Prato
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Marco e Stefano, finalmente diaconi

Mons. Agostinelli ha conferito il ministero in una cattedrale piena di gente. E quando hanno indossato la dalmatica color oro, l’abito proprio dei diaconi, il duomo si è sciolto in un lungo applauso. Ad aiutarli nella vestizione sono stati i padri spirituali, don Lorenzo Lenzi per Stefano Faggi e don Moreno Paci per Marco Degli Angeli.

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L'ordinazione diaconale

Quando hanno indossato la dalmatica color oro, l’abito proprio dei diaconi, il duomo si è sciolto in un lungo applauso. Ad aiutarli nella vestizione sono stati i padri spirituali, don Lorenzo Lenzi per Stefano Faggi e don Moreno Paci per Marco Degli Angeli. È stato un gesto simbolico che ha rappresentato il sostegno dato dai sacerdoti ai due seminaristi in questo cammino vocazionale.
La celebrazione si è tenuta domenica scorsa, 19 ottobre, in cattedrale. Davvero tante le persone che hanno partecipato alla messa presieduta dal vescovo Agostinelli e concelebrata da molti sacerdoti amici dei due candidati al diaconato. Ad animare la cerimonia c’era il coro della parrocchia di Santa Maria della Pietà.
Quello di Stefano, 55 anni, medico fino al 2012, e di Marco, ex chimico trentaduenne, è un percorso che parte da lontano; la loro è la storia di due vocazioni adulte sbocciate all’interno delle rispettive famiglie. Marco a nome di tutti e due alla fine della celebrazione ha ringraziato sentitamente tante persone, ma in particolare ha rivolto un pensiero ai genitori, ai quali è andata la «riconoscenza per la testimonianza di vita cristiana». Una citazione anche per il canonico Mario Bonacchi, zio di Stefano, scomparso otto anni fa, che «da lassù esulta con noi per questo giorno».
Partecipando alla messa, la sensazione è stata proprio quella di vivere una festa, un momento tanto atteso da entrambi, arrivato dopo momenti di tribolazione, anche fisica, come ha detto il rettore don Daniele Scaccini nella presentazione dei due candidati al Vescovo.

Un’immagine usata da entrambi nei giorni precedenti l’ordinazione per descrivere la chiamata al sacerdozio è stata quella di un «fuoco» che ha covato nel loro cuori per tanto tempo.
«Ero concentrato sul lavoro però pensavo ad altro, sentivo che dentro di me qualcosa stava cambiando, come una fiamma viva», ha detto Marco. Come molti ragazzi pratesi si è diplomato al Buzzi e per quattro anni ha lavorato come chimico industriale in una ditta. Poi il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e l’incontro con i padri cappuccini della comunità di Padre Pio hanno fatto scoccare la scintilla. Qui a Prato, si è confrontato con il suo parroco a San Giovanni Bosco, al tempo don Moreno Paci, e così la decisione di entrare in Seminario. Adesso, dopo sette anni di cammino, il chimico è diventato diacono, l’ultima e decisiva tappa prima di essere ordinato prete. Marco inoltre sta per conseguire il baccalaureato in Liturgia con una tesi sul rito dell’adorazione eucaristica e attualmente presta servizio nella parrocchia di San Pietro a Mezzana.
Come detto, Stefano Faggi fino al 2012 ha svolto la professione di medico all’ospedale di Prato come anestesista. Il suo «fuoco» si è sprigionato nel 2010, dopo aver bruciato in silenzio per moltissimi anni. «Ho deciso solo a cinquant’anni di entrare in Seminario, perché mi sono dedicato anima e corpo alla famiglia, in particolare a mio fratello disabile», ha detto Stefano. Proprio l’attaccamento a Luca, 58 anni, colpito da encefalite acuta quando era bambino, lo ha portato a rimandare molte scelte e a vivere con i genitori e lo zio sacerdote, il canonico Mario Bonacchi. Con la morte dei familiari Luca è entrato in una casa famiglia e Stefano si è deciso a intraprendere la strada verso il sacerdozio. Fino a ora, ha prestato servizio nella propria parrocchia, in San Domenico, mentre adesso è alla Resurrezione, dove è parroco don Aldo Mauri.

Anche mons. Agostinelli nella sua omelia ha ricordato come le vocazioni nascano spesso all’interno della famiglia, «ma ricordate - ha detto ai due nuovi diaconi - la vostra famiglia da oggi è il popolo. Nel Signore troviamo sempre il perché delle nostre scelte - ha aggiunto il Vescovo - è lui che ci indirizza, preghiamo sempre per le vocazioni, siano esse sacerdotali, missionarie o matrimoniali. La Chiesa di Prato ha bisogno di preti che sappiano predicare il Signore e servirlo in mezzo alla gente».
Infine i segni dell’ordinazione: l’imposizione delle mani da parte di mons. Agostinelli, con l’affidamento del servizio della carità, e la consegna del Vangelo, con l’invito ad annunciare la Parola. La cerimonia si è conclusa con un abbraccio da parte del Vescovo e di tutti gli altri sacerdoti celebranti ai due nuovi diaconi.

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