Prato
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Biffoni (Pd), una vittoria oltre le attese

Elezioni. Matteo Biffoni, renziano e del Pd, è il nuovo sindaco di Prato. Ha vinto con 58,2% dei voti. Dopo cinque anni di amministrazione guidata da Roberto Cenni, secondo e distanziato, la città torna al Centrosinistra. 

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Matteo Biffoni intervistato sul sagrato del Duomo

La matematica è arrivata intorno alle 18 ma la festa è cominciata molto prima nel comitato elettorale di corso Mazzoni, dove le bandiere del Pd hanno cominciato a sventolare già nella notte tra domenica e lunedì con i risultati delle Europee. Matteo Biffoni è il nuovo sindaco di Prato, a «incoronarlo» sono stati 58.167 pratesi, quasi il doppio di quelli che speravano in un secondo mandato per Roberto Cenni, votato da 26.240 elettori.
L’effetto Renzi si è propagato anche a Prato, Biffoni vince con il 58,19% dei consensi, lasciando l’ormai ex primo cittadino al 26,72%. Terza piazza per la grillina Mariangela Verdolini che ottiene il 9,13%. Con percentuali da zero virgola gli altri sei candidati, con Tognocchi, l’unico che arriva all’1%, meglio di La Vigna del Nuovo centro destra. Per lui un magrissimo 0,94%, corrispondente a meno di novecento voti.
In questi dati c’è tutta la giornata di lunedì, da una parte la grande euforia per una vittoria netta e schiacciante, dall’altra la delusione profonda per una coalizione, quella del centrodestra, che non si aspettava una simile batosta. Nei giorni del voto non sono stati diffusi sondaggi di opinione sull’esito del voto, ma in città erano in molti a dare per probabile il ballottaggio. L’incognita era il Movimento Cinque stelle che avrebbe potuto essere l’ago della bilancia. Invece il Pd raggiunge anche a Prato uno dei suoi massimi risultati di sempre (46,81%). Anche qui i Democratici «cannibalizzano» non solo gli avversari, ma anche gli alleati, i partiti di sinistra non superano la soglia di sbarramento al 3%, così come Idv e Scelta per Prato. Bene le due liste civiche a sostegno dei principali candidati a sindaco, quella di Biffoni ottiene il 6,3% - e due consiglieri comunali - mentre quella per Cenni si avvicina a Forza Italia prendendo un ottimo 9,78% (e tre seggi in consiglio). Il partito di Berlusconi supera di poco il 10%, bene la lista di Milone (3,6%), con l’ex assessore sceriffo che incassa 638 preferenze e si assicura un posto da consigliere. Male l’Udc di Caverni (0,93%) che sparisce addirittura dal Consiglio comunale. Disastrose le due Lega, la Nord e la Toscana di Paradiso (tutti i risultati e le percentuali sono a pagina VIII). Ma l’altro tonfo lo fanno i grillini. Possiamo parlare di flop a cinque stelle a Prato, con la Verdolini che riesce sì ad andare in consiglio comunale, portandosi dietro altri due pentastellati, ma il risultato è di molto inferiore alle attese e soprattutto al dato nazionale in campo europeo.
Biffoni vince così le elezioni da sfidante. Quando, intorno alle 17,30, si presenta in piazza Duomo per andare nella sede del suo comitato, è accolto da applausi e dai militanti che in coro cantano «Bella Ciao». Per il centrosinistra pratese si è trattato di una liberazione dallo spauracchio Cenni, colui che era riuscito a scalzare un dominio monocolore che sembrava inscalfibile. La colonna sonora di questa vittoria aveva iniziato a farsi sentire venerdì scorso in piazza Duomo, con Renzi arrivato da Roma per chiudere col botto la campagna elettorale. «Togliamoci il pensiero e vinciamo al primo turno», aveva detto il Premier all’altro Matteo. E così è stato. Nella serata di lunedì sono arrivati i complimenti di Renzi, della Boschi e sul telefonino novanta chiamate perse e centinaia di sms.
Le prime parole da sindaco Biffoni le affida, in diretta, ai microfoni di Tv Prato: «È cominciata un’altra storia, lavoreremo per tutti i pratesi, anche per quelli che non ci hanno votato. È un risultato strepitoso, avevamo sensazioni positive, ma nemmeno io pensavo si arrivasse a questi numeri. Eravamo noi a rincorrere una giunta uscente e sembrava una rincorsa complicata. Tutta la coalizione si è comportata in maniera egregia. E stamani dopo i risultati delle europee mi dicevo che nulla era detto o scontato. Le amministrative sono cosa diversa». Sull’effetto Renzi: «sì, c’è stato - ammette il neo sindaco - il premier ha preso Prato come punto di riferimento, questo è un orgoglio per tutti: Prato è di nuovo al centro dell’attenzione nazionale. Non vedo l’ora di mettermi al lavoro per questa città meravigliosa». Poi in piazza del Comune Biffoni trova la compagna Lucia (in dolce attesa) e tanti sostenitori che applaudono quando lo vedono affacciarsi da una finestra del Palazzo comunale.
In settimana dovrebbero arrivare i nomi della Giunta comunale, a chi gli chiede quanti uomini o quante donne, il sindaco risponde: «Posso dire soltanto che saranno otto, e che saranno bravi…».

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