Prato
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8 settembre, la città in piazza

«Maria ci stringa tutti al suo Cingolo». L'omelia del cardinale Gualtiero Bassetti per l'8 settembre. Quella celebrata in cattedrale è stata la messa dei quattro vescovi. Insieme al Cardinale e al nostro Vescovo c’erano anche mons. Simoni, anch’esso salutato come «don Gastone», e mons. Luciano Giovannetti, emerito della diocesi di Fiesole, che fu prefetto di Agostinelli ai tempi del seminario aretino. Circa un centinaio i sacerdoti diocesani che hanno concelebrato il solenne pontificale.

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Spettacolo dell'8 settembre in piazza del Duomo

«Oggi mi sento in famiglia e questa per noi è come se fosse la festa della mamma». Don Gualtiero, come lo ha chiamato mons. Agostinelli con affetto, inizia così l’omelia del pontificale, celebrata l’8 settembre, solennità della Natività di Maria. A Prato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, ha molti amici sacerdoti che sono stati suoi compagni di seminario a Firenze e alcuni anche di ordinazione. Per questo motivo e per il forte legame con il Vescovo Franco, suo «braccio destro» ai tempi in cui era ordinario della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, il porporato ha scelto la nostra città per festeggiare il 20esimo anniversario della sua ordinazione episcopale, che ricorreva proprio per l’8 settembre. Tutte le tappe fondamentali della vita sacerdotale di Bassetti sono state scandite dall’affidamento a Maria perché avvenute nel giorno di una memoria mariana. «Il mio ministero episcopale, avviato l’8 settembre di 20 anni fa, è iniziato "sotto tutela matris"; sono stato nominato vescovo di Arezzo per la "presentazione al tempio", mentre la nomina a Perugia è arrivata per la festa del Carmelo, e non è una casualità», ha affermato il Cardinale.

La messa dei quattro vescovi
Quella celebrata in cattedrale è stata la messa dei quattro vescovi. Insieme al Cardinale e al nostro Vescovo c’erano anche mons. Simoni, anch’esso salutato come «don Gastone», e mons. Luciano Giovannetti, emerito della diocesi di Fiesole, che fu prefetto di Agostinelli ai tempi del seminario aretino. Circa un centinaio i sacerdoti diocesani che hanno concelebrato il solenne pontificale. Numerosi i diaconi permanenti presenti. Ma davvero tanti, anzi tantissimi, sono stati i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione. Molte le persone che hanno assistito alla messa in piedi, nelle navate laterali e in fondo chiesa. Una partecipazione che ha colpito Bassetti, che a un certo punto ha detto: «Propongo un gemellaggio con Perugia, voi avete la Cintola, noi l’anello nuziale della Madonna. Però voi siete più bravi – ha sottolineato il Cardinale ridendo – da noi c’è più freddezza». Una frase che ha fatto sorridere i pratesi.

Le autorità presenti
Nelle prime file erano sedute le autorità civili. Per il sindaco Matteo Biffoni era il primo 8 settembre da primo cittadino. Come da tradizione al termine della messa ha consegnato al Vescovo e al Capitolo i ceri per la Cappella del Sacro Cingolo. Nell’occasione ha espresso parole significative sulla festa e sul suo significato (vedi articolo nel box). Accanto a lui il prefetto Maria Laura Simonetti, l’assessore Roberto Marchi in rappresentanza della Provincia, il presidente dell’Opera del Duomo Raffaele Tanzarella, il questore Filippo Cerulo e altri rappresentanti delle forze dell’ordine.

