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Viareggio, l'allarme di Crea: «la Comunità alloggio per minori rischia di chiudere»

Oggi, mercoledì 17 dicembre ore 16 in via della Gronda a Viareggio, la cittadinanza si dà appuntamento per dire “no” alla paventata chiusura della Comunità alloggio per minori della Cooperativa sociale Crea. Il dissesto finanziario del Comune al momento non permetterebbe il rinnovo di una convenzione.

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Viareggio, l'allarme di Crea: «la Comunità alloggio per minori rischia di chiudere»

Una situazione di estrema difficoltà sta vivendo, e non da ora, la cooperativa sociale Crea che opera nel campo dei servizi alla persona, in particolare per disabili e minori: questo almeno dal 1987 e in convenzione con il Comune di Viareggio. Prima di questa svolta Crea fu fondata da don Sirio Politi e altri preti operai per valorizzare la creatività del lavoro artigiano (Crea è l’acronimo di Cooperativa Realizzazioni Artigianali).

Tra le attività maggiormente note, e qui parliamo di un’eccellenza che caratterizza Crea e la sua storia, c’è la struttura Comunità Alloggio per minori. Questa realtà a causa del dissesto del Comune, rischia di chiudere. Si tratta di una comunità educativa a dimensione familiare che accoglie 9 minori, oltre ad avere due posti di pronta accoglienza e un centro diurno per 11 giovani adolescenti.

“I minori sono inseriti in questa nostra comunità dopo l’allontanamento dalla famiglia su provvedimento del giudice del Tribunale per i minorenni o dell’Assistente sociale del Comune” ci dice Vera Caruso, presidente di Crea “spesso sono accompagnati dalle forze dell’ordine, polizia e carabinieri con le quali gli educatori della comunità alloggio hanno un rapporto costante e diretto”. I motivi di allontanamento dalla famiglia di questi minori sono spesso “l’inadeguatezza dei genitori per incapacità grave di rispondere ai bisogni evolutivi dei propri figli, il maltrattamento o l’abuso sessuale, problemi di dipendenza dall’alcool di uno o di entrambi i genitori, o altre ragioni comunque gravi ed impellenti”.

Questi bambini e ragazzi rimangono nella Comunità Alloggio per un massimo di due anni “e l’auspicio è sempre che possano rientrare nella loro famiglia dopo il superamento delle difficoltà” ci dice la presidente.

Il rapporto convenzionale con il Comune di Viareggio ha permesso di mantenere negli anni queste attività sociali che mirano al recupero e alla promozione delle persone. Negli ultimi anni, fino al 31 dicembre 2013, la convenzione veniva rinnovata dall’Ente, mese per mese, per coprire le spese (obbligatorie per legge) espressamente dedicate ad ogni singolo minore accolto. Nel 2014, per mantenere le attività, la Cooperativa Crea ha di fatto raschiato il fondo, operando come sempre, ma autofinanziandosi con gli utili rimasti negli anni e godendo di qualche credito bancario. “Ma ovviamente le cose non possono andare avanti in questo modo”, conferma la presidente Vera Caruso.

Infine, cosa se possibile ancora più assurda, è che “se il Comune di Viareggio, con l’attuale Commissario prefettizio, non accettasse di rinnovare la convenzione non solo chiuderebbe la Comunità Alloggio, con tutto quello che ne consegue anche per i minori tuttora accolti” conferma Caruso “ma il Comune stesso sarebbe chiamato a spendere molto di più perchè i minori di sua competenza dovrebbero essere inseriti in altre strutture fuori dal territorio comunale. Quindi ci sono tutti i buoni motivi, anche quelli economici, affinchè la Crea possa continuare ad operare in Convenzione con il Comune”.

Abbiamo ovviamente provato a chiedere al Comune di Viareggio informazioni in merito però ci è stato gentilmente riferito che niente ancora è stato deciso (questo articolo è stato chiuso martedì 16 dicembre, ndr). L’ultima parola sta al Commissario Prefettizio, ci dicono. Capiamo le difficoltà dell’Ente, capiamo la necessità di mettere sotto controllo tutta la “galassia Comune Viareggio, con le partecipate e le tante convenzioni”, ma a breve dovrà arrivare una risposta anche su materie sociali di primaria importanza come questa. E una risposta dovrà arrivare non solo dal dottor Romeo, Commissario del Comune, ma anche dai Commissari nominati a Roma per il dissesto finanziario, che di fatto tengono in mano le chiavi delle casse comunali.

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