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Torna il percorso sulla dottrina sociale della Chiesa

Il distacco dalla politica non dipende soltanto dall’inconcludenza dei dibattiti politici, ma anche dalla poca speranza, che è virtù teologale da spendere, trafficare nella vita quotidiana e nell’impegno sociale e politico. Nella Lettera ai Filippesi, s. Paolo chiede ai cristiani di essere «cittadini di una città» (gr. politeùesthe) che esercitano diritti e doveri degni del Vangelo (1,27).

Torna il percorso sulla dottrina sociale della Chiesa

L’Azione Cattolica per il secondo anno propone un percorso di educazione alla speranza «per una cittadinanza responsabile». Lo scorso anno, gli incontri non riscossero il successo auspicato, ma prevedibilmente improbabile, perché purtroppo nelle comunità cristiane ha preso il sopravvento la «dis-incarnazione», l’alienazione dalla realtà, riducendo la fede a conoscenza, mentre invece essa è comportamento.

È venuta meno la sensibilità per l’impegno sociale e politico dei cristiani, che oggi è quanto mai urgente nella situazione di disorientamento e di degrado generale. Il percorso tracciato dall’Azione Cattolica vuole facilitare la riappropriazione dei valori che stanno alla base della solidarietà e della convivenza civile, contrastando così la tendenza a ridurre tutte le cose e perfino l’uomo a valore commerciale.

L’incontro introduttivo alla Dottrina (o meglio: all’Insegnamento, come ci sta proponendo mons. Mauro Viani nei dialoghi che pubblichiamo in queste settimane nella versione cartacea del settimanale) Sociale della Chiesa avrà luogo venerdì 22 novembre alle ore 21 nel Salone dell’Arcivescovato e vede la partecipazione: di mons. Italo Castellani e dell’on. Edoardo Patriarca, presidente del Cnv.
Poi avrà luogo un incontro sulla gratuità, che è il punto di partenza per la convivenza civile, la democrazia e la ricerca del bene comune; è un valore squisitamente evangelico riscoperto anche dal mondo dell’economia: Tibor Scitovsky, economista ungherese, già trent’anni fa scriveva che «Il nostro benessere economico è in costante aumento, tuttavia il risultato è che noi non siamo più felici» e viviamo in una situazione «comoda e triste» e, quindi, infelice.

Non i beni economici, ma quelli relazionali umanizzano la vita e rendono felici; un concetto che ritroviamo in una frase di Papa Francesco presa a sottotitolo del programma dell’Azione Cattolica: «Essere persona umana significa essere custodi gli uni degli altri».
Oltre a «speranza», l’altra parola chiave dell’interessante programma dell’Azione Cattolica è «educare», un’emergenza del nostro tempo per vincere la diffidenza verso la realtà, incentivata dalla frequentazione del mondo virtuale di internet, e la mancanza di desiderio di dare senso alla realtà.

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