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Grave atto di vandalismo a San Pier Forelli e a San Bartolomeo

Attacco ai crocifissi

 Lunedì 25 novembre una o più persone non identificate hanno danneggiato due antichi crocifissi, molto noti e venerati in città, nella chiesa di San Pierino e nella chiesa di San Bartolomeo al Mercatale. Il dolore e lo sgomento della Diocesi (dal numero 43 del primo dicembre 2013)

Attacco ai crocifissi

«Provo un senso di dolore e rincrescimento, profondo, perché il crocifisso è un’icona, un oggetto di venerazione che in questo caso ha anche valenza storica». Il giorno degli incomprensibili danneggiamenti ai crocifissi di San Pierino e San Bartolomeo il vescovo Franco Agostinelli era a Roma, impegnato con la Cei e quindi ha potuto vedere lo scempio commesso soltanto il giorno dopo. Lunedì scorso, 25 novembre, una o più persone non identificate - probabilmente almeno un uomo, vista l’estrema violenza e la forza con cui sono stati compiuti gli atti vandalici - ha danneggiato due antichi crocifissi, molto noti e venerati in città. Un fatto gravissimo che ha sconcertato la Chiesa pratese e i due parroci che hanno trovato le due opere rovinate, una addirittura in frantumi. Il primo a essere «attaccato» dalla furia del vandalo è stato il crocifisso di San Leonardo da Porto Maurizio che si trova in San Pier Forelli. A metà mattina l’uomo è entrato nella piccola chiesa, conosciuta dai pratesi come San Pierino, in quel momento vuota, si è diretto verso l’altare laterale dove si trova la croce, l’ha staccata dalla teca e l’ha scaraventata a terra. La statua, opera del tardo Seicento in cartapesta colorata, è andata in mille pezzi. Da lì il vandalo, mentre il parroco don Simone Vannini, accortosi dell’accaduto stava lanciando l’allarme alle forze dell’ordine, si è diretto in piazza Mercatale, nella chiesa di San Bartolomeo. Questa volta la vittima è il crocifisso ligneo del Trecento, un’opera policroma di scuola fiorentina donata sette secoli fa ai pratesi dal movimento penitenziale dei «Bianchi». Anche questa volta la chiesa era deserta e l’uomo ha avuto tempo e libertà per compiere il suo gesto: si è arrampicato sopra la statua e si è aggrappato al crocifisso per cercare di staccarlo dalla parete. In questo modo è riuscito a spezzare le braccia al Cristo e poi è fuggito facendo perdere le proprie tracce. «Questa è una mano idiota, non credo ci siano dietro ideologie o rivalse di tipo religioso - ha affermato il parroco di San Bartolomeo don Marco Natali - colpisce il fatto che siano stati distrutti i crocifissi di due chiese simbolo in Diocesi per una accoglienza totale verso gli ultimi, i poveri Cristi della storia». Accanto alla chiesa di don Marco infatti si trovano la mensa dei poveri e l’asilo notturno, mentre a San Pier Forelli vive una comunità di persone svantaggiate aiutate nell’inserimento sociale.
«Si tratta di una violenza inaudita: mai si era avuta notizia, almeno dalle nostre parti, di un attacco così violento e reiterato contro i crocifissi», ha commentato subito dopo i fatti il vicario generale mons. Nedo Mannucci. La prima reazione della Diocesi, nei momenti concitati dell’«assalto», è stata quella di telefonare a tutti i parroci del centro storico per avvertirli di presidiare le chiese oppure, se impossibilitati, di chiuderle per non correre pericoli. L’uomo era ed è ancora in giro e non sappiamo se abbia intenzione di colpire ancora. Adesso si pone il problema della sicurezza nelle chiese, che torna ogni volta che accadono episodi del genere. «È una questione antica che adesso ci porremo di nuovo», dice il Vescovo, «è nostro dovere fare il possibile per tutelare il patrimonio religioso e artistico che custodiamo». Tra l’altro i due episodi sono avvenuti in un giorno particolare. Proprio lunedì era il primo anniversario dell’episcopato pratese del vescovo Franco Agostinelli, mentre martedì la Chiesa faceva memoria di San Leonardo di Porto Maurizio.

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