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Turismo in Provincia: il calo c’è, uniamo le forze

Un paio di settimane fa la Provincia di Lucca, tramite l’assessorato al turismo, ha diramato i dati dei flussi turistici dei primi 6 mesi dell’anno in tutta il territorio provinciale, basandosi su numeri raccolti dalle strutture ricettive iscritte al portale web lucca.toscanaeturismo.net, i quali sottolineano un andamento molto altalenante, con dati positivi e negativi a macchia di leopardo. Abbiamo contattato Andrea Martinelli, presidente degli albergatori lucchesi di Confesercenti, per parlare con lui di questi dati e di molto altro.

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Turismo in Provincia: il calo c’è, uniamo le forze

Siamo a Santa Croce e, da che mondo è mondo, a Lucca è momento importante anche da un punto di vista economico. Inutile negarlo. E di più, siamo in un momento, il settembre, in cui anche tutti gli operatori del turismo e in particolare le strutture ricettive (alberghi, bad & breakfast...) lavorano a pieno regime.

Martinelli, i dati sul turismo diramati dalla Provincia due settimane fa, sono attendibili?
«I dati riguardano il primo semestre 2014, sono provvisori e tutti da verificare. I bilanci si fanno in fondo all’anno. Certo in parte rispecchiano ciò che si è seminato, ma risulta chiaro che in provincia c’è carenza di promozione e programmazione».

Com’è il vostro rapporto con gli enti locali?
«Capisco che siamo in un periodo di particolare difficoltà economica, ma a maggior ragione gli enti locali dovrebbero fare cose più precise e mirate rispetto al passato. Abbiamo chiesto più volte, come Confesercenti, una programmazione vera ma gli incontri al momento sono risultati limitati. E non è un problema solo di Lucca, come Comune capoluogo. Quando parliamo di turismo, dobbiamo lasciar perdere i confini: abbiamo monti e colline, mare e città. Come territorio abbiamo un potenziale enorme in arte, cultura, enogastronomia... E quello che a me dispiace davvero è vedere, ad esempio, le strutture ricettive in regola che da questa situazione non programmata spesso vanno a perdere gli investimenti fatti. Certo, me lo lasci dire, per Lucca c’è poi il discorso della tassa di soggiorno: da mesi chiediamo al Sindaco di capire che fine abbiano fatto i soldi raccolti con questo balzello. Noi diciamo che dovrebbero servire a fare della programmazione fatta bene e restiamo disponibili al confronto».

Che aria tira per i mesi estivi nelle strutture ricettive, ha qualche dato?
«L’offerta aumenta, perchè nascono anche nuove strutture, ma la domanda è stabile. Un leggero calo a luglio e agosto è prevedibile. La Versilia penso stia soffrendo di più rispetto all’entroterra».

Strutture che invece hanno chiuso per la crisi ce ne sono?
«Non ho dati su questo».

Se domani Provincia e Comuni la convocassero per dirle «ok vogliamo progettare qualcosa di importante per il turismo», lei cosa proporrebbe?
«Sarebbe bellissimo. Direi che a costo zero, se lo vogliamo davvero, possiamo unire ciò che abbiamo sul territorio: gli avvenimenti che ci sono già e altri, quelli proposti dagli enti locali come da associazioni e privati, cercando per quanto possibile di evitare sovrapposizioni. Dobbiamo prima di tutto unire le forze, perchè, come dire, siamo tutti nello stesso orto. Poi in un secondo momento è chiaro che dovremmo discutere subito di tanto altro dal web, alla viabilità, fino ovviamente alla lotta all’abusivismo problema che va affrontato con regolarità perchè alla fine se non emerge il nero finisce che chi lavora onestamente viene bastonato, come con la tassa di soggiorno, invece che tutelato. La concorrenza è bella se è leale».

Una curisoità. Secondo lei le polemiche tutte lucchesi attorno agli eventi pucciniani, ad esempio, aiutano o no un percorso di promozione turistica?
«Ascolti, se c’è confronto e collaborazione nessuno va fuori strada. Dobbiamo capire che i periodi che verranno saranno uguali a ora o forse più difficili. Dobbiamo entrare nella logica che tutti, enti locali e imprenditori, dobbiamo avere un obiettivo comune che è promuovere ciò che abbiamo come territorio e come cultura. Speriamo che a forza di ripetere queste cose, e noi lo facciamo da anni, qualcuno alla fine capisca».

APPROFONDIMENTO

Strutture ricettive senza permessi: dove sono i controlli?

Cecilia Carmassi, imprenditrice, possiede la casa vacanze «L’orto delle Palme» a Picciorana, e lo dice chiaro: «tutti lo sanno, ma nessuno affronta il problema. Buona parte dell’offerta turistica sul nostro territorio, come ospitalità, è data da strutture private che non rispondono alle normative previste sul turismo. E parlo ovviamente di privati che affittano case a privati, e non c’è nulla di male, ma lo fanno con finalità turistiche e questo comporterebbe un adeguamento normativo vero per le strutture». Un esempio? «Uno affitta casa propria a chi vuole, ma se lo fa a fini turistici e con servizi, ci sono dei vincoli. Quando una persona fa attività turistica formale, ad esempio la luce, il gas, la spazzatura non le può pagare come se fosse una casa ad uso residenziale. Se uno vuole offrire alimenti, ad esempio per la colazione, deve avere permessi specifici». Qual è il danno per chi è in regola? «Enorme. Nella mia struttura, per esempio, non posso somministrare alimenti. Se a parità di costo, su un sito online poco serio, un’altra struttura vicina alla mia, al nero offre alimenti, servizio trasporto, e tanto altro... Il danno mi pare chiaro, no? Ma qui non c’è nessuna volontà punitiva, è che se concorrenza deve essere, che sia leale. Manca in Provincia un censimento vero delle strutture ricettive, e questo, si capisce, oltre a falsare eventuali dati sul turismo non garentisce un controllo effettivo sul rispetto delle leggi».

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