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Lucca, risponde il candidato sindaco Fabio Barsanti

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha preparato alcune domande che, attraverso il Settimanale Diocesano ToscanaOggi-LuccaSette, sono state poste anche ai candidati sindaco del Comune di Lucca. Le elezioni ci saranno il prossimo 11 giugno.

Lucca, risponde il candidato sindaco Fabio Barsanti

Barsanti ha 36 anni, è tra i fondatori di CasaPound a Lucca e, infatti, è sostenuto dalle liste CasaPound Italia e Alleanza per Lucca.

Quali sono i progetti della vostra amministrazione per le associazioni e le realtà giovanili presenti sul territorio lucchese?
Una delle mie priorità è quella di dare vitalità al territorio attraverso il riconoscimento e la valorizzazione di comitati e associazioni. Fra queste indubbiamente annovero quelle giovanili, con le quali voglio istituire un tavolo per concordare insieme le varie politiche da attuare per la socialità e l’aggregazione dei più giovani, fornendo però strumenti veri per incidere.
Più in generale mi impegnerò affinché alle varie realtà che operano con impegno sul territorio siano garantiti gli spazi idonei per le svolgimento delle loro attività nonché la partecipazione e il patrocinio dell’ente comunale per l’organizzazione di eventi e manifestazioni che accrescano la nostra città da un punto di vista culturale, aggregativo o sportivo.

Quali forme di partecipazione intende promuovere per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte comuni e favorire un superamento della diffusa disaffezione nei confronti della politica?
Nel corso degli anni il rapporto fra Amministrazione comunale e cittadini si è sempre più diradato; le periferie e le frazioni hanno perso ancora di più il contatto con il centro della città. La chiusura delle Circoscrizioni prima e l’incapacità di ascolto dell’attuale Giunta dopo, hanno spezzato il ponte su cui i cittadini di tutto il Comune potevano far passare la propria voce.La stessa chiusura è stata attuata anche verso le componenti economiche, i gruppi, le associazioni e abbiamo assistito ad un carosello di decisioni imposte dall’alto, e poi eventualmente giustificate a posteriori. Eppure operando in questi anni sul territorio, soprattutto nelle periferie, ho riscontrato la voglia di partecipazione dei cittadini. Per questo motivo propongo strumenti volti a ridare voce al territorio e ai suoi abitanti, come gli organismi di rappresentanza territoriale come corpo intermedio fra amministrazione e cittadini: si tratta della ricostituzione in forma gratuita e volontaria di organi di rappresentanza e partecipazione cittadina sul modello delle vecchie circoscrizioni. Nuovi organi in cui dialoghino parti politiche (senza gettoni o altre remunerazioni), associazioni operanti sul territorio di riferimento e i comitati di paese e di quartiere, che devono avere un riconoscimento formale da parte del Comune.

Che cosa pensa di fare per la trasparenza della pubblica amministrazione?
A fronte di una sbandierata trasparenza, gli ultimi anni hanno visto molte ombre addensarsi sull’operato dell’amministrazione comunale: dall’apertura di un bar al posto del rifugio per pellegirni sulle Mura, alla statua di Geminiani ‘regalata’ alla massoneria locale, dalla presenza fittizia delle delibere comunali sull’Albo pretorio, ai bandi costruiti ad hoc e non pubblicizzati (come per la guida del Museo del fumetto), alle sponsorizzazioni gestite attraverso le aziende municipalizzate e difficilmente tracciabili.
Operare in senso diverso sarà per me abbastanza naturale, non avendo niente da nascondere e non dovendo rispondere né a padrini né a padroni. Pertanto gli atti comunali dovranno essere rintracciabili on line con facilità; i bandi per posti di lavoro legati al pubblico non dovranno scomparire in una sezione del sito comunale ma essere palesati con ampio anticipo sulla stampa; il rispetto dei bandi di assegnazione di spazi pubblici dovranno essere controllati con doverosa puntigliosità.