L’omelia del Cardinale
Tornando all’omelia, il Cardinale ha incentrato tutta la sua riflessione sulla figura della Vergine. «Maria, continua a tenerci uniti, stringendoci tutti al tuo Sacro Cingolo!», ha detto Bassetti rivolgendo le sue parole alla Madonna. L’Arcivescovo ha sottolineato come l’affidamento a Maria possa essere consolazione nei momenti difficili che stiamo vivendo. «In questo periodo storico tante persone stanno portando croci di solitudine e di dolore – ha detto il Cardinale - come la croce di questa sorda crisi economica, giunta al suo settimo anno e che per ora non sembra aprire prospettive di soluzione. E poi c’è il peso di una crisi morale e dei valori, che distrugge nuclei familiari e miete tante vittime, soprattutto tra i nostri giovani. Forse mai come oggi, dovremmo avere il coraggio di gridare: “Sub tuum presidium”, come ha sempre fatto la Chiesa, anche nei momenti più critici della sua storia, e questa antifona sappiamo bene che dopo l’Ave Maria è la più antica: sotto la tua protezione ci rifugiamo Santa Madre di Dio e nei momenti in cui saremo tentati di fuggire, tu, o Maria, continua a tenerci uniti».
Il pensiero del Cardinale è poi andato a tutte quelle mamme e a quelle donne che si sentono sole «che incontro nel mio ministero di vescovo, mi viene da pensare – ha aggiunto Bassetti – alle terribili sofferenze che si annidano in tante famiglie. Per tutti questi motivi pensando a Maria ci sentiamo consolati, perché essa è nostra madre e nostra sorella in umanità, non c’è una creatura umana come Maria».

L’ostensione per i malati
Poi è stata officiata la prima ostensione del giorno della festa per i fedeli presenti in cattedrale, in particolare Bassetti, ha rivolto la reliquia ai tanti malati e ai disabili accompagnati in duomo dai volontari dell’Unitalsi.

IL CORTEGGIO STORICO

Mai come quest’anno l’edizione del Corteggio storico può essere definita, davvero, «in notturna». Vescovo, Sindaco e Capitolo dei canonici sono entrati nella Cappella del Sacro Cingolo per prepararsi all’ostensione quando la mezzanotte era abbondantemente passata. L’inizio della sfilata dei figuranti è iniziata secondo programma con partenza alle 20, per alcuni da piazza del Comune, per altri da via Santa Caterina, ma il numero dei gruppi era superiore a quello dello scorso anno. Ventidue contro quindici. Alcune performance, su tutti quella degli sbandieratori di Arezzo e Firenze, sono state molto apprezzate dal numeroso pubblico presente sugli spalti in piazza e lungo le strade del centro, ma non sono mancate esibizioni che si sono protratte un po’ troppo. Cosi il Corteggio, composto in tutto da oltre 600 persone in costume, è durato quasi cinque ore. Secondo il programma ufficiale della manifestazione l’ostensione sarebbe dovuta iniziare alle 22,30.
Le emozioni però non sono mancate e alcune rappresentazioni hanno riscosso tanti applausi. Il momento più sentito è stato senza dubbio quando la fanfara di Wangen, comune tedesco gemellato con Prato da oltre 25 anni, ha suonato l’inno di Mameli. Tutti, dalle autorità ai pratesi presenti in piazza, si sono alzati in piedi per cantare «Fratelli d’Italia». Molto applauditi anche i ragazzi dell’Etruria, che hanno riproposto la bellissima coreografia che è valsa loro la medaglia d’oro in Svezia all’«Europe gym for youth Challenge».
La lunghezza non ha intaccato la spettacolarità della parata. Veder sfilare cavalieri, tamburini, dame e giocolieri in abito medievale è sempre affascinante e riesce a catturare l’attenzione di grandi e piccini. Per questo motivo, pur se in ora tarda, tutti sono rimasti diligentemente ai loro posti per guardare col naso all’insù la Sacra Cintola mostrata dal Vescovo alla piazza dal pulpito di Donatello. Come anticipato nel mese di agosto dall’Amministrazione comunale, quest’anno non sono stati i fuochi d’artificio a chiudere la «Madonna della Fiera». La serata si è conclusa invece con il concerto del «Francesco Citera Quartet ensamble» che ha proposto musiche mediterranee e dal mondo. L’esibizione, questa volta per poche decine di persone, è iniziata alle una e mezza e la festa si è protratta fino a tarda notte.

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