missionario diocesano, Marinella, siamo rientrate consce che è stata un’esperienza veramente interessante, alla quale ha contribuito anche il luogo dove si è tenuto il Convegno. Eravamo così vicini alla Porziuncola… si percepiva la serenità dei santi che l’hanno abitata! La Porziuncola e la tomba di Francesco sono veramente luoghi «magici», dove l’animo si placa e la serenità lo invade, e dove viene spontaneo pregare per «gli altri» e non per noi! Forse è questa la «Comunione dei santi», aiutarci ad uscire da noi per andare, sereni e felici incontro ai nostri fratelli come ci ha chiesto Gesù!
#Amailprossimotuocometestesso#

Vivetta Vannucci Chiti

La Chiesa e la riforma della misericordia, incontro di formazione missionaria
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