Uno dei problemi che più affligge i giovani, anche a Lucca, è una persistente instabilità di vita. Spesso e volentieri, si fondono mancanza di lavoro e, di conseguenza, impossibilità a costruire un’esistenza autonoma dalla famiglia di origine. Quali saranno le proposte della vostra amministrazione sul binomio casa-lavoro, per consentire l’indipendenza dei giovani?
Purtroppo il problema lavorativo non affligge solo i più giovani, ma è una piaga che colpisce una buona fetta della popolazione. Disoccupazione, precariato, false partite IVA sono i nomi con cui il nostro popolo viene legato al palo dell’instabilità. Il Comune ovviamente deve attivarsi, anche se le competenze in materia sono assorbite anche da altri enti.
I lavori socialmente utili devono essere totalmente destinati ai lucchesi disoccupati e sempre per questi ultimi devono essere previsti corsi gratuiti di formazione di qualificazione-riqualificazione professionale. Il Comune deve anche stimolare la creazione di lavoro: propongo in particolare incentivi per creare una zona artigianale e la realizzazione di un polo della bicicletta, che si inserisca in un progetto più ampio (legato alla mobilità green) che massimizzi la vocazione ciclistica lucchese.
La mia proposta poi di creare un “Ufficio Europa” totalmente dedicato ad attrarre investimenti europei, va anche nella direzione della costituzione di un fondo di supporto ai giovani nel pagamento dell’affitto per chi decide di rendersi indipendente e voglia mettere le basi per creare una famiglia. A questa iniziativa si affianca quella di aderire alla campagna per il reddito nazionale di natalità: si tratta di una proposta di legge (di CasaPound Italia) che vuole destinare aiuti consistenti ai bambini italiani: 500 Euro al mese dalla nascita fino all’età dell’obbligo scolastico, ovvero fino al compimento dei 16 anni. La copertura economica deriva dal dirottamento degli investimenti attualmente destinati all’immigrazione e al salvataggio delle banche e dall’assorbimento dalla attuale spesa sociale per la natalità.
Infine la mia amministrazione si prodigherà per attuare anche a Lucca il progetto del Mutuo Sociale basato sul principio della “proprietà della casa”. A questo servizio potranno accedere le famiglie italiane che riceveranno un alloggio dietro il pagamento di un canone mensile che non superi un quinto delle entrate. Una volta che il cittadino avrà versato l’intero valore dell’immobile, calcolato sul prezzo di costo, diventerà proprietario dell’immobile stesso.

Quali processi a lungo termine (ovvero pensando a figli e nipoti) intende avviare nei confronti dei paesi e del territorio lucchese, dalle sue tradizioni al suo ambiente naturalistico?
Il territorio non deve essere un imbuto che coagula tutte le energie verso il centro cittadino e per ridare prospettive alla vita fuori dalla città bisogna riattivare le potenzialità dei territori.
La componente umana deve essere nuovamente coinvolta attraverso la già menzionata istituzione di nuovi organismi intermedi di rappresentanza e il riconoscimento dei comitati. Nelle frazioni  i cittadini sono già attivi e contribuiscono alla cura del territorio e dell’ambiente che le cooperative comunali non riescono a fare: è l’ora di dare a queste persone un riconoscimento e la possibilità di ottenere sgravi fiscali per quanto svolgono attraverso il c.d. baratto amministrativo.
Da un punto di vista culturale le frazioni possono essere valorizzate con distaccamenti museali o con piccoli musei del territorio, collegando gli stessi ai percorsi turistici che si dipanano dal centro e mettendo quindi a disposizione un idoneo collegamento con i mezzi pubblici.
Questo percorso potrà ridare slancio anche alle tradizioni locali e agli eventi ad esse collegate. A ciò aggiungo la volontà di potenziare la presenza dei gruppi storici: lo nsviluppo della divisione di Lucca in ‘terzieri’ anche fuori dal centro potrà aumentare nel medio periodo un senso di comunità che trascenda il singolo quartiere e prevedere un calendario di eventi collegati che faccia vivere tutto il territorio lucchese.

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